Nov 21, 2016

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Terapia della cistite

Terapia della cistite

La cistite è un’infiammazione della mucosa (superficie interna di rivestimento) della vescica urinaria generalmente causata da batteri. Si caratterizza per la seguente sintomatologia: stimolo frequente alla minzione (atto dell’emissione delle urine) con eliminazione di piccole quantità di urine, spesso maleodoranti, bruciore, senso di pesantezza nella regione del pube, e nei casi più gravi emissioni addirittura di sangue, e/o accessi febbrili con brivido. E più frequente nella donna a causa della brevità dell’uretra, il canale che fa comunicare la vescica con l’esterno, e della vicinanza dell’orifìzio esterno dell’uretra con l’orifìzio anale (per cui batteri presenti nelle feci, come per esempio
Escherichia coli, possono risalire lungo il suo decorso per via retrograda). Un’altra modalità di infezione è rappresentata dalle vie linfatiche che collegano il retto (ultima parte dell’intestino) alla vescica, e questo sottolinea l’importanza di un ambiente intestinale sano ed equilibrato nelle sue varie popolazioni batteriche e fungine che lo abitano.
La minzione è l’atto di emissione delle urine, atto riflesso (cioè dovuto all’interazione di uno stimolo che dalla periferia va ai centri nervosi del midollo spinale dal quale parte un altro stimolo di risposta che torna ai muscoli della vescica) che si verifica in virtù di un triplice controllo:
• Ortosimpatico (centro midollare T 11-L 2, che significa che i nervi orto-simpatici partono e arrivano dall’undicesimo segmento midollare al secondo lombare);
• Parasimpatico (centro midollare S 2-S 4; i nervi parasimpatici per la vescica fanno
capo al primo, secondo e terzo segmento midollare sacrale),
• Cerebrale o superiore che permette di iniziare la minzione in maniera volontaria e di interromperla eventualmente quando già in atto. Spesso è infiammato anche il canale di scarico o uretra e allora si parla di cistouretrite.

Auricoloterapia
La vescica è la macchietta nera sull’emiconca supcriore, il rene è tratteggiato perché coperto dalla piega della pelle (vedi Fig. 53).

Riflessologia
Quale può essere il ruolo delle riflessotcrapie? Ossia cosa possiamo aspettarci che facciano?
Sia che si tratti dei punti di agopuntura, che di quelli riflessologia della mano, del piede, del tronco, dell’orecchio ecc. la stimolazione di queste zone e punti è in grado di agire sull’innervazione del viscere vescica modulando, mediante l’intermediazione del sistema neurovegetativo, gli aspetti funzionali sgradevoli dell’infiammazione: spasmo, stasi di sangue (congestione), dolore, ipereccitabilità, conseguente stimolo frequente a urinare e, probabilmente, anche se non è in grado di agire direttamente sui batteri agenti causali, è verosimile ipotizzare che migliorate condizioni locali della mucosa delle vie urinarie inferiori, oppongano una migliore resistenza all’attecchimento delle
forme batteriche stesse. È un riscontro relativamente frequente la presenza di batteri nelle urine (batteriuria) senza che questo si associ a una infiammazione della stessa. Perché si verifichi un attecchimento dei batteri, cioè una infezione, è necessario il concorso di condizioni locali di debolezza favorenti il loro attecchimento.

Riflessologia plantare
Sul lato esterno e interno del piede ritroviamo sostanzialmente la proiezione delle stesse strutture: vertebre, muscoli, gangli simpatici (rappresentati come puntini neri) nervi viscerali o splancnici per la vescica. Secondo la visione del neuroriflessologo francese RJ. Bourdiol l’arco interno e dinamico, cioè rappresenta e cura i disturbi della vescica “durante”, come per esempio un bruciore o un dolore che si manifesta mentre si emettono le urine. L’arco esterno invece è statico, cioè rappresenta e cura disturbi muscolari dovuti a una loro insufficiente “tenuta” nel tempo, per esempio incontinenza ed enuresi.

Riflessologia palmare
Si tratta la superfìcie palmare alla base del quarto dito.

