Terapia della cellulite

La cellulite è un fenomeno che interessa il tessuto adiposo o grasso sottocutaneo. La maggior parte degli autori è d’accordo sul fatto che tutto parte da un’alterazione della circolazione capillare. Anche a livello del grasso, la microcircolazione è caratterizzata dalla presenza di arteriole (le ultime ramificazioni delle arterie), capillari e venule (le piccolissime vene iniziali). A livello dei capillari, che si trovano dopo le arteriole e prima delle venule, avvengono gli scambi respiratori e metabolici fra cellule e sangue: i capillari distribuiscono ossigeno e nutrienti e ricevono anidride carbonica e scorie di provenienza dalle cellule, in questo caso soprattutto adipociti o cellule adipose.
Cosa si verifica in sostanza?
Si verifica un aumento della pressione all’interno dei capillari con conseguente fuoriuscita dì sostanze proteiche che normalmente sono presenti nel plasma sanguigno (che non dovrebbero uscire). Il plasma è la parte liquida del sangue, senza la parte corpuscolata (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine).
Questo compromette gli scambi metabolici e respiratori con difficoltà a portare nutrienti e a eliminare le sostanze di rifiuto, degli adipociti. Si verifica cioè una condizione per cui nella sostanza fondamentale fra le cellule (matrice) rimangono depositate particelle o sostanze tossiche non gradite le quali innescano, a livello della matrice, in cui sono immersi anche gli adipociti (cellule di grasso) una reazione infiammatoria.
La causa di questo iniziale aumento della pressione dei capillari può essere dovuta a due ordini di cause:
1. Eccessivo aumento dell’afflusso di sangue ai capillari per alterata regolazione dei cosiddetti sfinteri precapillari, specie di valvole o rubinetti che regolano quanto sangue deve passare dalle arteriole ai capillari; tali clementi di regolazione hanno una struttura muscolare liscia e appaiono al microscopio con aspetto di bottoni o cuscine
In persone affette da cellulite, anche molto giovani, queste strutture andrebbe incontro a sclerosi (cioè rigidità) perdendo la capacità di regolare il microcircolo.
2. Compressione meccanica sulle venule, con conseguente aumento della pressione sangue nei vasi capillari a monte: per esempio jeans troppo stretti, protratta posizione eretta da fermi.
Progredendo l’evoluzione del processo si determina un ulteriore danno di questi vasi (arteriole, venule e capillari): si possono vedere i cosiddetti “capillari” (dilatazione delle venule), sfìancamenti artcriolari (aneurismi), microemorragie e fuoriuscita anche di globuli rossi.
Ciò determina un’ulteriore sofferenza degli adipociti che reagiscono liberando i grassi in essi contenuti nello spazio fra le cellule e assumono un aspetto “vacuolizzato” (cioè bucherellato).
Il tessuto interstiziale fra gli adipociti reagisce infiammandosi e produccndo più fibre reticolari e collagene per cui si formano ì primi micronoduli contenenti fibre e adipociti, i quali poi a loro volta vanno a comprimere i capillari dall’esterno. I micronoduli non sono palpabili.
È possibile comunque in questa fase che ci sia dolorabilità spontanea o provocata da manovre di pizzicamento.
Coll’ultcriore progredire del processo, più micronoduli si riuniscono in noduli di dimensioni maggiori o macronoduli, i quali sono palpabili e dolorabili anche alla compressione manuale. In questa fase si manifesta l’aspetto Ma buccia d’arancia”, il quale è dovuto al fatto che questa reazione che produce più fibre collagene c reticolari, e che in termini tecnici si chiama “sclerosi”, invade anche il derma (che si trova più superficialmente), il quale viene così stirato in basso e in conseguenza di ciò la pelle assume quel caratteristico aspetto “poroso” che ricorda l’agrume.
Per fortuna questa fenomenologia non interessa tutta la cute in maniera simultanea, ma “a mantello di Arlecchino”, cioè ce alternanza fra zone sane e zone malate. Questo è una fortuna per la terapia.
Infatti è poco verosimile che micro- e macronoduli, formati da rigide sclerotiche strutture cicatriziali possano essere “sciolti”.

Non è possibile “sciogliere una cicatrice”! Di più invece si può tare nella fase iniziale di sofferenza del microcircolo e di edema (cioè imbibizione sieroproteica) del tessuto interstiziale o matrice o mesenchima. Questo può comunque migliorare la situazione sia della zona dove già ci sono i noduli (non essendo comunque uniformemente interessata), sia per esempio quella del lato opposto dove i noduli magari non ci sono ancora: ma essendoci anche lì le condizioni, è verosimile che si potranno formare molto facilmente. In tal modo andremo a incidere sulle cause con la possibilità di ottenere
buoni risultati. Questa premessa su quello che avviene a livello micro e macroscopico nella cellulite
è indispensabile per capire quali sono gli interventi che in qualche maniera possono avere un significato, migliorare la situazione e rallentare l’evoluzione del processo. Ci sono possibilità di intervento a livello generale e a livello locale. A livello generale possiamo portare un intervento con lbmotossicologia con tre ordini di fattori terapeutici.

