Apr 17, 2018

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Terapia delle epatiti

Terapia delle epatiti

Posted in : Mallatie Del Fegato on by : admin
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  • Dobbiamo innanzitutto distinguere fra la terapia delle torme acute e quella delle forme croniche.

    Epatiti acute
    Omeopatia
    • Phosphorus 7 CH: 3 granuli per 2 volte al di. II fosforo a dosi ponderali è tossico per il fegato, ma per la legge della similitudine, diluito e dinamizzato secondo la metodologia omeopatica, può essere usato per agire su quegli stessi disturbi simili.
    • Nux vomica 7 CH: 3 granuli per 2 volte al di.
    L’indicazione è data dalla sofferenza acuta del parenchima epatico. In questo caso i rimedi sono usati secondo un criterio organo-tropico, in bassa diluizione, a prescindere dallo psìchismo.

    Omotossicologia e micromimmunoterapia
    Nelle forme acute la terapia omotossicologica si propone di:
    – Aiutare t’organo sostenendone la funzione ma senza iperstimolarlo, da cui l’utilità di composti quali:
    • Hepeel 1 compressa per 3 volte al giorno,
    oppure
    • R7: 1 compressa per 3 volte al giorno;
    – Aumentare le difese antivirali con composti rivolti a potenziare l’attività della linea immunitaria sostenuta dai linfociti T-helper 1 che interpretano la difesa antivirale in genere, quali:
    • Engystoh 1 compressa per 3 volte al giorno;
    • Ecbinacea compositum: 1 fiala al giorno,
    oppure con microimmunoterapici specifici
    • Verso il virus C, come 2LHC o 2UICX: 1 al giorno dell’uno o dell’altro;
    • Verso il virus B, come 2LHB e 2LHBX\ 1 al giorno dell’uno o dell’altro a seconda dello stato di ipo- o iperreattività immunitaria che il medico potrà individuare in base alla percentuale sul totale dei linfociti di almeno quattro sottopopolazioni linfocitarie: CD4, CD8, CD19, CD8 + CD57;
    • Verso il virus A, come 2I.HA: 1 compressa al di per periodi medio-lunghi di alcuni mesi.

    In questa fase non e opportuno l’utilizzo di preparati d’organo diluiti e dinamizzati, o anche composti che li contengono finalizzati a stimolare le cellule epatiche in quanto tali preparati sollecitano a livello metabolico-funzionalc un organo che invece ha necessità di lavorare ma a passo ridotto. Come un’auto che deve viaggiare, ma a un numero minore di giri altrimenti rischia di… bruciare la guarnizione della testa del motore.

    Dieta e altri suggerimenti
    Bisogna alleggerire il lavoro del fegato, quindi fornire energia prontamente disponibile soprattutto sotto forma di zuccheri, mentre molto limitato deve essere l’apporto di proteine e di grassi.
    Mettersi a riposo.

    Epatiti croniche
    Per l’epatite B e la C la terapia classica è l’interferone alfa, somministrato a dosaggi ponderali per combattere il virus, in forma di “pegilato”, che ne permette unbttimizzazione terapeutica, associato ad altri farmaci antivirali quali ribavirina o lamivudina. È molto importante il dosaggio degli anticorpi quantitativi perche permette di stabilire il livello di moltiplicazione e quindi l’attività del virus.
    L’opportunità dell’interferone alfa è correlata alla carica virale, al danno epatico, all’età del paziente, al genotipo del virus, alla possibile concomitanza di disordini del sistema immunitario e ad altre situazioni non compatibili. Va valutata caso per caso, in base a un attento esame da parte dello specialista cpatologo.
    La terapia omotossicologica con interferone diluito e dinamizzato e con i microimmunoterapici non e un’alternativa alla terapia classica: può essere presa in considerazione solo nel caso in cui la terapia con interferone classica non abbia avuto esito, o nei casi in cui venga ritenuta non opportuna o controindicata dagli specialisti.