Riflessologìa del tronco
a. Anteriore
• Zona degli ureteri (possibile utilità anche nelle coliche “renali”): sottile striscia di pelle a destra e sinistra sempre a livello di T 12 che dai reni si prolunga obliquamente in basso e all’interno fino alla proiezione della vescica che vediamo in basso e al centro nella figura. Le coliche renali o più propriamente “ureterali” sono caratteristici dolori spasmodici che dalla regione lombare si irradiano anteriormente alla parte inferiore dell’addome, talora fino all’inguine; nella maggior parte dei casi sono originate dall’incuneamento di un calcolo, piccolo frammento dovuto alla precipitazione nelle urine di sali minerali, e il dolore è causato dalle contrazioni spasmodiche della muscolatura dell’uretere stesso nel tentativo di espellerlo. Il soggetto non può stare fermo e cerca inutilmente una posizione, che non trova, per alleviare il dolore.

fig 54

– Posteriore
• V 23: 2,5 cm lateralmente a L 2.
• Kuatsu urinario: sotto D 12, utile in caso di urinazione frequente e scarsa.
• Zona genito-urinaria o vescico-genitale o Ming Men sotto L 2: per affezioni vescicali e genitali spasmodiche e infiammatorie quali cisto-uretriti con dolore, bruciore vescicale e urinazione frequente e scarsa.
• V 24: utilizzabile nelle coliche ureterali.
• V 26; stessa indicazione del precedente.
• V 28: assentimento della vescica (vedi sopra).

Medicina manipolativa
D 12: per agire sul **viscerotomo”T 12 da cui dipende l’innervazione orto-simpatica di reni e vescica che può essere eseguita con varie tecniche da coloro che sono “abilitati” a effettuare manipolazioni.
Riguardo alle tecniche manipolative vere e proprie rimando a trattati specifici. Quello che a noi interessa in questa panoramica sulle varie possibilità è che la manipolazione ha una sua razionale (condivisibile o meno) ipotesi giustificativa neuroriflessologica.
Su tutte le altre zone sopra descritte (ad eccezione dell’iride di cui si parla più avanti e che serve solo per la diagnosi) è possibile portare un segnale terapeutico con varie tecniche: massaggi, sfioramenti, frequenze elettromagnetiche, frequenze laser. Le zone riflcssogene periferiche si comportano come trasduttori.
Un trasduttore è un dispositivo in grado di trasformare input diversi in un unico segnale terminale, che nel nostro caso è un segnale nervoso che va dalla periferia verso i centri nervosi.

Indologia
Si tengano presenti anomalie della colorazione nella zona ciliare in zona ore “7:30” e “4:30” rispettivamente di occhio sinistro e destro. Serve solo per la diagnosi.

Fitoterapia e Gemmoterapia
– Fitoterapia semplice
• Mirtillo rosso (Vaccinum vitis idaea, cranberry) in forma di:
• Tintura Madre: 30 gocce al mattino.
• Gemmoterapico o macerato glicerico: 75 gocce 1 volta al giorno.
• Estratto secco: Cistiflux, 1-2 buste al giorno per 15 giorni a scopo terapeutico, ma anche per la prevenzione dopo la risoluzione di un episodio acuto. Il mirtillo esercita un’azione inibente l’adesività delle fìmbrie (filamenti) batteriche alla mucosa della vescica. Queste fìmbrie servono per ancorare il batterio alla parete esattamente come un alpinista alla roccia. Anche il D-mannosio, uno zucchero semplice che viene scarsamente metabolizzato ed eliminato con le urine, agisce in questo senso: legandosi alle fìmbrie dell’Escherichia coli, ne impedisce o ne rimuove l’ancoraggio alla parete della vescica, condizione essenziale affinché si possa parlare di cistite e non di semplice battcriuria. I batteri vengono così eliminati con le urine. Se ne possono assumere fino a 6 capsule al giorno equamente distribuite (1 circa ogni 2-3 ore) per circa due settimane, continuando con 3 capsule come mantenimento, per un periodo medio-lungo proporzionale alla frequenza delle recidive. Le capsule si deglutiscono con poca acqua, aumentandone l’assunzione solo dopo un’ora circa, in modo da garantire globalmente un buon volume urinario nelle ventiquattro ore, senza ostacolare il processo di legame del D-mannosio ai batteri.
• Pilosella TM: 75 gocce al giorno.
• Calluna vulgaris oppure Erika cinerea (entrambe appartenenti alla famiglia delle Ericacee). Azione diuretica e antisettica urinaria; si può preparare un decotto con una manciata in un litro di acqua, bollire tre minuti, poi tenere in infusione pei 10 minuti. Si prepara questa tisana ogni ventiquattro ore. Dosi: una tazza ai tre pasti se decotto; se infuso 4-5 tazze al giorno. Si ricorda che le tisane si dividono in decotti e infusi: nei primi la pianta viene fatta bollire per alcuni minuti, nei secondi si versa nell’acqua quando questa ha raggiunto l’ebollizione e si lascia un determinato numero di minuti (come per esempio la camomilla e il tè).
I rimedi precedenti possono essere utilizzati da soli o in associazione.
– Fitoterapia complessa (cioè associazioni di vari principi vegetali)
• Ursidren: 30 gocce per 3 volte al giorno; contiene uva ursina, il cui principio attivo (idrochinonc) esplica meglio la sua azione in presenza di urine alcaline per cui si consiglia di alcalinizzarle mediante assunzione di 2 cucchiaini da caffè di bicarbonato di sodio fatto sciogliere in un grosso bicchiere di acqua da sorseggiare lentamente nell’arco di 20 minuti due volte al giorno durante il periodo del trattamento di 10-14 giorni.
• Aglio composto Raemil: 30-50 gocce due-tre volte prima dei pasti (contiene l’elemento germanio, immunostimolante). Considerare che l’aglio può amplificare l’effetto di antiaggreganti, come l’acido acetilsalicilico, la ticlopidina e altri, e di anticoagulanti (Sintrom, Coumadin, Eparina).
• CMF (eritmo marittimo composto) Raemil. 15-20 gocce, due volte al giorno lontano dai pasti.
• Ginepro composto Raemil: 20-30 gocce lontano dai pasti.

