Nov 17, 2017

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Terapia della mastopatia fibrocistica e mastodinia

Terapia della mastopatia fibrocistica e mastodinia

Posted in : Ginecologia on by : admin
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  • Questa patologia è caratterizzata dalla presenza a livello mammario di numerose cisti di varie dimensioni che risentono nel loro sviluppo e regressione delle oscillazioni ormonali del ciclo. Essa è sostenuta da una situazione di iperestrogenismo e caratte-rizzata da senso di dolore e tensione mammaria che si aggrava soprattutto prima del
    ciclo (mastodinia, da “masto” mammella e “dinia” dolore).

    Omeopatia
    • Phytolacca 5 CH: 3 granuli sublinguali per 3 volte al giorno.

    Omotossicologia
    • Natur 3 crema: 1 applicazione al mattino.
    • Progesterone D 6: 5 gocce dal decimo al venticinquesimo giorno del ciclo.
    • Corpus luteum Suis: 1 fiala alla settimana.
    All’insorgere dei primi sintomi:
    • Galium Heeh 10 gocce per 3 volte al giorno in aggiunta a
    • Lymphomyosot: 10 gocce per 3 volte al giorno ancora insieme a
    • Thuya Injeelforte: 1 fiala al di, tutti eventualmente associati a
    • Apis Homaccord: 10 gocce per 3 volte al dì.
    Anche i precedenti omotossicologici possono essere utilizzati tutti insieme.
    Per la cisti della mammella dovuta alla sovradistensione di un dotto della ghiandola in conseguenza di una ostruzione, con successiva infiammazione e dolore:
    • Pulsatilla compositum: 1 fiala al giorno oppure
    • Detoxina: 20 gocce per 3 volte al giorno.

    Psicosomatica
    Il seno è un organo che significa amore incondizionato. Serve per allattare, per poter nutrire una vita. Questa è la sua funzione. Non è un organo sessuale. La donna allatta il bambino senza chiedere niente in cambio. Quindi esso è il simbolo della donna e dell’amore incondizionato, valore tipico del mondo femminile. Quando la donna, in buona fede, passa dall’amore incondizionato all’amore “condizionato”, cioè «mi dono sì, ma a condizione che», è come se la donna perdesse questa sua caratteristica prioritaria, questo suo valore essenziale. E comincia a somatizzare:
    1) prima con una certa iperfunzione (si gonfia) (primo stadio), 2) poi con le cisti al seno, la mastopatia fibrocistica (secondo stadio) e 3) il tumore benigno (fibroadenoma) (terzo stadio). E così via. La donna deve cercare di capire quando è che si dona “ma a condizione che” e quando ama con delle aspettative.
    Ci sono donne che hanno delle difficoltà ad allattare. Dicono: «lo voglio allattare, farei di tutto per allattare» e poi c’è sempre qualcosa che impedisce l’allattamento: o il capezzolo che si retrae, o il latte che va via, o si formano le ragadi ecc. Ecco dove allora, pian piano, la consapevolezza ci può aiutare. E ci può evitare delle ulteriori somatizzazioni di quelle patologie. Non si tratta di giudicare, ma di guardar» dentro sinceramente e con onestà, senza veli, per vedere quello che siamo.

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