Ott 13, 2017

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Generalità

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Posted in : Odontoiatria on by : admin
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  • L’odontoiatria studia le malattie della bocca e dei denti. Mai come nel campo odontoiatrico la prevenzione è di fondamentale importanza per evitare di incorrere nella temibile carie dentaria, che consiste nella distruzione progressiva e insidiosa del dente a partire dalla sua parte più superficiale (smalto), con successivo interessamento della sottostante dentina e infine della parte centrale del dente, detta polpa, dove arrivano vasi sanguigni e nervi. Questo porta inevitabilmente alla mor-
    te del dente, con conseguenti problemi funzionali, quali dolore e insufficienza della masticazione, organici, quali ascessi e granulomi, e possibili problemi a distanza legati all’assorbimento di tossine e messa in circolo di batteri.

    E di fondamentale importanza:
    Abolire la consuetudine di regalare ai bambini lecca lecca, caramelle, cioccolatini, soprattutto se questi dolciumi vengono succhiati perché in funzione del tempo di permanenza in bocca creano una modificazione del pH, cioè dell’acidità della saliva, che normalmente dovrebbe essere neutro o solo debolmente acido. L’abbassamento del pH, cioè l’aumento dell’acidità, favorisce l’attecchimento allo smalto di forme batteriche normalmente presenti nel cavo orale come commensali non patogeni (che anzi con la loro presenza ci difendono dall’impianto di batteri effettivamente patogeni). I batteri della placca che e adesa al dente metabolizzano lo zucchero e producono sostanze acide che iniziano a deinineralizzare lo smalto in superficie, innescando quel processo che se non curato può portare alla distruzione del dente. È importante anche un adeguato flusso salivare che è mediamente dì 1000 mi al
    giorno: una sua riduzione è correlata a una maggiore acidità, un aumento a una maggiore basicità.
    Lavarsi i denti dopo ogni pasto per rimuovere i detriti di alimenti e la placca batterica che tende a formarsi continuamente, per almeno due-tre minuti. Rimuovere realmente la placca e per questo è di fondamentale importanza l’azione meccanica delle setole che è più importante che profumare la bocca.
    Utilizzare spazzolini con setole non troppo dure che potrebbero a lungo andare danneggiare lo smalto, evitando per lo stesso motivo l’uso del bicarbonato di sodio per sbiancare e di sostanze abrasive in forma di microgranuli. Cambiare più spesso gli spazzolini, sia perché le setole si alterano, sia perché essi stessi possono diventare ricettacolo dì germi.

    I denti “generali”
    Con questo concetto, condiviso anche dalla medicina convenzionale, si intende che le problematiche infiammatorie dei denti e delle gengive rappresentano non solo un problema locale con dolore e inabilità della funzione masticatoria, ma hanno anche:
    – Ripercussioni secondarie sulla occlusione (combaciamento) delle mandibole;
    – Effetti come nevralgie secondarie sull’articolazione tcmporo-mandibolare con danneggiamento della cartilagine articolare;
    – Effetti più ampi dato che, come ogni processo infiammatorio cronico – soprattutto gengiviti o parodontopatie -, comportano un cronico aumento dell’interleuchina-6, un tipo di citochina che può avere tre importanti conseguenze:
    1. Favorire l’accrescimento della placca aterosclcrotica arteriosa;
    2. Ridurre l’efficienza delle difese contro le malattie degenerative;
    3. Favorire stati depressivi.
    Esistono poi altri aspetti su cui da tempo si confrontano la visione convenzionale e quella non convenzionale.
    Secondo la medicina tradizionale cinese integrata dagli studi di Voli, medico tedesco ideatore dell’elcttroagopuntura esisterebbe una corrispondenza fra:
    • Meridiani di agopuntura,
    • Denti o gruppi di denti,
    • Tessuto linfatico (tonsille),
    • Seni paranasali,
    • Segmenti muscolo-scheletrici (ginocchio, anca, gomito, vertebre),
    • Organi,
    • Sistema nervoso,
    • Organi di senso,
    • Ghiandole endocrine.
    Tutti questi clementi sarebbero inseriti in insiemi anatomici e funzionali facenti capo a coppie di meridiani di agopuntura (infatti si parla di meridiani “accoppiati”).
    In pratica, un circuito energetico per cui un problema di un elemento qualsiasi di essi viene a perturbare la funzionalità degli altri clementi facenti parte del suo insieme. Secondo questa visione, anche un dente malato rappresenta un elemento di perturbazione di questo circuito energetico, in grado quindi di influire sugli altri clementi del circuito stesso.
    A prescindere dall’accettazione o meno di questa ipotesi di lavoro sulla quale non possiamo costruire un paradigma scientifico, i punti a, b e c di cui sopra giustificano ampiamente la necessità di vedere i problemi dentari non solo come un disagio locale o estetico, ma anche come punto di partenza di molte altre importanti problematiche generali a distanza. In poche parole possiamo affermare che “nessun dente è un’isola”.
    Da cui la necessità di curare in maniera adeguata ogni dente malato per cercare di mantenerlo il più possibile sano e vitale, in modo da ridurre al minimo le probabilità che questo possa rappresentare se non altro un elemento di diffusione di materiale infettivo e/o tossico.