Oligoelementi
• Manganese-Rame, se il paziente è i poste ni co.
• Oro-Rame-Argento’, se è anergico.
Cosa significano ipostenico e anergico? Significa che la persona, in base alla valutazione della sua sintomatologia generale, può essere considerata appartenente alla diatesi ipostcnica o anergica, le quali riuniscono in alcuni gruppi le persone che hanno caratteristiche comuni.

A questo proposito, dobbiamo distinguere tra le tre diatesi di Samuel Hahnemann (psora, lue, sicosi), e le diatesi di Jacques Ménétrier: entrambe esprimono modi di reire dell’individuo, partendo però da criteri di valutazione e soluzioni terapeutiche stanzialmente diverse. Ménétrier aveva individuato quattro diatesi o “modalità reattive” che aveva chiamato:
allergica, distonica, ipostcnica e anergica e a ognuna di queste aveva associato un lemento o una associazione di elementi in piccole quantità (da cui la parola “oligo”- elementi che significa “pochi” elementi).

Ecco le diatesi:
– Allergica: non significa solo allergia nel senso immunologico del termine, ma anche una modalità di reazione veemente con sintomi violenti quali dolori, spasmi, febbre alta. Lelemento che può riequilibrarla è il Manganese.
– Distonica: comprende tutti quei fenomeni legati a uno squilibrio del sistema neurovegetativo con sintomi paradossali e anche problematiche legate alla circolazione (vasi sanguigni arteriosi e venosi) e al sangue (globuli rossi, piastrine).
L’elemento che può ricquilibrarla è l’associazione di Manganese c Cobalto.
– Ipostcnica: comprende tutte le reazioni caratterizzate da un indebolimento energetico in generale e anche della risposta immunitaria. L’elemento che può giovare, o meglio l’associazione, è Manganese-Rame.
– Anergica: questa è caratterizzata da una perdita totale di energia ed esaurimento psico-fisico, con reazioni organiche estremamente torpide e astenia marcata; è anche lo stadio terminale delle patologie croniche. Associazione oligoelementi: Oro-Rame-A rgento.

Le persone caratterizzate dall’appartenenza a questa o quella diatesi, il cui substrato biochimico è il deficit di alcuni enzimi la cui attività si avvale degli oligoelementi in qualità di “cofattorTo coenzimi, si gioverebbero di un’integrazione di questo o quell’elemento caratteristico della diatesi di cui fanno parte, proprio perché ne sono carenti.
A queste quattro diatesi principali Mcnétrier ne aveva aggiunte altre due che esprimono un disadattamento e che lui trattava con le associazioni:
• Zinco-Rame: disturbi legati a un disadattamento periodico, per esempio stagionale;
• Ztneo-Nichel-Cobalto: disturbi legati ad alterato metabolismo degli zuccheri con tendenza all’obesità.

Gli oligoelementi in genere sono disponibili sotto forma di fiale bevibili che sì assumono abitualmente a giorni alterni a digiuno prima di colazione, a cicli di circa due mesi. Si consiglia di tenere il liquido un po’in bocca prima di deglutire.

