Mag 17, 2018

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Terapia dell’amenorrea

Terapia dell’amenorrea

Posted in : Ginecologia on by : admin
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  • L’amenorrea è l’assenza delle mestruazioni. Sì tratta di una situazione complessa che può essere legata a disordini di varia natura, soprattutto a livello dell’apparato neuroendocrino o meglio del cosiddetto asse PNEI, che coinvolge anche problematiche di tipo affettivo e relazionale. Il termine infatti sottolinea le strette relazioni esistenti fra cervello-sistema nervoso-ghiandole endocrine e sistema immunitario. La PNEI quindi si occupa dello studio dei sistemi dello stress e delle sue conseguenze sul
    nostro organismo. L’amenorrea può essere primaria o secondaria. Si parla di amenorrea primaria se le
    mestruazioni non si sono mai manifestate e di secondaria se si arrestano in una donna che già le aveva (sono questi i casi che più ci interessano per questa trattazione).
    Bisognerà prima di tutto operare un corretto inquadramento diagnostico strumentale (ecografìa pelvi) e di laboratorio (dosaggi ormonali) sviluppando un percorso diagnostico e terapeutico in ambito ginecologico e psiconeuroendocrinoimmunologico. Fra le forme di amenorrea secondaria è relativamente frequente la cosiddetta amenorrea post-pillola che può verificarsi in donne che hanno fatto uso della pillola anticoncezionale per periodi medio-lunghi. Infatti, la soppressione dell’asse ipotalamo-ipofìsi-gonadi conscguente all’uso della pillola estroprogestinica, al momento della sospensione può accompagnarsi a una mancata ripresa del normale meccanismo di stimolazione-risposta fra i centri ipotalamo-ipofisari e le ovaie. In pratica l’ipotalamo-ipofìsi non riesce più ad avviare il suo stimolo sulle ovaie. Questo periodo di adattamento può a volte protrarsi creando disagio alla donna.
    Ovviamente, anche se può sembrare banale dirlo, in caso di amenorrea secondaria è opportuno escludere come prima ipotesi la possibilità di una gravidanza.

    Omeopatia
    • Pulsatilla 30 CH: 10 granuli 1 volta alla settimana; azione modulante sugli aumenti di prolattina (non in gravidanza accertata).

    Omotossicologia e Organoterapia
    • Hormeel: 10 gocce per 3 volte al giorno.
    • Pulsatilla Injeel: 1 fiala al giorno (non in gravidanza accertata).
    Questi rimedi possono essere utilizzati singolarmente oppure anche insieme. L’organoterapia e gli ormoni omeopatizzati possono favorire lo sblocco e la ripresa di questi normali ritmi, operando una specie di “rieducazione” rcgolatoria. L’ipotesi omotossicologica, in questa come in altre situazioni analoghe, è che le low doses o piccole quantità di una sostanza (perché lbmotossicologia a differenza dell’omeopatia classica non utilizza quasi mai diluizioni infinitesimali cioè prive di sostanza) siano in grado di determinare una sensibilizzazione in positivo (uf> regulation) o in negativo (under regulation) dei recettori cellulari rendendoli più o meno sensibili all’azione di sostanze già presenti. 11 problema dei recettori che diventano meno sensibili è già da tempo percepito anche dalla medicina classica quando per esempio si consiglia di portare i cerotti che rilasciano alcuni farmaci invece che tutto il giorno, per sole 12 ore. È come se la cellula, sentendo che c’è troppa sostanza, si difendesse riducendo la possibilità di “recepirla” e viceversa quando ce ne poca, aumentasse le strutture in grado di “sentirla”.
    Comunque, anche se ribadisco il concetto che nel caso delle dosi omotossicologiche non si ha mai uno stimolo o un blocco, ma una regolazione di sistemi, è opportuno, data la complessità di questi meccanismi regolativi che richiedono profonda conoscenza della fisiologia e della patologia, che determinate problematiche non siano lasciate alla automedicazionc, ma siano ragionate con il medico.

    • Beta-estradiolo D 6: 10 gocce al giorno dal quinto al quindicesimo giorno del ciclo.
    • Progesterone D 6: 10 gocce dal decimo al venticinquesimo giorno.
    • Melatonina 4 CH: 5-10 gocce, 1-2 volte al giorno tutto il mese.
    • T3 (triiodotironina) D 6: 5 gocce al giorno tutto il mese.
    In pratica viene imitata la sequenza degli ormoni del ciclo mestruale per favorire il ciclo stesso e la sensibilità agli ormoni tiroidei. Se la perturbazione e più profonda, come quando si è assunta la pillola per tanto tempo è utile associare:

    • Ovarium Suis Injeel più Hypothalamus Suis Injeel, insieme, fiale bevibili, 2 volte la settimana. La somministrazione di tutto il “network” dell’organo e non solo di una sua produzione, ha lo scopo di rendere l’informazione più profonda. Per le gocce di progesterone e betaestradiolo all’inizio si prende come riferimento il mese solare (cioè si comincia comunque dal primo giorno del mese) dal momento che
    si sono persi i punti di riferimento di un ciclo normale. Quando riprende il mestruo, si sospende e si riprende la somministrazione ridando beta-estradiolo dal quinto giorno. Le fiale si somministrano per 4 settimane seguite da una di riposo.
    Una volta che è arrivato il mestruo è opportuno continuare con questo schema per almeno 3 cicli, in modo da continuare questa “rieducazione” funzionale. Si tratta comunque di una situazione abbastanza complessa, che io ritengo corretto debba essere gestita da un medico endocrinologo esperto in omotossicologia e/o in PNEI.
    Quale e la differenza? La PNEI è una scienza trasversale, che si avvale di vari strumenti fra cui, ma non necessariamente soltanto, dei farmaci omotossicologici e non.
    La PNEI rappresenta una importante chiave di lettura, perche permette di comprendere il significato di molte patologie in chiave di correlazione fra emozioni, mente, immunità, sistema endocrino e immunitario.
    Come associare gli organoterapici, gli ormoni omeopatizzati, i composti omotossicologici richiede una valutazione clinica da parte di un medico omotossicologo o di uno specialista. Quello che è utile sapere è che nel campo delle medicine naturali esiste la possibilità di interagire a questi livelli con la medicina fisiologica di regolazione.

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