Giu 19, 2017

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Terapia della stipsi o stitichezza

Terapia della stipsi o stitichezza

La stitichezza è la perdita del regolare ritmo delle evacuazioni, che in linea di massima dovrebbe essere di una volta al giorno, e alla quale possono concorrere varie cause. Vediamone alcune.
• Alimentazione: nel caso in cui sia troppo povera di fibre (frutta e verdura) e di liquidi.
• Sedentarietà: poco movimento non aiuta.
• Ritenzionismo: abitudine a rimandare la soddisfazione dello stimolo a defecare, che se si protrae, comporta l’acquisizione di una diversa abitudine, una specie di “riprogrammazione”. L’intestino è obbediente e se quando chiama non si risponde mai, poi “non chiama più”o per lo meno non Io fa “a comando”.
• Causa psicogena: quando ci sono situazioni ambientali e di servizi igienici che creano una situazione di tensione. La defecazione richiede rilassamento. La tensione si accompagna a un aumento del tono delle fibre ortosimpatiche che a livello intestinale inibiscono la peristalsi.
• Colon irritabile: è la cosiddetta “colite spastica”, in cui possiamo avere alternanza di stipsi e diarrea.
• Cause organiche: diverticoli, neoplasie. A questo proposito vorrei dire che una stitichezza che insorge in un individuo che è sempre stato regolare, deve indurci alla necessità di approfondire le cause di questa stipsi con opportuni accertamenti.
• Cause farmacologiche: farmaci antipertensivi calcioantagonisti ( Verapamil), oppiacei (morfina, codeina) che inibiscono la motilità intestinale.

Agopuntura e Auricoloterapia
Si trattano gli stessi punti della diarrea (si veda la Fig. 38) nella quale comunque l’azione è più eclatante, ovvero più rapida. L’agopunto o “zona riflessogena” è “intelligente” ossia, se Io stimoliamo, risponde sempre nel senso di una “regolazione” dell’uno o dell’altro tipo, scegliendo quello più opportuno a seconda della necessità.

Medicina manipolativa
Nella stitichezza può essere utile la manipolazione delle vertebre lombari (da parte del medico), in cui viene stimolato il sistema simpatico, in modo da ottenere una specie di massaggio “neurovegetativo”. La manipolazione determina un “reset”, una stimolazione aspecifìca che comunque si traduce in un riassetto funzionale a livello del nervo sinuvertebrale e dei rami comunicanti bianco e grigio nelle cui fibre viaggiano messaggi per la regolazione della funzione dei visceri.

Indologia
Il colon è rappresentato sulla zona ciliare di occhio destro e sinistro alle ore “18.00”

Fitoterapia
• Taraxacum TM: 50 gocce, 1-2 volte al giorno.
• Legapas (Pascoe): 15 gocce per 2 volte al giorno.

Omeopatia
• Alumina: stipsi con assenza di stimolo per inerzia rettale, spesso con feci morbide e aderenti, attaccate all’ano; è il caso di chi consuma un rotolo di carta tutte le volte che evacua.
• Bryonia: stipsi con feci secche, secchezza generale delle mucose.
• Graphites: stipsi in soggetto obeso con secrezioni cutanee dense e crostose di tipo eczematoso timido, irresoluto, facilmente impressionabile.
• Lycopodium: stipsi con flatulenza ed eruttazioni, dolori colici riferiti all’angolo destro e sinistro del colon.
• Magnesia muriatica: stipsi persistente con feci secche e di aspetto “caprino” (come le feci a pallina della capra).
• Natrum muriaticum: stipsi con feci caprine in un soggetto molto introverso (quello che per farlo parlare devi usare le “pinze”) con avversione per la consolazione, risentito e ferito da pregressi eventi frustranti, per cui si chiude nella sua “casina”come la lumaca.
• Nux vomica: stipsi di tipo “spastico” in fumatore, bevitore, stressato. Soggetto nervoso e irascibile sempre pronto a “scattare”.
• Plumbum: stipsi con feci dure caprine, la cui emissione può risultare molto dolorosa perché spesso è associata a un violento spasmo dell’ano.
• Sepia: stipsi della donna incinta, in cui alla frequente costipazione si associa la “pesantezza fetale” fisiologica.
• Silicea: stipsi in un soggetto spesso magro e freddolosissimo, che facilmente va incontro a infezioni con pus e faringotonsilliti, debolezza, insicurezza.
Tutti questi rimedi omeopatici unitari sono generalmente utilizzabili alla diluizione 5 CH in dose di 3 granuli ripetuti per 3 volte al giorno, sciolti per via sublinguale lontano dai pasti.

Omotossicologia
• Lycopodium compositum Heel (diluizioni decimali) solo in fiale, 1 fiala sublinguale a giorni alterni oppure
• Bio H complex (diluizioni centesimali), anche gocce, 20 al giorno.

Organoterapia
• Colon Suis Injeel: 1 fiala, bevibile, da 3 a 1 volta la settimana.

Litoterapia
• Gres Rose D 8: 1 fiala tutte le mattine a digiuno per 20 giorni-1 mese, poi a mattine alterne come mantenimento per 2-3 mesi.

Floriterapia
Fiori di Bach
Non è possibile dire quale sia il fiore di Bach più adatto a una colite spastica, atonica, a una diarrea, a una rettocolite ulcerosa o a un morbo di Crohn, perché su ogni sintomo si potrebbero riverberare emozioni corrispondenti a uno o più dei 38 fiori (pertanto il fiore più adatto è quello specifico di quello stato emotivo di quel soggettò). Sarà più frequente comunque trovare fiori corrispondenti a stati di paura come Rock Rose, Mimulus, Cberry Plum, Aspen, Red Chestnut dei quali si assumerà la diluizione preparata secondo le indicazioni del dott. Edward Bach in ragione di 4 gocce direttamente in bocca per 4 volte al giorno, lontano dai pasti, per almeno 4 mesi. Fiorì australiani del bush
II fiore che più tipicamente è correlato con le problematiche intestinali soprattutto del colon, di vario tipo, è sicuramente Botile Brusb. Della diluizione preparata versando nella boccetta da 30 mi 7 gocce del rimedio più 40 gocce di brandy e acqua minerale naturale quanto basta a riempirla, si assumeranno 7 gocce appena svegli e prima di coricarsi.

Psicosomatica
Il colon o intestino crasso ha la funzione di assorbire liquidi e sali e dì eliminare pian piano le scorie. A livello del colon comincia la capacità di eliminare gli alimenti e, simbolicamente, anche le esperienze. Nelle precedenti parti del tubo digerente esse sono state introdotte, frammentate, digerite, assimilate: quella che viene definita “elaborazione di un evento”.
Ora, arrivati a livello del colon, devo scegliere di eliminare quello che va eliminato. Tutta la patologia del colon è legata all’incapacità di eliminare un’esperienza comunque vissuta.
La stitichezza è proprio il sintomo legato a questa paura di non riuscire a eliminare un’esperienza che abbiamo vissuto con tutte le conseguenze che può avere per il vivere il presente.

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