Dic 21, 2016

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Terapia delle intoleranze alimentari

Terapia delle intoleranze alimentari

Esse comprendono una serie di sintomi e disturbi che possono essere:
• A carico di vari apparati legati all’ingestione di cibi;
• Non necessariamente e peculiarmente a carico dell’apparato digerente (anche se le manifestazioni gastrointestinali sono le più frequenti) ma comunque riconducibili a una causa alimentare.

I sintomi possono essere:
• Disturbi digestivi come meteorismo, gonfiore gastrico e intestinale, diarrea, nausea, vomito;
• Fenomeni di ritenzione idrica-imbibizione di liquidi della matrice;
• Cefalee, emicrania;
• Astenia, sonnolenza, difetti di concentrazione;
• Sintomi tipo affaticamento cronico;
• Cali di rendimento muscolare;
• Infiammazioni croniche delle mucose e del tessuto linfatico in cui non è dimostrabile la presenza di un agente infettivo; a carico di tonsille, vescica, vagina;
• Sintomi come da allergia a carico di naso o pelle, ma con normalità delle IgE; riniti, orticarie, dermatiti.

Cause
a. Deficit enzimatici come ad esempio nel caso dell’intolleranza al lattosio. Qui non c’entra il sistema immunitario, intatti non è dimostrabile un aumento degli anticorpi di classe E (Ig E) né della classe G (IgG).
Questa intolleranza si manifesta solo se la dose di lattosio supera una certa quantità. Se l’enzima lattasi che scompone il lattosio in glucosio e galattosio è insufficiente, il lattosio rimane troppo a lungo nell’intestino e va incontro a fenomeni di fermentazione da parte dei batteri presenti nell’intestino detti saccarolitici i quali producono gas metano.

b. Cause immunologiche
Dobbiamo distinguere:
• Intolleranze: caratterizzate dalla produzione di anticorpi della classe G (IgG) verso grosse molecole di origine alimentare che hanno superato la barriera meccanica della mucosa attivando così una risposta immunitaria, esattamente come potrebbero fare i microbi.
• Allergie: se invece sono prodotti anticorpi della classe E o IgE non si può più parlare di intolleranza ma di allergie caratterizzate da tutti i fenomeni che abbiamo descritto sopra con liberazione di istamina e aumento della percentuale dei granulociti eosinofili nella formula leucocitaria. Produzione di anticorpi della classe G (Ig G) verso grosse molecole di origine ali-
mentare che hanno superato la barriera meccanica della mucosa attivando così una risposta immunitaria, esattamente come potrebbero fare i microbi.
Se invece sono prodotti anticorpi della classe E o IgE non si tratta più di intolleranze ma di allergie caratterizzate da tutti i fenomeni che abbiamo descritto sopra, incluso un aumento della percentuale dei granulociti eosinofili nella formula leucocitaria.

Diagnosi
Da effettuare nelle seguenti modalità:
1. Ricerca di anticorpi IgG verso determinati alimenti.
2. Utilizzo di tecniche di biorisonanza come lelettroagopuntura secondo Voli: misurazione del potenziale elettrico di alcuni punti di agopuntura per ricercarne una modificazione dopo il contatto del soggetto con diluizioni dell’alimento.
3. Esecuzione di test citotossici: ricerca al microscopio di modificazioni dei globuli bianchi messi a contatto coi vari alimenti.
4. Effettuazione test kinesiologico: ossia la rilevazione della diminuzione della forza muscolare quando l’organismo viene a contatto con l’alimento non tollerato, per esempio tenendolo in mano.
In particolare queste ultime tre metodiche comportano una notevole quota di soggettività da parte dell’operatore e dell’osservatore e non sono riconosciute dalla medicina basata sulla evidenze.

La terapia consiste nell’astenersi dal consumare l’alimento o gli alimenti incriminati per un periodo di almeno quattro-sci mesi, procedendo eventualmente in un secondo tempo a una loro graduale reintroduzione.

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