Apr 23, 2018

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Terapia delle vertigini

Terapia delle vertigini

Posted in : Malattie di Orecchie, Naso e Gola on by : admin
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  • Vengono distinte in soggettive e oggettive (queste ultime sono caratterizzate dalla sensazione di veder ruotare gli oggetti intorno, come sulla giostra). Con questo termine viene indicata spesso anche la “paura delle altezze”, che è più corretto definire “acrofobia”.

    Cause
    Artrosi cervicale. Questo accade perché l’arteria vertebrale, che irrora il cervelletto e le zone del tronco encefalico dove si trovano i nuclei dei nervi per l’equilibrio (ramo vestibolare dell’ottavo paio di nervi cranici), decorre proprio adiacente  all’articolazione uncovcrtebrale (quella che si stabilisce a livello della colonna cervicale tra le apofisi semilunari, o uncini, di una vertebra e le corrispondenti faccette articolari della superficie inferiore della vertebra soprastante); come la maggior parte delle articolazioni anche questa può andare incontro a processi di artrosi e infiammarsi. Un infiammazione a quel livello può trasmettersi alle fibre nervose simpatiche che circondano a manicotto tale arteria e che hanno lo scopo di regolare l’afflusso
    di sangue ai suddetti centri nervosi dell’equilibrio.

    Altre possibili cause
    Insufficienza circolatoria arteriosa, disturbi del cervelletto e dei nuclei dei nervi dell’equilibrio (vertigini o senso di instabilità e sbandamento), infiammazioni, abbassamento di pressione arteriosa sistemica che può verificarsi passando velocemente dalla
    posizione sdraiata o seduta a quella eretta, psiconevrosi.

    Inoltre: anomalie nella circolazione del liquido che circola nel cosiddetto labirinto dell’orecchio interno, fenomeni di restringimento transitorio dei più piccoli vasi arteriosi, infezioni virali, intossicazione (alcool, tabacco), anomala o eccessiva stimolazione da parte dei cosiddetti “otoliti”, microcristalli all’estremità dell’apparato ciliare localizzato nell’orecchio interno.

    Un cenno particolare per la sua frequenza e per il meccanismo che la determina è la cosiddetta vertigine legata al cambiamento di posizione della testa o parossistica posizionale benigna (VPPB) o ancora cupololitiasi. Come dice il nome essa si manifesta con crisi parossistiche della durata di qualche secondo scatenate da una particolare posizione della testa (estensione della testa o rota-
    zione da un lato, come quando ci si alza o ci si corica o quando ci si gira nel letto oppure con la flessione del capo). Insorge rapidamente dopo il movimento e la rotazione della testa su un lato, con sensazione di rovesciamento o sprofondamento, nausea, sudorazione e palpitazioni.
    Questa vertigine è definita benigna perché dopo un certo numero di giorni e dopo aver eseguito la cosiddetta manovra liberatoria le crisi di vertigini si attenuano fino a scomparire. Completamente definita e studiata dal punto di vista scientifico solo da pochi anni, è stata riscontrata una sua maggiore incidenza nel sesso femminile tra i 25 ed i 60 anni.
    La causa della cupololitiasi consiste nell’anomalo distacco di alcuni piccoli cristalli di carbonato di calcio detti otoliti che si trovano normalmente fìssati in una parte del labirinto (struttura dell’orecchio interno la cui funzione è quella di inviare al cervello le informazioni sulla posizione della testa nello spazio). Una volta distaccati dalle loro sedi originali però, in seguito ai movimenti della testa, questi sassolini (otoliti), si depositano sulla cupola (da cui cupololitiasi) di un canale semicircolare, rendendo la cupola medesima ipersensibile agli spostamenti della testa da cui derivano violente crisi di vertigini di breve durata anche per movimenti normali. La risoluzione della vertigine si ha con l’esecuzione di una manovra liberatoria
    che serve per riposizionare gli otoliti nella loro giusta sede.
    Le cause del distacco degli otoliti possono essere molteplici: vascolari, farmacologiche, da stress, infettive, traumi sportivi (corsa, tuffi, salti), traumi stradali (colpo di frusta).

    La manovra liberatoria, eseguita sotto la guida dell’otorino, consiste in una scric di movimenti coordinati del capo che hanno lo scopo di riposizionarc o eliminare i frammenti otolitici dai canali semicircolari.

    Agopuntura
    TR 3: sul dorso della mano nello spazio fra il quarto e il quinto osso metacarpale, punto di tonifìcazione e anche di “detensionc’*(cioè rilassamento) psichica.
    VB 8: due centimetri e mezzo sopra la punta del padiglione auricolare.
    VB 20: soprattutto nelle vertigini Hcerebellari”(che derivano dal cervelletto), in cui vi sono anche problemi di equilibrio; sulla parte posteriore del processo mastoideo dell’osso temporale.

    Auricoloterapia
    • Punti corrispondenti al rachide o colonna cervicale sulla parte inferiore dell’antelice.
    • Punti corrispondenti ai muscoli paravertcbrali sulla parte più esterna posteriore dell’antelice.
    • Punto dell’orecchio interno (vertigini vestibolari), nel settore posteriore medio del lobulo auricolare.
    • Punti dell’ansia: Sben Men auricolare e punto “O”.

