Set 25, 2018

0
Terapia della nefrite

Terapia della nefrite

Posted in : Malattie dell'apparato Genito-Urinario on by : admin
  • ,
  • ,
  • In maniera molto semplice, la nefrite si può definire come una malattia infiammatoria dei reni che può condurre a insufficienza renale.
    Essa riconosce fondamentalmente due ordini di cause:
    – Immunitarie (anticorpi rivolti contro i reni) o comunque complessi antigene-anticorpo che possono andare a depositarsi a livello renale innescando una reazione infiammatoria (in questo caso prende il nome di glomcruloncfrite e il prototipo e quella poststrcptococcica che può insorgere in conseguenza di un’infezione da streptococco bctaemolitico, per esempio una faringotonsillite, oppure quella che si verifica nel LES (Lupus Eritematoso Sistemico) che è una malattia autoimmune in cui l’organismo produce anticorpi contro se stesso);
    – Infettive, causata da germi o microbi o batteri che entrano nell’apparato urinario dall’esterno e risalgono verso i reni ( in questo caso prende il nome di piclonefrite).

    Sintomi
    • Ematuria: presenza di sangue nelle urine evidente o microscopico.
    • Proteinuria lieve: presenza di proteine del sangue nelle urine.
    • Ipertensione arteriosa.
    • Edemi, cioè ristagno di liquidi e sali nei tessuti
    • Iperazotemia, cioè aumento nel sangue dei prodotti del catabolismo2 delle proteine che normalmente vengono eliminati dal rene.

    Oltre alle necessarie terapie convenzionali si possono integrare le seguenti terapie.

    Omotossicologia e Nosodoterapia
    È possibile associare i seguenti quattro composti omotossicologici:
    • Apis Homaccord: 10 gocce per 2 volte al dì, per favorire la risoluzione degli edemi e per sostenere la diuresi
    e/o
    • Terebentina Heel: 1 compressa per 3 volte al giorno sublinguale.

    Aggiungere anche:
    • Lymphomyosot. 10 gocce per 2 volte al giorno.
    • Streptoeoccus baemoliticus Injeel: 1 fiala bevibile 1 volta alla settimana.

    Catalizzatori del ciclo di Krebs
    • Acidum fumaricum Injeel: 1 fiala 1 volta alla settimana, bevibile; in corso di tonsillite per prevenire il danno renale. Aggiungere:
    • Natrum piruvicum Injeeh 1 fiala 1 volta alla settimana, bevibile; per stimolare la capacità reattiva tessutale e ridurre la tendenza alla cronicizzazione.
    Se si tratta di pielonefrite sono utili:
    • Echinacea OTI composto: 20 gocce per 3 volte al giorno.
    Aggiungere:
    • Cantbaris OTI composto: 20 gocce per 3 volte al giorno.

    Nosodi batteria
    • Bacterium coli.
    • Bacterium proteus.
    • Stapbilococcus.
    Nella forma Injeel, ognuno una volta alla settimana.
    Si tratta di frazioni batteriche a diluizione omotossicologica cioè decimale, opportunamente trattati quindi resi non tossici né patogeni.
    In questo caso possono essere somministrati secondo alcuni criteri comunemente seguiti nell’utilizzo dei nosodi:
    • Similitudine eziologica, cioè se la causa è con evidenza direttamente attribuibile a un agente patogeno batterico, magari dimostrabile nelle urine;
    • Similitudine anamnestica, se l’anamnesi, cioè la storia del paziente, depone per una pregressa infezione da parte di quel batterio anche in altra sede, per esempio tonsillare;
    • Similitudine sintomatologica, se i sintomi che presenta il paziente, pur non direttamente attribuibili a un dato batterio, perché non è dimostrabile la sua presenza, e nemmeno nella storia del paziente, sono tuttavia “simili” a quelli che sappiamo essere presenti in caso di infezione.
    Quindi in pratica possono anche essere associati o usati singolarmente, in base – ritengo opportuno – a una valutazione medica.

    Dieta
    Limitazione delle proteine della dieta se vi sono iperazotemia e acidosi metabolica; riduzione dell’apporto di sodio. Eventuale integrazione con associazione di amminoacidi essenziali accertando il NNU (utilizzo netto di azoto) che deve essere molto alto: cioè in pratica la maggior parte degli amminoacidi viene utilizzata per la sintesi proteica, mentre la parte catabolica che fa lavorare il rene e invece molto bassa.
    Trattandosi di una “integrazione”, la quantità deve essere opportunamente stabilita tenendo conto che il fabbisogno proteico giornaliero in generale è dato dalla seguente formula: (altezza in centimetri meno 100) moltiplicato per 0,8 nella donna e 0,9 nell’uomo, che serve per darci il peso ideale: il quale va moltiplicato per 0,4: questo ci dà la quantità in grammi.
    Quando si voglia o si debba fare una sostituzione totale, il peso ideale ottenuto con questa formula ci serve solo per stabilire il dosaggio di questo tipo di associazione di aminoacidi essenziali e non è l’obiettivo da raggiungere; infatti è molto inferiore a quello che deve essere il peso “forma”, nostro vero obiettivo. Il peso forma può essere definito anche come il peso più confortevole che il paziente è riuscito a mantenere per almeno cinque anni. Il suddetto calcolo si riferisce a una ipotetica sostituzione totale della fonte di amminoacidi. Se si fa solo una integrazione, la dose giornaliera deve essere opportunamente ridotta, tenendo presente che 10 grammi di SONforniscono un valore nutritivo proteico pari a circa 350 grammi di carne, pesce o pollame, con un valore energetico di sole 50 calorie, a fronte del rilascio di una quantità minima – meno dell’1% – di cataboliti azotati (che fanno lavorare il rene) e dell’assenza di sodio.

    Seguire e come noi:
    follow subscribe - Terapia della nefrite

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *