Gen 30, 2018

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Terapia della cefalea a grappolo

Terapia della cefalea a grappolo

Come si è già anticipato è cosi definita perché caratterizzata da periodici cicli (grappoli), che possono ripetersi una o due volte l’anno, di attacchi di cefalea che diventano sempre più ravvicinati e poi si diradano; i cicli possono durare anche alcune settimane o mesi. Durata dei singoli attacchi da 10-30 minuti a 2-3 ore. Conobbi un signore sulla cinquantina che ne soffriva da anni e aveva provato tutto: ossigeno, cortisone, estrogeni, analgesici di tutti i tipi, farmaci della classe dei calcioantagonisti e purtroppo per lui non era riuscito a risolvere il problema. La sede di questo tipo di mal di testa e localizzata vicino all’occhio o sopra l’occhio (ma non dipende da
cause oculari), unilaterale (cioè solo da un lato), di solito di tipo pulsatile, con possibile irradiazione a fronte, tempia, guance. Può associarsi a fenomeni neurovegetativi (ossia con interessamento del sistema nervoso autonomo) quali volto arrossato, lacrima/ione,
ostruzione e secrezione nasale acquosa. Ecco come il caso da me preso in cura di cui sopra si risolse in poche settimane dopo un trattamento di questo tipo:

Agopuntura
Il medico può usare gli aghi da agopuntura, la persona comune un massaggio circoscritto o una lieve pressione esercitata anche con una gomma da matita o una superficie di plastica smussata (per es. il tappo di una penna); oppure si può praticare un picchiettamento digitale, o il massaggio circolare delle zone in questione; dal centro alla periferia per disperdere, o viceversa dalla periferia verso il centro per tonificare (in questo caso è preferi-
bile dal centro verso la periferia). Questi tipi di intervento offrono una stimolazione meno profonda e dai risultati più brevi rispetto a quelli prodotti dall’ago, ma comunque efficace, soprattutto se ripetuta più spesso. L’ago, riservato all’uso medico, determina reclutamento
(coinvolgimento) di un maggior numero di recettori nervosi, situati in vari piani tessutali superficiali e profondi, stimolando la liberazione di una maggiore quantità di neurotrasmettitori con conseguente maggior spessore terapeutico e durata degli effetti. In Cina l’agopuntura viene addirittura insegnata nelle scuole elementari, essendo considerata patrimonio sanitario di tutti. Qui di seguito elenchiamo i punti o zone che possono essere eccitate (la zona da stimolare va dalle dimensioni della punta di una penna a sfera, per esempio a livello dell’orecchio, a quelle di una moneta in altre arce
corporee). Studi comparati di anatomia e fisiopatologia hanno dimostrato che il punto di agopuntura possiede delle caratteristiche sue proprie e in particolare una maggiore densità di recettori nervosi e la capacità di opporre una minore resistenza al passaggio di un flusso di corrente elettrica. Gli aghi non vengono infissi in un nervo! Ma in una zona di pelle o talvolta di muscolo, in cui ce una maggiore concentrazione di “recettori**(le ultime diramazioni dei nervi sensi-
tivi) rispetto a zone di pelle limitrofe. Questo fa sì che lo stimolo, C quindi la risposta, siano quantitativamente più efficaci. Non si ottiene cioè lo stesso risultato stimolando a caso zone di pelle vicina che non hanno nessuna relazione coi punti di agopuntura. Per semplicità didattica, i punti di agopuntura sono indicati con le iniziali del meridiano interessato seguite da un numero in cifra: per esempio V 1 significa punto n. 1 del meridiano di Vescica; Gì 4 significa punto n. 4 del meridiano dì Grosso Intestino.
Il meridiano è una linea immaginaria che unisce fra loro punti di agopuntura secondo la visione classica dei cinesi. I meridiani sono considerati dei “canali” in cui scorre l’energia vitale che nella medicina tradizionale cinese viene denominata Qi.

Auricoloterapia
Tecnica di stimolazione dell’orecchio ideata dal francese Paul Nogier:
• Punto occhio (centro del lobulo dell’orecchio);
• Punto “maestro” delle cefalee, vicino all’attaccatura del lobo alla guancia;
• Punto Shen Men o porta divina, grande punto ansiolitico, sulla diramazione posteriore dell’antelice;
• Punto corrispondente al nervo trigemino, sul bordo esterno del lobulo.

Podokinesiologia
II mio maestro René Bourdiol consigliava dei punti sul piede, in particolare dorsalmente nella piega fra il 1º e il 2° dito, e un punto sul dorso del terzo dito (il 3º dito corrisponde al cervello emozionale e ai muscoli emozionali, quindi indicati in una cefalea di questo tipo, spesso correlata a problematiche psicoafFettive).

Bioterapie – Oligoelementi
Si tratta di elementi presenti in piccolissime quantità che comportandosi da “catalizzatori” agiscono favorendo le reazioni chimiche metaboliche indispensabili per la vita delle cellule. Si definisce catalizzatore una entità chimica che pur non partecipando direttamente a una reazione chimica, ne accelera la velocità, migliorandone di conseguenza il rendimento. Possono essere utilizzati in maniera sintomatica (esempio Ferro nelle anemie, Iodio in alcune problematiche tiroidee), oppure sulla base dell’individuazione
delle cosiddette quattro diatesi di Jacques Ménétrier che sono:
• Allergica: Manganese. Comprende le allergie comunemente intese, ma anche tutte le manifestazioni cliniche caratterizzate da vivacità ed esuberanza di reazione.
• Distonica: Manganese-Cobalto (due clementi in associazione nella stessa fiala). Comprende rutti i disturbi legati a una alterata regolazione di organi e apparati, fra cui problematiche circolatorie, sbalzi del tono dell’umore, anemie e altri disturbi del sangue.
• Ipostcnica: Manganese-Rame. In generale comprende stati di debolezza, scarsa reattività, indebolimento del sistema immunitario con predisposizione alle infezioni. Meno marcati che nella successiva.
• Ancrgica: Oro-Rame-Argento. Stato di totale indebolimento ed estrema riduzione di reattività. Depressione delle funzioni organiche e della mente.

