Lug 26, 2018

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Le inflammazioni delle tonssile e della faringe

Le inflammazioni delle tonssile e della faringe

Uno dei problemi di ORL che più spesso si presentano alla nostra attenzione è quello delle faringotonsiiliti. Queste sono le infiammazioni della faringe, cioè di quella porzione delle vie aeree superiori situata fra le fosse nasali superiormente e la laringe
inferiormente e che attraverso le tube di Eustachio che in essa si aprono, viene a comunicare con la cavità dell’orecchio medio.
Dal punto di vista terapeutico ci sono alcune faringotonsiiliti che potrebbero richiedere un intervento antibiotico e poi ci sono quelle che non lo richiedono, che sono la maggior parte (80% circa). Lbsservazione clinica è in grado di fornire indicazioni molto importanti riguardo a questa scelta: le prime, infatti, dette essudative, sono caratterizzate da un essudato (liquido di natura infiammatoria) che riempie le cripte tonsillari (la superficie delle tonsille non è liscia, ma presenta delle fossette o cripte) e che può
diventare anche purulento (le cosiddette placche). Le seconde, dette eritematose, presentano solo un arrossamento o eritema.
1 pazienti preoccupati dalla febbre e dal dolore alla deglutizione spesso intraprendono di loro iniziativa terapie antibiotiche a volte inopportune se non ce indicazione clinica. Infatti, l’antibiotico è una grande arma, ma la sua scelta dovrebbe essere delegata sempre all’iniziativa di un medico cosciente. Si assiste spesso a un vero e proprio abuso di antibiotici e FANS (Farmaci Antinfiammatori
Non Steroidci cioè non cortisonici). Solo in caso di effettiva necessità, e su indicazione del medico dopo una regolare visita, si dovrebbero intraprendere questo tipo di terapie, e ciò per vari motivi:

• La storia naturale di ogni infiammazione acuta è quella di spegnersi automaticamente quando il processo è esaurito grazie all’intervento dell’interleuchina-10.
• L’effetto degli antibiotici è quello di uccidere tutti i germi, non solo quelli “cattivi” ma anche quelli buoni che costituiscono la nostra flora batterica intestinale, dal cui equilibrio dipende sia a) la prevenzione delle infezioni fìmgine tipo Candida patogena, sia b) un’azione di nutrimento della mucosa intestinale (tramite la produzione di acidi grassi a catena corta) sia infine c) una modulazione dell’attività del sistema immunitario.
• Il non permettere per abitudine ripetuta all’incongruo uso di FANS e antibiotici l’esercizio dell’immunità della linea CD4 T-helper 1 (che come già detto si autolimiterebbe da sola una volta svolto il suo naturale fisiologico compito antivirale e antitumorale), favorisce uno sbilanciamento del sistema immunitario verso una prevalenza della linea CD4 T-helper 2 cioè quella che porta alle manifestazioni allergiche (il cui inequivocabile aumento negli ultimi venti-trent’anni è sotto gli occhi di tutti).
• L’uso ripetuto di antibiotici rischia con l’andar del tempo di favorire la selezione di specie batteriche sempre più resistenti all’antibiotico stesso.
• Per questo motivo le stesse infezioni batteriche che fino a pochi anni fa si curavano con determinate dosi di antibiotico, oggi richiedono dosaggi sempre più alti.

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