Feb 25, 2018

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Terapia dell’asma bronchiale allergico

Terapia dell’asma bronchiale allergico

Posted in : Imunologia e Allergologia on by : admin
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  • Malattia caratterizzata da crisi di “affanno” o “fame d’aria” a riposo o dopo sforzo di durata variabile, associata a fenomeni di infiammazione e spasmo della muscolatura liscia dei bronchioli.
    La causa scatenante è il contatto con una sostanza verso cui si è allergici favorita da una predisposizione individuale. Come per tutte le allergie non si verifica al primo contatto con la sostanza ma richiede una esposizione precedente e preparante detta sensibilizzazione e cioè è legata alla memoria immunitaria di quella sostanza, di cui i linfociti T della memoria sono depositari.

    Auricoloterapia
    • Punto Darwin (si trova sul tubercolo di Darwin ed è il punto dell’allergia).
    • Punto polmone.
    • Punto asma: al centro della fossetta triangolare o scafoidea.

    Riflessologia plantare
    • Sul lato esterno della pianta, circa a metà, si incontro la zona stimolabilc manualmente col polpastrello o con gomma da matita o con un magnetino di potenza 800 gauss, tenuto fermo da un cerotto con il polo nord a contatto della pelle. Si traila di piccoli magneti delle dimensioni di una moneta da 1 centesimo; per stabilire la polarità si avvicinano i lati all’ago di una bussola: il polo nord del magnete è quello che respinge il polo nord dell’ago della bussola.

    Fitoterapia e Gemmoterapia
    • Ribes nigrum D 1 gemmoterapico: 50 gocce 1-2 volte al giorno.
    • Viburnum /anfana D 1 gemmoterapico: 50 gocce per bocca 1-2 volte al giorno.
    Inibisce lo spasmo delle muscolature lisce fra cui quelle bronchiali.

    Omeopatia
    I seguenti rimedi omeopatici sono utilizzabili alla 5 CH in ragione di 3 granuli sublinguali ripetuti per 3-4 volte al giorno.
    • Aralia racemosa: tosse e asma che insorgono dopo un primo sonno verso le 23.
    • Arsenicum album: asma con attacchi più intensi fra mezzanotte e le 3.
    • Cuprum: asma con tosse secca spasmodica soffocante.
    • Drosera: tosse secca spastica con tanti colpi ravvicinati come nella pertosse.
    • Grindelia: individuo ansioso affetto da dispnea soffocante.
    • Hyosciamus: tosse spasmodica incessante notturna, che obbliga il paziente ad alzarsi dal letto e cessa soltanto quando si siede (sintomo comune con Pulsatilla, Antomonium tartaricumy Ipeca)
    • Ipecacuanha: asma bronchiale (più Cuprum e Sambucus) con scarse secrezioni mucose bronchiali, chiare, trasparenti 0 bianche, tipiche dell’attacco asmatico. Non si tratt di catarro, che invece esprimerebbe la presenza di un’infezione e potrebbe richiede una terapia antibiotica, ma di una aumentata secrezione indotta dalla stimolazione parasimpatica (nervo vago) che sostiene l’attacco asmatico sulla mucosa bronchiale; la stessa che è responsabile dello spasmo della muscolatura liscia e la cui presenza da sola non richiede l’uso di antibiotici.
    • Kali carbonicum: asma alle ore 2 del mattino, il paziente assume un curioso atteggiamento rannicchiato flettendo le ginocchia che appoggia contro i gomiti e tenendo il capo fra le mani (perché gli pare di trovare sollievo).
    • Kali iodatum: asma molto “produttiva”, con espettorato abbondante, aggravata col calore e la notte fra le 2 e le 5.
    • Sambucus nigra: attacco acuto di asma caratterizzato da tosse secca spastica di tipo pertussoide (come quella di Drosera) in genere soffocante, provoca risveglio verso mezzanotte (molto simile a Cuprum).

    Omotossicologia
    • R43: 10 gocce per 3 volte al dì. La forma in fiale può essere utilizzata anche per aerosol con la apposita mascherina.
    • IMO 9 (Cuprum e Viburnum): 2 spruzzi a livello del cavo orale ripetuti per 3-4 volte al giorno. 5/ raccomanda di non ina/are* come si fa coi comuni spray pressurizzati tipo Ventolin)y perché contiene alcool e per quella via causerebbe broncopasmo.
    • Bioven OTI spray orale: 2-3 puff sotto la lingua, 2-3 o più volte al giorno. Anche questo da non inalare.
    • Drosera Homaccord: 10 gocce per 3 volte al dì.
    • AEROTI: 10 gocce per 3 volte al dì.
    • Tartephedreel: 10 gocce per 3 volte al dì. Tossi di tipo produttivo.
    • Husteel: tossi secche. 10 gocce per 3 volte al giorno, o anche di più in fase acuta.

    Ognuno di questi composti, compreso gli spray, può essere utilizzato anche da solo, ma dovendo fare una associazione, propongo sempre la Drosera Homaccord più un composto semplice a bassa diluizione a scelta fra R43t Tartephedreel o Husteel più uno in spray a scelta fra quelli nominati.

    Microimmunoterapia
    • Interleuchina-9 15 o 30 CH: 15 gocce la sera in caso di accessi di tosse notturna. Si possono anche versare 20 gocce di IL-9 alla 15 CH nella boccetta della Drosera Homaccord dopo aver tolto il contagocce e in caso di tosse notturna prendere 15 gocce di questa preparazione estemporanea prima di coricarsi.

    Litoterapia
    • Glauconie D 8: 1 fiala sublinguale. Ricquilibrio neurovegetativo.
    • Garnerite D 8: 1 fiala sublinguale. Allergie di ogni tipo.
    • Stibine D 8: 1 fiala sublinguale. Broncorree croniche, broncodilatazione, enfisema.

    Le dosi utilizzabili possono essere 1 fiala sublinguale al giorno per 10 giorni, preferibilmente la mattina a digiuno come intervento iniziale, per poi passare a 1 fiala a mattine alterne per un periodo di due mesi. Nel caso si utilizzino, in base alla sintomatologia, due o più tipi di fìtoterapico, si assumono a rotazione, cioè per esempio lunedì Glauconie, martedì Garnerite, mercoledì Stibine e giovedì si riprende con Glauconie e così via.
    Non dobbiamo mai dimenticare che la tosse è solo un sintomo. Perciò, mentre nelle tossi secche di tipo irritativo può essere comprensibile una sedazione, in quelle produttive – che si accompagnano ad aumentata secrezione – (a prescindere che questa secrezione abbia o non abbia i caratteri di una infezione con colore giallo, verde o scuro) è opportuno favorire una fluidificazione del secreto per facilitarne l’eliminazione. Occorre cioè permettere alla tosse (che in questo caso non va sedata) di espellere le secrezioni dai bronchi fino alle vie aeree superiori e di qui all’esterno, disostruendo così l’albero respiratorio. In questo caso la tosse rappresenta un necessario meccanismo di difesa.

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