Mar 11, 2018

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Terapia delle afte

Terapia delle afte

Le afte sono ulcerazioni della mucosa, cioè della membrana che riveste la bocca internamente, che si accompagnano a una sintomatologia sgradevolissima di dolore “bruciante”. Viene loro riconosciuta una causalità virale in concomitanza a una carenza di vitamina Bi;. Dunque non sono sensibili all’azione degli antibiotici. Regrediscono di solito spontaneamente dopo un periodo di tempo variabile, e le cure hanno Io scopo di rendere la sintomatologia più tollerabile e accelerarne la risoluzione. Potsono avere la tendenza alle recidive.
La medicina convenzionale utilizza leccature locali con soluzioni a base di cortisone-fluoro, e complessi vitaminici del gruppo B. La medicina naturale propone una serie di rimedi utilizzabili in queste affezioni.

Fitoterapia
• PlanragoTM (tintura madre): 25 gocce in mezzo bicchiere d’acqua. Collutorio (per gargarismi) analgesico e antinfiammatorio (poi sputare).
• Calendula TM: 20 gocce in mezzo bicchiere d’acqua. Collutorio (poi sputare).
• Biogreen: collutorio, puro.

Omeopatia
• Borax 5 CH: afte dolorose e brucianti.
• Mercurìus solubili* 5 CH: salivazione abbondante, lingua bianca, alito pesante; la lingua conserva l’impronta dei denti.
• Sulfuricum acidum 5 CH: afte recidivanti, profonde, alito fetido, graduale evoluzione delle afte nel corso dei giorni, poi cessano di far male improvvisamente.
• Nitricum acidum 5 CH: ulcerazioni fessurate a margini netti, come tagliate col coltello, spesso sanguinanti dal fondo.
• Muriaticum acidum 5 CH: aite gravi e fetide.
• Kali bichromicum 5 CH: afte a stampo, margini netti, fondo grigiastro.

Dosaggi medi abituali
I rimedi omeopatici suddetti per quella diluizione (5 CH) vengono generalmente utilizzati alla dose di 3 granuli sublinguali 2 o 3 volte al giorno, in variabile associazione o a rotazione (cioè distanti un paio d’ore l’uno dall’altro), generalmente non superando il numero di tre rimedi per ogni singolo caso.
Omeopatico “diatesico”: è il rimedio che definisce la modalità, cioè il tipo di reazione del soggetto di fronte a un’aggressione patogena (quello che Hahnemann, il padre dell’omeopatia, chiamava miasma). Ogni individuo, infatti, di fronte allo stesso insulto, sviluppa una reazione che è sua personale.
Nel caso delle afte siamo di fronte a un modo di reagire che produce distruzione-ulcerazione e che ricorda quello delle lesioni cutanee della sifìlide o lue.

Secondo questa visione altri modi di reagire sono:

1. tendenza a sviluppare proliferazioni-neoformazioni (sicosi);
2. tendenza a indirizzare i fattori patogeni (batteri, virus, tossine) verso la pelle o gli organi interni deputati alla loro eliminazione (psora).

Omotossicologia
• Arnica compositum Heel o BioAR: 20 gocce o 1 capsula per 3 volte al giorno.
• Engystol o Viroti: 1 compressa per 3 volte al giorno. Ad azione antivirale.

Litoterapia
• Uiexite D 8: minerale greggio di boro.
• Pyrolusite D 8: minerale greggio di manganese.

In caso di afte recidivanti in fase acuta, 1 fiala dell’una al mattino e dell’altra la sera i primi tre giorni, poi una sera l’una e una sera l’altra per due mesi.

Psicosomatica
Abbiamo detto che si tratta di di ulcerazioni della mucosa della bocca, su base virale e disvitaminosa, nel senso che una carenza di vitamina B12 rende più lenta la riepitelizzazione delle mucose. La vitamina B]2si forma nell’intestino attraverso la flora batterica. Quindi l’aftosi è secondaria all’intestino: l’intestino è la sede dei nostri pensieri, il secondo cervello, dove viene prodotto il 70% della serotonina del nostro organismo. Nell’intestino viviamo i nostri pensieri di “pancia”: allora quando io ho dei pensieri di paura, negativi, riguardo il parlare con gli altri (altri = ectoderma), i pensieri negativi che hanno sede nell’intestino creano una disbiosi che fa sì che manchi la vitamina B12 prodotta da determinati ceppi batterici. Direi che noi abbiamo dei pensieri di paura negativi nel modo di parlare con gli altri.

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