Dic 5, 2017

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Terapia della nevralgia del trigemino

Terapia della nevralgia del trigemino

Il nervo trigemino è così detto perché innervando la testa si divide in tre rami o branche: la branca oftalmica, 2a branca mascellare, 3a branca mandibolare. In questa patologia, in realtà, non ci troviamo di fronte a una vera e propria cefalea, ma a una sintomatologia dolorosa della testa dovuta a interessamento appunto di uno o più dei
tre rami del V paio di nervi cranici (da cui appunto il nome di trigemino). Questo interessamento può essere localizzato da un lato oppure da entrambi i lati della faccia. Dato che le branche hanno una caratteristica distribuzione a livello del volto è possibile, dalla distribuzione del dolore, stabilire quale delle branche è interessata.

Altre caratteristiche

• Rispetto stretto della topografia trigeminale: cioè il dolore interessa la zona di faccia che è innervata dal nervo trigemino; l’interessamento dell’angolo della mandibola per esempio la esclude, perché tale zona è innervata dal secondo nervo cervicale.

• Presenza di una zona cosiddetta trigger o grilletto: sempre situata nel territorio della branca colpita. Basta uno sfioramento, un contatto, una stimolazione di caldo o di freddo, aprire e chiu-
dere la bocca, deglutire, lavarsi i denti o la faccia, per scatenare un improvviso e violento dolore tipo “scossa elettrica”, irradiato al territorio della branca trigeminale interessata, di breve durata
ma intensissimo e insopportabile; questo fenomeno può ripetersi anche più volte durante ogni crisi. Tale situazione getta il paziente nel panico e lo terrorizza al punto tale che ha paura persino a battere le ciglia, a parlare, a ridere.

• Periodo di ineccitabilità dopo ogni crisi: cioè dopo ogni attacco ce un periodo, di durata variabile, in cui la stimolazione dei punti trigger non scatena nessuna crisi dolorosa.

• Esame neurologico normale: conservazione del riflesso corneale (toccando la cornea con un batuffolo di cotone l’occhio normalmente si chiude per atto riflesso), sensibilità conservata. Si possono distinguere due diversi casi:

– Nevralgie del trigemino secondarie o sintomatiche legate a evidenti processi infiammatori dei seni paranasali, dell’apparato dentario e in rari casi a neoplasie a livello del ponte di Varolio (struttura del tronco encefalico da cui il nervo prende origine);

– Nevralgie del trigemino “essenziali” o “tic doloroso della faccia”, perché la crisi si accompagna a una caratteristica smorfia di dolore.
Entrambe possono interessare una sola o più branche del nervo contemporaneamente.

Agopuntura
Gl 4, S 2 o IT 19: per tutte e tre le branche .
VB I : specifico per la prima branca.
Gl 20: specifico per la seconda branca.
S 2: specifico per la seconda branca.
S 36: se è dolente alla pressione.
S 3: specifico per la terza branca.
S 7: specifico per la terza branca.

Auricoloterapia
Trattare i seguenti punti:
• Il punto maestro delle cefalee vicino all’attaccatura del lobulo alla guancia;
• Zona trigeminale sul bordo inferiore del lobulo;
• Punto 0: può rinforzare l’azione dei precedenti, si trova al centro della conca, all’inizio dell’elice.
Questi tre punti possono essere individuati con esattezza esercitando una pressione non troppo forte (in modo da evitare false positività) con la punta di una penna a sfera.

Riflessologia plantare
Il principio su cui si basa la riflessologia plantare è che nei piedi vi sono dei punti che agiscono di riflesso in corrispondenza di tutte le ghiandole, gli organi e le parti del corpo. La particolarità di questa disciplina consiste nel corretto metodo di stimolare con il pollice e le altre dita questi riflessi al fine di conseguire benefici sullo stato di
salute degli organi stessi in particolare e di tutto il corpo in generale.
Con questa terapia, in questo caso, si può ricorrere al trattamento della zona della “corteccia sensitiva” che si trova sulla superficie dorsale del secondo dito prima dell’unghia. Facendo scorrere il bordo della nostra unghia si può apprezzare la presenza del cosiddetto
“cristallo”, piccola zona puntiforme di aumentata consistenza (si ha l’impressione di incontrare un granello di sabbia) dove può essere infisso l’ago. Questo punto corrisponde a una zona della “matrice” dove si realizza una situazione periferica di aumentato tono ortosimpatico, che può essere riequilibrato scaldando l’ago con una moxa (pallina di Artemisia vulgaris posizionata sul manico dell’ago) oppure con la fiamma di un accendino.

Omeopatia
• Hypericum 5 CH: dolore come scossa elettrica dal centro alla periferia. È considerato l'”Arnica” dei nervi.
• Kalmia 5 CH: dolore come il precedente irradiato dalla periferia al centro.
• Magnesia phosphorica 5 CH: dolore tipo crampo o spasmo, migliorato dal calore.
• Mezereum 5 CH: crisi scatenate da acqua fredda.
• Rhododendron 5 CH: dolore che si aggrava col tempo umido e prima della pioggia. Quando incomincia a piovere migliora.
• Stannum 5 CH: nevralgia facciale di tipo costrittivo dalle 10 alle 16, inizio e fine graduali, situata sopra Tosso dello zigomo. La frequenza delle somministrazioni può essere di almeno tre o più volte al giorno a seconda della necessità.

Posologia: 3 granuli per 3 o più volte al giorno di uno o più rimedi variamente associati e selezionati sulla base delle caratteristiche del dolore.

Omotossicologia
• R70: 10 gocce per 3-4 volte al giorno.

Floriterapia
• Fiori di Bach: Rescue Remedy, 2 gocce sublinguali anche molto ravvicinate ogni 15 minuti.
• Essenze floreali australiane: Emergency> 7 gocce due o più volte al giorno.

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