    Amalgame, località e correnti endo-orali
    Si è discusso circa la possibilità delle otturazioni in amalgama (mescolanza di mercurio, metallo liquido, con fini polveri di argento, stagno e rame) di rappresentare una potenziale fonte di liberazione di mercurio, metallo pesante che l’organismo elimina con estrema difficoltà e che tenderebbe ad accumularsi nella matrice del connettivo.
    Si è discusso anche della possibilità di generazione di correnti endo-orali dovute all’effetto “pila”: correnti galvaniche, cioè continue, che si generano quando abbiamo presenti metalli diversi in contiguità fra di loro oppure separati da un ambiente liquido quale può essere anche quello della cavità orale per la presenza della saliva. Tali correnti hanno due caratteristiche: una differenza di potenziale (DDP), misurabile in millivolt, e una intensità misurabile in microampere. Possiamo paragonare la DDP al salto di livello che deve fare l’acqua di una cascata e l’intensità della corrente alla quantità di corrente che salta. Possono essere poche gocce o metri cubi. Fino a 100 millivolt possono essere considerati valori normali, da 100 a 200 vanno valutati nel contesto del quadro clinico e sopra i 200 possono essere considerati eccessivi e secondo altri ancora di più il soggetto può riferire strani sapori metallici in bocca, o di sentire talora come una scossa quando mette in bocca una forchetta.
    Molti esponenti della medicina e odontoiatria non convenzionale sì esprimono sfavorevolmente nei confronti di queste situazioni.
    La scienza ufficiale non ritiene che ci siano elementi sicuri in questo senso per escluderne l’uso, ma invita a evitare l’utilizzo delle otturazioni in amalgama in bambini sotto i 14 anni di età.
    La posizione dcll’omotossicologia di fronte a questa, come ad altre ipotesi similari (per esempio l’esposizione all’elettromagnetismo), è che ogni potenziale fonte di inquinamento chimico e fisico, quando non chiaramente dimostrato patogeno e sicuramente nocivo deve essere valutata nella globalità, cioè in un contesto di carico tossico globale secondo una visione dinamica, relativa e quantitativa. Questo sia in senso cronologico (per cui quello che e tossico oggi poteva non esserlo ieri e non esserlo più domani e viceversa) e sia in considerazione di eventuali sintomi e segni fonte di disagio locale quali afte, ulcerazioni o altre lesioni della mucosa del cavo orale, soprattutto se non spiegabili altrimenti, persistenti c/o recidivanti. Senza generalizzare, ma valutando le situazioni individualmente.
    I foci o focalità sono parti di tessuto modificato in modo cronico, costituito da materiale organico e inorganico non più degradabilc ed eliminabile attraverso i normali processi necrotici e infiammatori (per esempio un’infiammazione cronica) che l’organismo non è più in grado di eliminare c/o risolvere a partenza dal quale si esplica un’azione a distanza in quanto la barriera locale di difesa è stata oltrepassata. Tali focalità le possiamo ritrovare a vari livelli:
    – Odontoiatrico, come granulomi, ascessi, cisti, rarefazioni, osteiti del mascellare, gangrene della polpa;
    – Cefaliche come tonsilliti, otiti, sinusiti;
    – Addominali, ossia ovariche, appendicopatie, colecistiti, divcrticoliti;
    – Alcune cicatrici.

    Eventuale rimozione dell’amalgama
    Qualora per qualsiasi motivo, anche estetico, si debba procedere a una rimozione di amalgama, è opportuno parlarne col proprio dentista di fiducia col quale concordare l’operazione, che può essere preceduta e seguita dall’assunzione di:
    • Dentotox n. 3.
    • Detox n. 11.
    10 gocce dell’uno e dell’altro per 3 volte al giorno, due settimane prima e due settimane dopo la rimozione, per favorire l’eliminazione dall’organismo di quelle piccole quantità di metallo che potrebbero essere assunte per vaporizzazione e ingestione, quantità che può essere comunque minimizzata con le opportune precauzioni all’atto della rimozione stessa.

    Le sostanze tossiche e le credenze
    Siamo certo consapevoli di vivere in un ambiente per molti versi fonte di stressori cognitivi e non cognitivi, i primi relazionali, culturali ed educativi, i secondi chimico-fisici.
    II carico tossico a cui siamo soggetti è paragonabile a un contenitore che a un certo punto può traboccare, ma che se ogni tanto se ne svuota una parte, come per esempio con le varie tecniche di drenaggio, si eleva la soglia critica. Il sistema va in crisi quando la somma algebrica di tutti gli elementi intossicanti raggiunge o supera questa soglia.
    Pertanto, enfatizzare il più o meno dimostrato effetto nocivo di alcuni stressori, oltre a generare preoccupazioni e ansie non sempre giustificate, a volte è più dannoso degli effetti dello stressore stesso e può diventare un’operazione più o meno consapevole di “mascheramento” e rimozione di altri problemi.
    Spostare l’attenzione solo sugli eventuali stressori non cognitivi chimico-fisici e tossici, presunti o reali, ci solleva in realtà da un altro onere: quello di valutare in maniera critica e adeguata gli stressori cognitivi relazionali legati ad abitudini e ritmi di vita non corretti, a riproposizione di rapporti interpersonali retaggio di secoli bui, alla diffusione di idee e credenze conflittuali con la biologia l’armonia e l’equilibrio della mente, attraverso impostazioni ideologiche orientate a creare conflitti e sensi di colpa che indeboliscono le creature umane e le privano della capacità di esercitare pienamente il loro potere decisionale a tutti i livelli. Quante persone serene, sorridenti, felici e sane vediamo intorno a noi? Gli antichi Romani dicevano «divide et impera».

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