A queste quattro diatesi principali se ne possono aggiungere altre due che esprimono:
• Disadattamento periodico: Zinco-Rame. Per esempio il disadattamento, lo squilibrio stagionale che spesso si verifica in maniera transitoria in primavera e in autunno.
• Dismetabolismo: Zinco-Nichel-Cobalto. Legato a problematiche metaboliche, per esempio dei carboidrati.

La dose di questi oligolelementi “diatesici”è il contenuto di una fiala per via sublinguale a giorni alterni, mediamente per un periodo di due mesi. In particolare, in riferimento alla cefalea a grappolo loligoelemento che può essere utilizzato è il seguente:
Manganese-Cobalto’. 1 fiala sublinguale da tutti i giorni a giorni alterni, da assumere al mattino a digiuno prima della colazione, tenendo il liquido un po’ in bocca prima di deglutire. Questo rimedio è un regolatore dei fenomeni vascolari, agisce sui vasi e sul sangue, ricquilibrando le situazioni in cui si verificano vasocostrizione e
vasodilatazione.

Omeopatia
In particolare: Glonoinum 5 CH (la nitroglicerina): cefalee da “ingorgo”circolatorio, pulsanti, scatenate dal calore, progressive, aggravate stando coricati, caratterizzate anche a volte da una visibile pulsatilità delle arterie superficiali del capo e del collo. Tre
granuli ripetuti 3 o più volte al giorno fino a miglioramento.

Principali rimedi omeopatici delle cefalee in genere:
• Anacardium: dopo sforzo mentale in una personalità indecisa, conflittuale.
• Calcarea phosphorica: dopo sforzo mentale.
• Calcarea carbonica: dopo sforzo fisico.
• Cardus marianus: cefalea frontale o senso di peso a livello dell’occhio, gusto amaro in bocca, perdita di memoria, migliora premendo fortemente sulla parte.
• Chelidonium: situata sopra l’orbita dell’occhio destro con la sensazione di avere un
laccio intorno alla fronte che stringe.
• Bryonia: migliorata dalla pressione e scatenata dalla collera, in una personalità che si arrabbia facilmente e che si preoccupa molto per i problemi economici, spesso esageratamente e in maniera non motivata.
• Nux vomica: cefalea di origine digestiva per lo più gastrica in un soggetto stressato che spesso fa uso di alcolici e fuma, nervoso, collerico che non tollera il disordine e i rumori. Il classico manager che tende al perfezionismo (che esige anche dai suoi subalterni) e alla velocità di esecuzione (non sopporta quelli che sono più lenti di
lui); dopo i pasti ha bisogno di un breve sonno, dopo il quale si sente rigenerato.
• Belladonna: cefalea pulsante aggravata dal freddo, pupille dilatate.
• Cyclamen: cefalea al mattino con problemi visivi.
• Iris versicolor. sovraorbitaria destra (gastrite), preceduta da disturbi visivi.
• Sepia: con avversione per ogni tipo di cibo, persino per gli odori della cucina, che provocano nausea.
• Spigelia: unilaterale, spesso pulsante, aumenta di intensità nel corso della giornata e diminuisce quando si fa sera (il “chiodo solare” degli Egizi).
• Magnesia muriatica: periodica (circa ogni mese-mese e mezzo), frontale, diminuisce con la pressione forte e con il calore.
• Sanguinaria: emicrania destra, del week-end, guance rosse, nausea, vomito biliare, eruttazioni.

Di tutti i rimedi sopra elencati (diluizione 5 CH) la dose comunemente consigliata nella fase acuta è di 3 granuli lasciati sciogliere sotto la lingua ripetuti 3 o più volte al giorno fino a miglioramento e risoluzione della sintomatologia dolorosa.

Floriterapia
Fra le essenze floreali, accanto alla classica floriterapia del dott. Edward Bach, vorrei ricordare anche le nuove Essenzefloreali australiane del hush (prateria australiana). Un loro utilizzo e particolarmente utile in caso di problematiche emozionali di rilievo.
La scelta è legata alla tematica emozionale che si associa a un detcrminato tipo di cefalea. Per esempio se la rabbia è un elemento scatenante può essere indicato Holly fiore di Bach, se è prevalente il risentimento Willow. Se la cefalea è collegata a problematiche del periodo mestruale Equilibrio Donna, miscela cosiddetta “combinata” di fiori australiani: 7 gocce per 2 volte al giorno della soluzione originale. Per quanto riguarda il dosaggio dei fiori di Bach è di 4 gocce della soluzione diluita per 4 volte al giorno, direttamente in bocca. Per i fiori australiani invece la dose è di 7 gocce per 2 volte al giorno (per cs. appena svegli e prima di addormentarsi), anche in questo caso della soluzione diluita, sempre direttamente in bocca.

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