Omotossicologia
a. Drenanti connettivali e linfatici, hanno lo scopo di allontanare dal tessuto connettivomatrice ledema/ritenzione idrica e quegli elementi tossici che ristagnando a tale livello sono l’inizio del processo infiammatorio che si automanticne e si autoamplifica.

• Galium Heel: disintossica la matrice, antinfiammatorio.
• Lymphomyosot. drenante linfatico, linfagogo.
• Lymdyarak azioni sovrapponibili al precedente.
• Solidago compositum: attiva l’emuntorio renale.
• Graphites Injeel. contrasta l’evoluzione fibrosclerocicatriziale.
• Graphites Homaccord: contrasta l’azione fibrosclerocicatrizialc e svolge un’azione di ricquilibrio sulla costituzione carbonica, i cui soggetti sono spesso inclini alla cellulite.
• Natrum Sulphuricum Injeel. contrasta l’imbibizione idrica della cellulite, soprattutto di quei soggetti che hanno forma a pera, con fianchi e cosce grossi, gambe esili e seno poco sviluppato.
Questi composti sono utilizzabili sia per via generale sotto forma di gocce o fiale bevibili (10 gocce per 3 volte al giorno o 1 fiala al giorno sublinguali) sia localmente sotto forma di fiale iniettate nel derma secondo la tecnica della mesoterapia, che deve essere praticata solo dal medico.
b. Attivi sulla microcircolazione Sono quei rimedi aventi lo scopo di riequilibrare i fenomeni di alterata regolazione del microcircolo che sono il punto di partenza di tutto questo “sconquasso” tessutale:
• Aesculus Injeel: attivo sul tono venoso.
• Hamamelis Injeel e Homaccord: anche questo tonifica la parete delle vene e inoltre, contenendo anche il Cardus marianus, aiuta la funzione del fegato.
• Vipera berus: soprattutto se ce la tendenza al gonfiore delle caviglie con fastidioso senso di pesantezza.
• Sotanum compositum: attivo sulla circolazione e tonificante la consistenza della matrice.
c. Regolarizzano Iequilibrio ormonalefemminile
• Lilium compositum: soprattutto nelle donne dai 35 anni in su.
• Hormeel: regolarizzatore generale dell’equilibrio delle ghiandole endocrine.
d. Riattivano il metabolismo, la produzione di energia e la respirazione cellulare
• Coenzyme compositum: sostiene il ciclo di Krcbs (la madre di tutti i metabolismi)
e la respirazione cellulare mitocondriale.
• Ubichinon compositum: favorisce la respirazione cellulare ottimizzando l’utilizzazione dell’ossigeno.
e. Modulano la tendenza prolifera/iva connettivale
• Thuya compositum e/o Injeel: insieme al Solanum compositum sostiene la struttura della matrice.
La maggior parte di questi farmaci sono utilizzati localmente per via iniettiva dal medico estetico omotossicologo – che stabilisce di volta in volta e caso per caso il tipo/fase evolutiva della cellulite – con la tecnica della mesoterapia. In questo caso si parla in particolare di omeobiomesoterapia.
Generalmente il medico, tenendo conto di tutti gli elementi causali, fa un cocktail iniettabile, scegliendo fra le varie categorie:

• Un farmaco per il microcircolo del gruppo b).
• Un farmaco per l’aspetto ormonale del gruppo c).
• Un farmaco disintossicante la matricc/antiinfiammatorio: (ìalium lleel
• Un farmaco ad azione drenante linfatica: Lymphomypsot.
• Un farmaco specifico per il tipo di cellulite:
• per “ridurre” nel caso di cellulite dura al primo stadio: Graphites Injeel o Graphites Homaccord;
• per “rassodare” nel caso della cellulite molle degli ultimi stadi secondo protocolli che prevedono una decina di sedute iniziali con frequenza settimanale, seguite da eventuali richiami circa ogni due mesi per mantenere i risultati raggiunti.
Dal punto di vista della mesoterapia, ma anche della terapia generale per bocca, possiamo distinguere per semplicità tre stadi evolutivi, in ognuno dei quali è razionalmente giustificato portare alcuni tipi di intervento rispetto ad altri:
– Cellulite dura – ft la fase iniziale, di ritenzione di liquido che trasuda dai capillari e che impregnando i tessuti conferisce loro una consistenza dura e uniformemente liscia, con dolorabilità alla pressione.
In questa fase, come terapia domina l’azione dei prodotti drenanti connettivali e linfatici e di composti attivi sulla circolazione micro e macro (infatti anche un’insufficienza venosa determina aumento della pressione a livello dei capillari) e favorenti il drenaggio dei liquidi.
– Cellulite intermedia o di transizione – È la fase di evoluzione intermedia fra quella iniziale e quella terminale, processi che comunque non possono essere nettamente distinti e che a un certo punto si trovano contemporaneamente presenti, per cui sarà utile agire sia sull’aspetto di edema e ritenzione idrica, sia sulla tendenza a organizzare proliferazioni e indurimenti sclerotici.
– Cellulite molle – È la fase terminale del processo in cui gli clementi prevalenti sono i micro e macronoduli, disseminati in maniera non uniforme con consistenza molle e nodulare, mentre le fibre reticolari proliferano e determinano una progressiva ulteriore sofferenza degli adipociti e del microcircolo, con cedimento del tessuto. In tale fase utile l’impiego di prodotti come la Thuya compositum e Solarium compositum, che hanno un’azione “rassmiante”.