    Omotossicologia
    • Cbelidonium Homaccord’. 10 gocce per 2 volte al giorno. L’azione di questo composto è rivolta primariamente alla funzione cpato-biliare, sia alla cellula epatica in quanto tale, sia alla funzione di produzione e corretto deflusso della bile, dalla quale può dipendere, se non regolari, la formazione di calcoli e la comparsa di un ittero (colorazione giallastra della cute per accumulo di bilirubina nella pelle). Promuove anche un’azione antispastica sulle vie biliari.
    • Nux vomica Homaccord: 10 gocce per 2 volte al giorno: composto di armonizzazione funzionale dell’apparato digerente ed epato-biliarc; inoltre contenendo – come tutti gli Homaccord – anche basse diluizioni, agisce con particolare tropismo, cioè orientamento, sulla funzione epato-cellularc.
    I due composti possono essere utilizzati in associazione o in alternanza.

    Epatite C
    Si utilizzano, singolarmente o in associazione, composti mirati a rinforzare il sistema immunitario, in quanto il virus C si apre la strada produccndo sostanze simili all’IL-10 che “anestetizzano” le difese dell’organismo indebolendo la nostra capacità di combatterlo, e di provocare, attraverso una efficace reazione Thl cellulo-distruttrice, la morte di quelle cellule che volessero assumere tendenze moltiplicative “deviami”.
    In questo caso c’è bisogno di accendere una reazione immunologia “sopita” con composti quali:
    • Viscum compositum medio oppure forte: 1 fiala sublinguale da 1 a 3 volte la settimana (a discrezione del medico). Per stimolare l’attività delle cellule del sistema immunocompetente.
    • Engystoh 1 compressa per 2 volte al dì. Azione antivirale per stimolo alla autoproduzione di IFN gamma naturale.

    Epatite B
    Si utilizzano composti che modulano la funzione del fegato e del sistema immunitario in quanto nella B il danno al fegato è legato soprattutto alla reazione infiammatoria nei confronti del virus.
    • Hepeel: 1 compressa sublinguale per 3 volte al giorno,
    in aggiunta a:
    • Echinacea compositum fiale: 1 fiala sublinguale da 1 a 3 volte alla settimana.

    Microimmunoterapia
    • Interferone alfa 4 CH: 15 gocce per 2 volte al giorno, anche a cicli di un mese ogni 2-3 mesi nelle forme croniche.

    Se epatite C:
    • Engystoh 1 compressa da 1 a 3 volte al giorno
    più
    • 21.1 IC. (nonno o iporcattività immunitaria o 2L//(-Vt”(iperreattivÌtà immunitaria): il contenuto di una capsula al giorno seguendo l’ordine crescente della numerazione, sempre per via sublinguale.

    Se epatite B:
    • 2LHB ( se normo o iporeattività immunitaria) o 2LHBX (se ipcrreattività immunitaria).
    • Il contenuto in globuli di una capsula per via sublinguale in entrambi i casi, rispet-
    tando lordine crescente della numerazione.

    Se epatite A:
    • 2LHA: in tutti i casi di epatite virale A, senza distinguere fra ipo- e iperrcattività. Il contenuto in globuli di una capsula al giorno per via sublinguale. La valutazione di uno stato di normo-, ipo- o iperrcattività immunitaria si fa principalmente con un esame del sangue che si chiama tipizzazione linfocitaria, attraverso lo studio delle percentuali di alcune famiglie o sottopopolazioni di linfociti.
    L’utilizzo di queste associazioni precostituite di microimmunoterapici è particolarmente interessante in quanto oltre a razionali associazioni di citochine tow dose che agiscono modulando la risposta immunitaria, esse contengono anche i cosiddetti SNA o “acidi nucleici specifici”, oligonucleotidi di sintesi che hanno lo scopo di modulare l’espressione quei geni virali inscritti nel genoma umano, con cui il virus dà ordine al “nostro” DNA di provvedere alla “sua” (del virus) replicazione. Non si tratta di una terapia genica, modificante la struttura del DNA, ma di una terapia informazionale, che agisce secondo i principi dellepigenetica.
    Importante – La terapia naturale delle epatiti virali, sia con la microimmunoterapia che con altri presidi, non vuole e non può sostituirsi alla terapia convenzionale classica con interferone ponderale o altri farmaci ad azione antivirale, quando non vi siano controindicazioni tali da impedirne l’utilizzo, secondo una valutazione specialistica epatologica.
    Essa può quindi trovare il suo spazio solo come complemento o qualora la terapia classica sia stata espressamente controindicata, secondo valutazione medica.

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