Nov 10, 2018

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L’Infezione da virus di Epstein Barr

L’Infezione da virus di Epstein Barr

Posted in : Malattie di Orecchie, Naso e Gola on by : admin
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  • Che una persona possa ammalarsi anche un paio di volte nel corso della stagione fredda può essere una cosa tutto sommato “normale” e in un certo senso positiva, perché equivale a una ginnastica del sistema immunitario che ci difende da virus e tumori. Ma quando questo si verifica sette-otto-dieci volte nel corso dell’anno, accom-
    pagnandosi a un persistente stato di astenia e sensazione di debolezza, sonnolenza, apatia «è questo un tal pensiero – direbbe Amleto – che deve farci riflettere». Non possiamo, infatti, continuare ad assumere antibiotici di tutti i tipi, ritrovandoci sempre al punto di partenza. Facendo ciò contribuiamo a indebolire le difese immunitarie e favoriamo l’insorgenza delle infezioni fungine, in particolar modo della Candida albicarli e di altri germi opportunisti.
    Ce qualcosa che rende il nostro sistema immunitario, normalmente competente, particolarmente fragile e suscettibile all’aggressione dei vari virus e batteri in circolazione i quali trovano così in noi un terreno particolarmente accogliente e ricettivo. Questo qualcosa spesso si chiama virus di Epstein Barn.
    Esso è un grosso virus a DNA, con doppia elica, appartenente alla famiglia dei virus Herpes (come quelli della varicella, dell’herpes genitale e laf è conosciuto soprattutto per essere l’agente causale detta anche “malattia del bacio” (o kiss deseast) perché si trasme
    scambi di saliva. In fase acuta è un’infezione virale gencralia tessuto linfatico faringeo, febbre, linfoghiandole del collo in to e milza. Non tutte le forme hanno una sintomatologia essendo diagnosticate nella loro esatta causa, vengono cons liti febbrili o forme influenzali.

    Una volta superata questa prima infezione, il virus rimane all’interno dei nuclei delle cellule mantenendo una cosiddetta “infezione latente persistente”. Nella maggior parte dei casi il virus rimane in questo stato latente, ma alcune volte per motivi non ben precisabili verosimilmente legati a un transitorio abbassamento delle difese, magari dovuto a stress, lequilibrio/tregua si rompe c il virus riprende a moltiplicarsi dentro le nostre cellule determinando quella che viene definita una riattivazione virale.
    Il virus di Epstein Barr nel corso della sua riattivazione dirige la produzione di una sostanza di natura proteica che istruisce il nostro sistema immunitario ad abbassare la guardia nei confronti delle aggressioni virali, batteriche e fungine. In conseguenza di ciò, si stabilisce una condizione di minor efficienza delle difese
    immunitarie che apre la porta ad altre infezioni c che spesso si accompagna a uno stato di profonda astenia, configurando il quadro della sindrome da stanchezza cronica. Tale situazione immunologica e clinica può essere diagnosticata mediante la ricerca dei seguenti anticorpi antivirali: EBNA IgG, VCA IgG e IgM, EA IgG. Essa deve
    essere effettuata in termini quantitativi, infatti non basta sapere se c’è riscontro positivo o negativo agli anticorpi, ma quanto ce ne. Un aumento di uno o più (generalmente le VCA IgG e gli anti EBNA IgG) di questi anticorpi di almeno dieci volte può avere un significato diagnostico di riattivazione, soprattutto se l’aumento è accompagnato dai sintomi suddetti. La verifica di questa situazione ha un significato eminentemente pratico, perché è possibile intervenire con la microimmunoterapia cioè con citocbine omeopatizzate e acidi nucleici specifici per modulare una rieducazione della linea T-helper 1 e dare un’informazione negativa alla replicazione del virus. Già in condizioni naturali le citochine
    operano a una concentrazione che possiamo definire omeopatica, all’incirca DH6, e le citochine omeopatizzate (cioè diluite e dinamizzate secondo la metodologia omeopatica) operano a concentrazioni ad esse molto vicine. Questa tecnica, denominata appunto microimmunoterapia, è frutto delle ricerche di due medici belgi, i dottori Maurice Jenaer e Bernard Marichal.

    Importanza dell’ambiente intestinale
    Fra i cardini della terapia delle forme infettive delle vie aeree superiori spicca il concetto di realizzare una eubiosi intestinale in contrapposizione alla disbiosi che è un alterato equilibrio della flora batterica intestinale. La disbiosi ha due conseguenze importanti:
    1. favorisce il realizzarsi di una infiammazione cronica a livello della mucosa con conseguente passaggio di macromolecole di origine alimentare fra gli spazi intercellulari. Queste macromolecole essendo riconosciute come non self (estranee) determinano l’insorgenza delle cosiddette intolleranze alimentari (risposta anticorpale di
    immunoglobuline della classe IgG);
    2. oppure, per prevalenza e trasformazione delle specie di Candida non patogene (lieviti) nelle forme miceliali patogene e successiva loro diffusione in organi e tessuti contigui, l’insorgenza di vulvovaginiti recidivanti e ribelli a molti trattamenti chimici e naturali o di altre candidosi viscerali.

    Comportamento alimentare
    È buona regola adottare una condotta alimentare che riduca l’apporto di zuccheri semplici quali il saccarosio (di canna e di barbabietola) e il glucosio, lieviti, farine raffinate, latte e lattoderivati (anche formaggi e yogurt), seguire una dieta basificante e ipoproteica (ridurre l’apporto di proteine di origine animale a non più di cinque
    volte la settimana) oltre ad apportare con cicli periodici associazioni di probiotici o batteri buoni, i quali hanno un’azione competitiva verso le forme patogene (cioè in grado di provocare malattia) batteriche e fungine, modulano l’immunità e attraverso la produzione di acidi grassi a catena corta hanno un’azione trofica cioè di nutrimento sulla stessa mucosa intestinale. Se poi guardiamo il tutto dal punto di vista della MTC (medicina tradizionale cinese) vediamo che il meridiano di Polmone (problematiche respiratorie) e di Grosso Intestino fanno parte dello stesso sistema energetico, che tradotto in termini occidentali potremmo definire “funzione” e che i cinesi chiamano Loggia del Metallo.

     

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