Estetica eubiotica
Come si è già detto, è l’equivalente, sul piano dell’estetica, della medicina omotossicologica con cui si integra “naturalmente”. Infatti, il concetto dcllcubiotica (letteralmente significa “buono per la vita” o “buona vita”) è quello di interagire con le strutture della pelle e del sottocutaneo attraverso prodotti realizzati unicamente con clementi di origine naturale, non chimica, al di fuori di qualsiasi possibile contaminazione con conservanti, additivi, metalli pesanti, secondo un programma che contempla due fasi:
a. ristrutturazione;
b. nutrimento delle strutture sofferenti.

schema riassuntivo

La ristrutturazione è. un trattamento esclusivo eubiotico di base, premessa indispensabile che precede ogni più specifico successivo intervento; è finalizzata a reintegrare tutte le sostanze divenute carenti e necessarie per ricostituire la barriera di permeabilità della pelle, organo importantissimo di protezione e scambio, a cui conferisce caratteristiche di morbidezza, elasticità, idratazione. Si fa con prodotti ristrutturanti definiti
Fase A e Fase By da utilizzare sia in istituto che a casa, ricchi di fosfolipidi che sono i costituenti delle membrane cellulari e vanno a interporsi negli spazi fra le cellule.
Una volta realizzato questo obiettivo, si può procedere ai trattamenti specifici suddivisibili in:
1. trattamento in istituto;
2. trattamento domiciliare;
entrambi ugualmente importanti per ottenere lo scopo.

In istituto
1. Si procederà con massaggi e fanghi. I primi si giovano dell’utilizzo di gel alle erbe dalla ricca composizione chiamati Sinergel, nei quali troviamo il riscaldante, il tonificante-idratante (in caso di fibrosità e disidratazione profonda) e il lipolitico-fibrolitico specifico per le adiposità e la fibrosi ccllulitica. La fibrosi è la presenza di tessuto fibroso che per ulteriore evoluzione può divenire una cicatrice.
2. Al termine del massaggio verranno eseguite manovre drenanti utilizzando l’olio Plus Linfa o la Crema gambe; in estate si aggiunge un velo di Sinergel refrigerante ortodermico.
3. I massaggi possono essere intervallati da trattamenti di fango con alghe marine dall’azione disintossicante drenante per i quali si utilizza Fangogel riscaldante da tenere in posa anche 45 minuti, oppure Fangogel equilibrante in caso di intolleranza al calore.
4. Dopo il fango si procederà a un breve massaggio drenante con l’aiuto di Sinergel riassorbente drenante oppure Crema per le gambe; in estate si stenderà un velo di Sinergel refrigerante ortodermico.
Durante la posa del fango, il corpo può essere avvolto con un lenzuolino di cartene oppure in caso di cellulite più importante e con tessuti troppo molli per avvolgerlo si useranno delle bende di tessuto elastico bagnate di acqua calda aromatizzata col prodotto per bagno Talaterm concentrato (miscela di erbe).

A domicilio
Il trattamento a casa deve essere eseguito in maniera molto scrupolosa ed è costituito da:
1. Al mattino, stesura sulle zone interessate della Crema eubiotica per la cellulite oppure Olio Plus Lipo (che dà sensazione di calore).
Viene raccomandato l’esercizio fisico prima del quale deve essere steso sulla pelle interessata Sinergellipolitico-fidrolitico.
2. La sera prima della doccia, stendere sulle zone interessate Sinergel riscaldante energizzante oppure Sinergel lipolitico-ftbrolitico. Questi gel a rapido assorbimento hanno un’azione che non viene compromessa, ma addirittura amplificata, dalla presenza dell’acqua di una doccia o di un bagno.
3. Dopo la doccia stendere la Crema per la cellulite. Si consiglia di effettuare periodici bagni a casa mettendo nell’acqua dei prodotti della linea Talaterm specifici per il caso. I prodotti per il trattamento domiciliare, che possono variare a seconda del soggetto e del momento, sono come sempre di volta in volta indicati dall’estetista eubiotica.

Conclusioni
Possiamo quindi concludere che non esiste il prodotto, la crema miracolosa per la cellulite, ma una strategia di intervento globale che, tenendo conto dei vari meccanismi che la determinano, con la prevalenza dell’uno o dell’altro a seconda dei casi e della fase, può interagire positivamente con il microcircolo, la matrice e gli adipociti in modo da ridurre le conseguenze estetiche (e psicologiche) di questo problema. Mi sento inoltre di poter affermare che il concetto di salute (fisica e psichica) e bellezza costituiscono un insieme indissolubile secondo il concetto greco del kalòs kai agatòos, che significa “bello e buono” (o sano), e che tale binomio è illuminato dall’armonia interiore.

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