    Riflessologia
    • Mano: al centro della piega del polso, corrisponde al VS 7 dell’agopuntura (VS sta per meridiano dei vasi sanguigni detto anche Maestro del cuore).
    • Pianta del piede: plesso intercarotideo, all’inarca all’unione del terzo anteriore coi 2/3 posteriori sulla linea mediana della pianta, immaginando di tracciare una linea che dal calcagno percorre tutta la pianta del piede in posizione centrale fino alle dita.
    • Plesso vertebrobasilare: sul bordo esterno della pianta, circa tre centimetri dietro il quinto dito. Per questo punto si può fare anche una rieducazione contro resistenza adattata: si estende il quinto dito del paziente e mentre gli dice di fletterlo l’operatore contrasta con la sua mano questa flessione. Quindi ritorno in posizione normale.

    Fitoterapia e Gemmoterapia
    • Alnus glutinosa D 1: 30-40 gocce per due volte al giorno; migliora la circolazione cerebrale e tonifica la parete delle arterie encefaliche.
    • Ginkgo biloba TM: 20 gocce per 2-3 volte al dì. Attenzione a interferenze se si assumono farmaci anticoagulanti o antiaggrcganti, per evitare le quali consultare sempre il medico.

    Oligoelementi
    Manganese-Cobalto: 1 dose al dì, poi a giorni alterni.

    Omeopatia
    I seguenti rimedi possono essere utilizzati alla diluizione 5 CH in dose di 3 granuli per 3 volte al giorno.
    • Abrotanum: vertigini al mattino con tendenza agli svenimenti specialmente in giovani adolescenti anemiche.
    • Achillea millefolium: vertigini con sensazione di sangue alla testa.
    • Argentarti nitricum: vertigini con paura delle altezze, al buio e chiudendo gli occhi
    • Asclepias tuberosa’, vertigini e gastralgie da tabagismo.
    • Angustura: vertigini all’aria aperta e osservando dall’alto un corso d’acqua.
    • Bryonia: vertigini alzandosi al mattino e al risveglio, compiendo i primi passi, con tendenza alla sincope ortostatica5, aggravate dal movimento improvviso del capo. Spesso dolore a testa e collo.
    • Borax: vertigini quando si flette il busto e si compie un qualsiasi movimento di latcralità.
    • China: vertigini dopo un’abbondante perdita di liquidi organici (vomito, diarrea, sangue, sudore), associate spesso a un notevole stato di prostrazione.
    • Conium: vertigini solo quando si assume la posizione supina, anche ruotando gli occhi e con annebbiamento di vista.
    • Cocculus: vertigini con nausea e vomito, anche solo guardando un oggetto in movimento, all’odore dei cibi, alzandosi.
    • Ferrum metallicum: vertigini aggravate distendendo la testa all’indietro, soprattutto sul letto.
    • Lachesis: vertigine che “trascina a sinistra”, girandosi verso destra, al buio e chiudendo gli occhi.
    • Stramonium: al buio, chiudendo gli occhi, con presenza di terrore notturno.
    • Tabacum: vertigini aggravate alzandosi dal letto, guardando in alto e aprendo gli occhi, ma migliorate all’aria aperta e dopo il vomito.
    • Phopsphorus: alzando la testa dal cuscino e guardando verso il basso, vertigini dell’anziano al mattino.

    L’omeopata Max Tétau ci propone anche questa associazione: Phosphorus 4 CH, 3 granuli il mattino associato a Conium 4 CH, 3 granuli la sera. Aggiungere Barytine, 1 fiala bevibile a giorni alterni.

    Omotossicologia
    I dosaggi dei complessi omotossicologici quando non diversamente indicato sono: 10 gocce (5 nei bambini sotto i 10 anni) o 1 compressa da sciogliere sotto la lingua per 3 volte al giorno lontano dai pasti (anche 10 minuti prima).
    Le gocce sono in diluizione alcolica. Se si vuole evitare l’alcool basta scaldare un po’ d’acqua e versarla in un bicchiere dove si erano versate preventivamente le gocce.

    Aspettando qualche minuto l’acqua calda fa evaporare il poco alcool presente.
    • Cocculus Heely gocce.
    • R29, gocce.
    • Cocculus Homaccord, gocce.
    • Gelsemium Homaccordy soprattutto se associate a una sintomatologia cervicale tipo dolore o rigidità.
    • Arnica compositum: gocce, compresse, fiale.

    Organoterapia e Litoterapia
    • Organoterapia: Cerebellum 4 CH, 3 granuli a giorni alterni.
    • Litoterapia: Barytine D 8 (lunedì), Feldspato Quadratique D 8 (martedì), Obsidienne D8 (mercoledì) riprendendo il giovedì con Barytine. A rotazione dunque un giorno l’uno e un giorno l’altro, una fiala bevibile per via sublinguale, cioè tenendo il liquido un po’ sotto la lingua prima di deglutirlo.

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