Omeopatia
• Tubercolinum: 5 granuli di una diluizione 30 CH una volta alla settimana o una monodosc di una alla 200 CH una volta al mese. Rimedio di terreno del tubercolinismo per le colibacillosi (infezioni sostenute da E. coli) recidivanti. Dal punto di vista immunologico il tubercolinismo è una condizione caratterizzata da esagerata risposta del sistema immunitario. I granulomi della tubercolosi, che hanno dato il nome alla malattia, e che andando poi incontro a necrosi portavano alla formazione tifile caverne, sono legati a una risposta immunitaria eccessiva di tipo cellulare.
• Medborrinum: dosi come il precedente. Rimedio di terreno della sicosi. Questa, dal punto di vista omeopatico, è la tendenza a reagire che porta alla formazione di escrescenze, polipi, fibromi.
Dei successivi rimedi le posologie abituali sono 3 granuli di una diluizione 5 CH ripetuti per 3 volte al giorno.
• Apis: oliguria (poca urina), beve poco, dolore bruciante e puntorio.
• Borax: bruciore prima di urinare.
• Cannabis saliva: bruciore prima durante e dopo la minzione.
• Cantharis: bruciore durante la minzione.
• Copaiva: vecchio cistouretritico con scolo lattiginoso.
• Equisetum: bruciore fortissimo durante la minzione.
• Eringium aquaticum: cistite soprattutto nel maschio.
• Formica rufa: cistite con urine torbide maleodoranti ma senza dolore.
• Partirà brava: cisto-uretrite con difficoltà di emissione dell’urina e dolore durante la minzione; urina contenente muco denso, filamentoso o sabbia rossa, dall’odore di ammoniaca.
• Petroselinum: minzione imperiosa.
• Sabal: cistite nel maschio.
• Sarsaparilla: può essere la “cistalgia (dolore vcscicale) a urine chiare” (non è dimostrabili- la presenza di batteri),
• Staphysagria: bruciore che passa durante la minzione.
• Thuya: cistiti e uretriti virali.

Omotossicologia
• RI8: 15 gocce per 3 volte al giorno.
• Partirà Heel: 1 compressa per 3 volte al giorno.

Isoterapia
Isoterapia sta per terapia con l’uguale a differenza dell’omeopatia che significa te rapia col simile. Si tratta cioè di una terapia/desensibilizzazione con lo stesso agente causale a dosaggi omeopatici.
Per esempio, in caso di cistiti ripetute da colibacilli, René J. Bourdiol (scuola francese) propone il seguente schema:
• Colibacillinum 4 CH: 10 granuli subito.
• Colibacillinum 5 CH: 10 granuli due giorni dopo.
• Colibacillinum 7 CH: 10 granuli tre giorni dopo la precedente.
• Colibacillinum 9 CH: 10 granuli una settimana dopo la precedente.

Organoterapia
• Mucosa urinaria 7 CH alternata con
• Colon 7 CH, 5 granuli di ognuno.
Lbrganoterapico è un organo di suino diluito e dinamizzate secondo il criterio omeopatico con finalità regolativa in senso di stimolare (basse diluizioni), equilibrare (medie), frenare (alte) l’attività funzionale di un organo. Vengono utilizzati organi di suino perché soddisfano meglio il criterio della similitudine, essendo il maiale antigenicamente molto vicino, ma non uguale, all’uomo. Proprio in virtù di questa somiglianza, fino a pochi anni fa si utilizzavano l’insulina porcina e le valvole cardiache biologiche di maiale.

Dieta e altri suggerimenti
Sono elementi importanti per favorire le cistiti i seguenti fattori:
• Ambiente intestinale, dal momento che spesso le cistiti si alimentano dal serbatoio batterico di un intestino disbiotico (caratterizzato cioè da un alterato equilibrio delle specie batteriche con prevalenza delle forme patogene nei confronti di quelle utili). Ciò significa seguire una dieta idonea che elimini o riduca al minimo latte e lattoderivati, zuccheri semplici, lieviti e che sia anche ipoproteica (ossia con poche proteine animali). Utilizzare probiotici o fermenti lattici contenenti lattobacilli, bifìdobatteri
e Saccaromyces boulardi.
• Immunodepressione: in caso di cistiti recidivanti ostinate è il caso di indagare il titolo “quantitativo” cioè la quantità degli anticorpi contro il virus di Epstein Barn EBNA IgG, VCA IgG e IgM, EA IgG. Una riattivazione virale infatti può determinare uno stato di debolezza immunitaria favorendo l’attecchimento di virus, batteri e funghi “opportunisti”.
In pratica il virus di Epstein Barr che conviveva silenziosamente nelle nostre cellule, magari da una vita (dopo una prima infezione di mononucleosi infettiva), si risveglia e comincia a moltiplicarsi dentro le cellule stesse determinando come unico effetto un abbassamento delle difese antinfettive e quindi una maggiore predisposizione a qualsiasi tipo di infezione.
• Idratazione: è molto importante perché determina un lavaggio fisiologico delle vie urinarie ostacolando l’attecchimento dei germi patogeni, quello che si chiama ivash out. Si dovrebbero assumere non meno di 1,52 litri di acqua nell’arco dell’intera giornata (sempre che non vi siano concomitanti problemi di insufficienza renale o cardiopatie scompensate, che richiederebbero una restrizione dell’apporto di liquidi).

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