Terapia della sindrome di ménière

Questa sindrome è caratterizzata dall associazione di tre sintomi:
• Indebolimento del senso dell’udito progressivo fino alla sordità;
• Vertigini;
• Acufeni.

Lendolinfa viene prodotta e riassorbita in quantità uguale a livello dell’organo del Corti e del labirinto (parti dell’orecchio interno deputate rispettivamente alla funzione uditiva e dell’equilibrio). Quando ne viene prodotta di più o ne viene riassorbita di
meno si crea uno squilibrio con aumento della pressione dell’endolinfa stessa che provoca ridotto apporto di ossigeno con conseguenti sofferenza dell’organo del Corti e di quello dell’equilibrio. La situazione conduce progressivamente a sordità.
Le crisi di Ménière sono spesso legate a eventi emotivi o stress per cui la sindrome può essere considerata una malattia a notevole componente psicosomatica. Non si associa mai a perdita di coscienza, tanto è vero che si può anche guidare l’auto, perché non coinvolge il sistema nervoso centrale. È spesso associata a stress di vita e di lavo-
ro, colite spastica, rinite vasomotoria, reflusso gastroesofageo e disturbi dipendenti da anomalie del sistema neurovegetativo.
Questo perché nelle situazioni di stress e nei conflitti psicoemozionali vengono secrete acetilcolina e prolattina che provocano aumento dell’ormone antidiuretico con  conseguenti ritenzione idrica in generale e a livello del labirinto (idrope endolinfatica). Le vertigini della sindrome di Ménière devono essere distinte da quelle della labi-
rintite infettiva o ischemica, dove l’attacco dura molto più a lungo, e da quelle della cupololitiasi che è la classica vertigine posizionale collegata a particolari movimenti.

Nella terapia di questa sindrome i diuretici sono da evitare, perché per un meccanismo di feedback o autocontrollo la riduzione della massa liquida finisce per stimolare la parte posteriore della ghiandola ipofisi a produrre più ormone antidiuretico (ADH). Per cui dopo un momentaneo miglioramento, nel medio e lungo termine si crea un
circolo vizioso. Quindi dobbiamo cercare di ridurre la produzione di ADH e questo è possibile con una dieta:
• Ricca di proteine, carne, pesce, verdura e frutta;
• Povera di carboidrati (ridurre pane, pasta, dolci e zuccheri);
• Ridurre o abolire l’apporto di sale e cibi salati.

Agopuntura
In questo disturbo si trattano ì punti di agopuntura e auricoloterapia già visti per le vertigini: Gl 4.TR 3.TR 17, IT 19 (vedi Fig. 19). Inoltre, data l’importanza dei fattori psichici per questa malattia, si possono trattare anche punti di “detensione (rilassamento) psichica” e di rilassamento, quali PS 36 e lo Sben Men auricolare (vedi Fig. 1).

Omeopatia
L’approccio migliore in questo caso dovrebbe contemplare alcune tipologie di farmaco omeopatico: il “costituzionale” per le caratteristiche psicofisiche, il “diatesico” per il modo di reagire, il “biotipologico” ossia quello più simile alla globalità dei sintomi
del paziente, il “sintomatico” ovvero per lo più i medesimi rimedi omeopatici già visti sopra per le sindromi vertiginose.

Omotossicologia
• Cocculus Heel. 10 gocce ripetibili 3-4 volte al giorno, nella sindrome vertiginosa.
• Solarium compositum fiale: si tratta di fiale anche bevibili, 1 per via sublinguale al dì; ottimo regolatore vascolare.
• Selenium compositum fiale: 1 fiala bevibile sublinguale al giorno; per le implicazioni neurologiche della sindrome, poiché si tratta di soggetti stressati e che tendono alla depressione.

In alternativa:
• Biosel: 20 gocce per 2 volte al dì.
• Apis Homacconh 10 gocce per 3 volte al dì; per l’idrope endolinfatica.

Floriterapia
La scelta della floriterapia sembra particolarmente indicata a sostenere l’aspetto psicoemozionale. L’orientamento migliore è quello coi fiori di Bach e quelli australiani di Ian Whitc:
• Rescue Remedy: 2 gocce per via sublinguale nel corso dell’attacco, oppure
• Emergency. 7 gocce nel corso dell’attacco, cercando poi di individuare il tipo di fiore più adatto alla dinamica emozionale di fondo del soggetto.

La loro somministrazione può essere ripetuta anche a distanza di breve tempo (15-20 minuti) diradando la frequenza a miglioramento della sintomatologia vertiginosa. Si può utilizzare l’essenza direttamente non diluita.

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