Apr 12, 2015

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Terapia delle emorragie

Terapia delle emorragie

Posted in : Malattie Cardiocircolatorie on by : admin
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  • Le emorragie consistono nella fuoriuscita di sangue dai vasi sanguigni in conseguenza di una loro rottura. Possono essere classificate:
    a. In base alla rapidità con cui si manifestano in:
    • Acute, in cui vi è fuoriuscita di sangue in cospicua quantità in un breve arco di tempo. Possono portare allo shock o collasso cardiocircolatorio, legato a una repentina diminuzione della pressione arteriosa;
    • Croniche, in cui vi è appunto un cronico c minimo stillicidio di sangue, come in caso di sanguinamene per ulcera gastroduodenale e diverticoli, oppure più cospicuo, come in caso di emorroidi e mestruazioni. Dal momento che si instaurano in maniera spesso molto lenta, spesso vengono misconosciute, perché l’organismo si abitua fino a raggiungere livelli di emoglobina anche molto bassi
    prima che siano riconosciute. I sintomi più frequenti sono il colorito pallido della cute, la facile stancabilità anche per minimi sforzi con afìanno e la tachicardia.
    b. In base alla causalità dell’evento che le determina in:
    • Spontanee, in cui non vi è un evidente trauma, cosiddette da “fragilità”;
    • Traumatiche, che sono detcrminate da una forza traumatica riconoscibile.
    c. In base al fatto che il sangue fuoriuscito si riversi all’esterno del Corpo o al suo interno in:
    • Esterne, quando il sangue fuoriuscito dai vasi si riversa all’esterno del corpo;
    • Interne, quando il sangue si riversa nel parenchima di un organo (per es. emorragie cerebrali, emorragie muscolari, peritoneali o retro-peritoneali) oppure in un organo cavo comunicante con l’esterno.
    d. In base alla sede, per cui assumono nomi particolari:
    • Epistassi ossia dal naso;
    • Colporragia, dalla vagina;
    • Rettorragia, dal retto;
    • Menorragia, perdita eccessiva di sangue nel corso del ciclo mestruale;
    • Metrorragia, emorragia uterina al di fuori di un normale ciclo mestruale.
    e. In base al fatto che siano causate da fattori ereditari o da eventi non su base genetica verificatesi dopo la nascita in:
    • Congenite, per esempio la beta talassemia o anemia mediterranea (ridotta produzione di emoglobina) e per esempio grave carenza di qualche fattore della coagulazione come nel caso dell’emofilia;
    • Acquisite.

    In base al meccanismo con cui si producono in:
    • Da aumentata perdita. Fra queste anche quelle da carenza di fattori della coagulazione 0 di piastrine.
    • Da ridotta produzione di globuli rossi. Fra queste possiamo collocare quelle legate a ridotta assunzione di fattori importanti per la produzione di emoglobina (ferro, vitamina B,,, folati).

    In base all’entità e quindi alla loro visibilità in:
    • Microscopiche;
    • Macroscopiche.
    Così, per esempio, una macroematuria è una emorragia con le urine visibile per il colore rosso delle stesse; ma esiste anche una microematuria, rivelata solo dalla presenza di globuli rossi nelle urine solo in seguito all’esame microscopico.

    In base alla tipologia del vaso sanguigno interessato dalla rottura in:
    • Arteriose, le più temibili, perche il sangue esce a elevata pressione;
    • Venose;
    • Capillari.

    La terapia naturale omeopatica, omotossicologia e fitoterapica, ci offre alcuni rimedi per favorire il loro naturale arresto, soprattutto in caso di emorragie lievi vale comunque la regola che una emorragia deve richiedere comunque e sempre un chiarimento a livello medico; come ho già detto il mio vecchio professore di Patologia medica diceva che: «tre sono i motivi che spingono una persona a recarsi dal medico: la febbre, il dolore, l’emorragia»: condivido e aggiungerci: -che devono spingere».

    Fitoterapia
    • Thtaspi bursapastori* o Capitila bursapastoris L (borsa del pastore): in tintura madre, indicata soprattutto in caso di emorragie uterine, delle quali bisognerà naturalmente stabilire la causa, funzionale od organica. In TM e posologia dalle 50 alle 100 gocce al giorno.

