Gen 10, 2018

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Problemi della colonna

Problemi della colonna

Dobbiamo considerare la colonna nel suo insieme come unità anatomica e funzionale (vedi Fig. 55) ma per comodità distinguiamo le sue parti in cervicale, dorsale, lombosacrale e cocclgea.
I dolori della colonna cervicale sono spesso dovuti ad artrosi, cioè deterioramento della cartilagine articolare con conscguente reazione infiammatoria dell’osso che successivamente, nel tentativo di riparare la lesione, prolifera in modo esuberante producendo “becchi ossei” o osteofiti. Le articolazioni spesso interessate sono le cosiddette articolazioni uncovertebrali, specifiche solo delle vertebre cervicali. A partire dalla terza vertebra cervicale e sottostanti l’articolazione uncovcrtebralc è l’articolazione che si stabilisce fra i processi unciformi di una vertebra cervicale soprastante e sottostante. Il processo unciforme o uncus è una piccola salienza ossea rivestita da una faccetta cartilaginea, che si stacca dalle parti laterali del corpo della vertebra cervicale, sia superiormente che inferiormente.

La diagnosi strumentale può essere fatta sulla base di una radiografìa in proiezione obliqua che fa vedere il forame di coniugazione (il foro laterale formato da due vertebre contigue attraverso cui passa il nervo spinale e il nervo sinu-vertebralc) ristretto con aspetto “a buco di serratura”.
Si tratta di una radiografia in cui il fascio di raggi X che va a a impressionare la lastra è diretto verso la colonna non dall’avanti all’indietro né di lato, ma secondo una direzione intermedia che permette di visualizzare in maniera ottimale i processi unciformi.
La conseguenza possono essere dolori di tipo meccanico (cioè peggiorati dal movimento) localizzati al collo, con irradiazione talora alla nuca, talaltra alla radice nervosa che si distribuisce a quel livello, con dolore irradiato all’arto superiore che può seguire particolari distribuzioni specifiche di quella radice.

Discopatia erniaria
A partire dalla quinta vertebra cervicale e scendendo, acquista importanza anatomica il disco intervertebrale, che può fuoriuscire dalla sua sede naturale determinando quella che viene chiamata ernia. Questa situazione può richiedere un approccio neurochirurgico, soprattutto quando è interessata la radice anteriore motoria con conseguente possibile paresi o paralisi. Altra indicazione neurochirurgica si ha quando invece la protrusìone
– o anche un becco osseo – è diretta posteriormente: infatti in tal caso può comprimere la parte anteriore del midollo, dove passano le fibre motrici del fascio piramidale (quelle per i movimenti volontari) con conscguente rischio dell’insorgenza di una paralisi spastica. Nella paresi, a differenza che nella paralisi, ce solo una riduzione della forza; naturalmente questa è una situazione che deve essere realizzata e valutata in base alla clinica e soprattutto alla luce di una risonanza magnetica o di una TAC per vedere se richiede un intervento neurochirurgico di decompressione e stabilizzazione.
Un sintomo molto frequente in caso di artrosi cervicale sono le vertigini, anche in assenza di dolore. Questo dipende dal fatto che a contatto con l’articolazione uncovertebrale descritta poc’anzi passa l’arteria vertebrale (vedi Fig. 56, 57 e 58) la quale porta sangue al cervelletto e ai nuclei vestibolari (ammassi di cellule nervose che controllano l’equilibrio). Un’infiammazione a quel livello può quindi irritare le fibre nervose che avvolgono l’arteria a manicotto (come il filo di rame dell’antenna tv). Siccome tali fibre neurovegetati ve servono a regolare il flusso a livello delle artcriole cerebrali, può conseguirne un ridotto afflusso di sangue o ischemia1 a quelle aree specifiche: ne può derivare una compromissione della funzione dell’equilibrio e della stabilità del corpo nello spazio.
Anche i difetti di rifrazione (la rifrazione è il fenomeno ottico per cui un raggio di luce passando da un mezzo fisico a un altro, per esempio dall’aria all’acqua, o attraverso una lente, può cambiare direzione) quali la miopia (occhio “schiacciato” a forma di uovo orizzontale) o l’ipermetropia (occhio schiacciato come un uovo che sta in piedi) e difetti della postura legati al piede piatto o al piede cavo, possono alterare la normale curvatura della colonna cervicale (detta lordosi) con conseguente affaticamento muscolare, da cui produzione di acido lattico e insorgenza di sintomatologie dolorose cervicali.

Tipologia dei disturbi dovuti ad artrosi cervicale c relativa interpretazione
– Disturbi psichici
Depressione e astenia paradossale per sofferenza delle strutture cerebrali da cui dipende la regolazione del ritmo veglia-sonno e insufficiente rilassamento dei muscoli scheletrici durante il
riposo notrurno. Sono disturbi dovuti a interessamento dell’arteria vertebrale (suo manicotto simpatico) e dell’arteria cerebrale posteriore.

Disturbi legati a interessamento dell’arteria vertebrale:
• Ronzii, acufeni (fischi, sibili, fruscìi non prodotti da una sorgente sonora esterna), vertigini;
• Drop (goccia) aitata, caduta al suolo improvvisa (come quella di una goccia) per mancanza improvvisa di forze sulle gambe, senza perdita di coscienza, quando il soggetto iperestende o ruota il collo;
• Presbiopia, cioè difficolti nella visione da vicino e nella lettura;
• Disturbi legati a interessamento del cervelletto, problemi di equilibrio, tremori durante i movimenti volontari.

Disturbi legati a interessamento dell’arteria cerebrale posteriore:
• Amnesia per i fatti recenti, con difficoltà a memorizzare cose nuove, mentre si ricordano fatti antichi;
• Riduzione di olfatto e gusto;
• Riduzione di aggressività e attività sessuale;
• Lentezza nell’ideazione emozionale;
• Riduzione della funzione visiva.

Tutti questi disturbi caratterizzano tipicamente i fenomeni della vecchiaia e sono dovuti a compromissione dell’afflusso di sangue al cervello a causa del processo dell’arteriosclerosi (arterie rigide). La rigidità delle arterie infatti rende meno efficiente l’apporto di sangue al cervello.

– Disturbi simpatici
Alterazioni della sensibilità anche sotto forma di sensazione di “bruciori”, localizzati a livello del collo, dovuti a irritazione delle fibre simpatiche del nervo sinuvertebrale di quel livello.

– Disturbi radicolari
Dolori irradiati all’arto superiore che possono arrivare fino alle dita della mano dovuti a interessamento del nervo spinale proprio di quel segmento cervicale.

Nevralgia di Arnold
Si verifica per interessamento del ramo posteriore del secondo nervo cervicale (nervo grande occipitale) e del terzo nervo occipitale. Tale nervo si “attorciglia” intorno all’arteria occipitale nella sua risalita sulla nuca e contrae rapporti col plesso simpatico periarterioso. Questa sintomatologia è spesso dovuta a un’infiammazione del connettivo circostante che si trasmette prima a tale plesso e poi al nervo di Arnold.
Ne consegue una situazione di dolore alla nuca indipendente dalle posizioni della testa, perché non dovuta a cause meccaniche, cioè sforzi o movimenti, ma a un fatto infiammatorio associato a una netta dermalgia riflessa a livello di VB 20 e V 10.

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