    Omeopatia
    • Achillea: emorragie di sangue rosso vivo, anche epistassi.
    • Arnica: soprattutto se conseguenti a un evento traumatico, dì cui Amica è il rimedio principe.
    • Cactus: sangue scuro che si coagula rapidamente.
    • China: considerato I”emostatico” omeopatico, utile per epistassi, meno metrorragie della donna con utero fibromatoso, in pre-menopausa (associata alla triade Thtaspi, Sabina, Secate).
    • Ferrum pbospboricum: tendenza a emorragie di sangue rosso vivo, epistassi (cioè dal naso) e oculari. Soggetto che spesso soffre di cefalee pulsanti con ipersensibilità ai rumori. Polso pieno e molle.
    • Hamamelis-. sangue venoso scuro, con coaguli.
    • Ipeca: sangue rosso vivo.
    • Kreosotum: emorragie nerastre, irritanti; la più piccola ferita 0 piaga sanguina profusamente.
    • Lachesir. sangue scuro, tarda ad arrestarsi.
    • Pbosphorus: emorragie frequenti, dovute a interferenza sulla capacità di coagulazione del sangue: epistassi, porpora, emofilia, emorragie retiniche.
    • Rauwolfia: emorragie di un soggetto che soffre di vampate circolatorie, cefalee ile 11’iperteso, mestruazioni anticipate, abbondanti e dolorose.
    Ognuno dei suddetti farmaci omeopatici può essere assunto, da solo o in variabile associazione con uno o più degli altri, in relazione alle caratteristiche sintomatologiche, in diluizione 5 CH 3 granuli sublinguali per 3 o anche più volte al giorno.

    Omotossicologia
    • Cinnamomum Homaccord-. 10 gocce per 3 volte al dì e anche più ravvicinate nei casi acuti. Può essere assunto da solo o associato al successivo.
    • Pbosphorus Homaccord: 10 gocce per 3 volte al giorno.

    Altri suggerimenti
    La terapia cambia naturalmente a seconda della tipologia. È ovvio che alcune emorragie, come quelle traumatiche, oppure quelle conseguenti alla rottura di varici esofagee, rappresentano una vera e propria urgenza medica che richiede tempestive e appropriate cure medico-chirurgiche. Per quelle arteriose, riconoscibili perché il sangue esce in maniera zampillante, a intermittenza, ed è di colore rosso vivo, in attesa dell’arrivo dei soccorsi dell’emergenza, non bisogna mai perdersi d’animo, e senza spaventarsi, fare pressione con un panno, un indumento o qualsiasi altra cosa che garantisca tenuta, contro il punto da cui il sangue fuoriesce: dobbiamo superare la paura, perché cosi possiamo salvare una vita.
    Per quelle croniche, oltre a correggere l’anemia con l’apporto di fattori ematopoietici (che favoriscono la formazione dell’emoglobina quali per esempio i suddetti ferro, folati, e vitamina B12) sarà fondamentale individuare la causa che le produce la quale può essere essa stessa una patologia.
    Alcune emorragie poi, come le cosiddette epistassi (dal naso), possono essere particolarmente utili perché possono essere la spia di un grave stato ipertensivo che andrà immediatamente corretto. In tal caso rappresentano anche una valvola di sfogo per una pressione alta che potrebbe causare gravi danni alle arterie cerebrali.

    Psicosomatica
    Emorragia significa rinnovamento.
    L’emorragia in quanto tale è vista come un elemento di rinnovamento attraverso il quale informazioni vecchie presenti nel sangue vanno via, vengono buttate all’esterno. È una forma di pulizia, perché cosi, grazie all’emorragia, il vecchio va via e il nuovo che viene formato grazie al midollo osseo finalmente può prendere il posto che gli spetta. È ovvio che non ci riferiamo alle emorragie acute, le quali rappresentano una emergenza, e comunque stiamo ragionando a livello simbolico, perché è chiaro che anche nelle forme croniche è necessario sempre individuare la causa per istituire le opportune terapie.

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