Mag 29, 2017

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Terapia delle vulvovaginiti

Terapia delle vulvovaginiti

Posted in : Ginecologia on by : admin
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  • Si tratta dì infiammazioni della vagina e genitali esterni che rappresentano un capitolo molto “sentito” dei problemi della sfera ginecologica.
    Possiamo distinguere quattro condizioni molto comuni:
    • Vaginosi batterica;
    • Vulvovaginite da Candida”,
    • Infezioni genitali da Cblamydia tracbomafis, Herpes virus o Neisseria gonorrboear,
    • Vaginite da Tricbomonas vaginali*.

    Vaginosi batterica
    La vaginosi batterica (VB) è una sindrome polimicrobica (cioè sostenuta da più specie batteriche) caratterizzata da una radicale modificazione dell’ecosistema vaginale ossia sostituzione della normale flora lattobacillare da parte di flora patogena a prevalente composizione anacrobica. Il termine “vaginosi” vuole sottolineare che, pur verificandosi un aumento delle perdite vaginali, non è possibile dimostrare la presenza di un vero e proprio stato infiammatorio, mentre il termine “batterica” sta a indicare che la sindrome è caratterizzata da un’abnorme quantità di batteri in vagina, di cui la com-
    ponente anacrobica è la maggiore.
    Si verifica quindi una sostituzione della flora vaginale normale con una flora mista costituita prevalentemente da Gardnerella vaginalis e anaerobi.
    Il quadro clinico è caratterizzato da perdite vaginali maleodoranti che si evidenziano soprattutto nella fase pre e post-mestruale e dopo i rapporti sessuali.
    Talora queste perdite sono accompagnate da prurito, bruciore e rapporto doloroso. La leucorrea appare omogenea, di colorito bianco-grigiastro, aderente alle pareti vaginali in maniera uniforme.
    Presenta anche positività del “fish”test (odore caratteristico di pesce allorquando si mette a contatto il secreto vaginale con poche gocce di KOH, idrossido di potassio al 10%, eseguibile a livello di laboratorio).

    Vulvovaginite da Candida
    Pur essendo annoverata tra le malattie a trasmissione sessuale, la WC deve essere ritenuta un’infezione opportunistica di origine interna, più che un’infezione esterna da contagio, come riportato anche nel Manuale Merck\ fattori favorenti sono il diabete, la gravidanza, rimmunodepressionc.
    La terapia convenzionale effettuata per molteplici cause utilizza cortisonici, antibiotici a largo spettro e assunzione di contraccettivi orali.
    Qualsiasi fattore in grado di aumentare il contenuto di glicogeno, e quindi il substrato nutritizio, o di ridurre la carica dei lattobacilli vaginali, con conseguente minore competizione per il glicogeno da cui una sua maggiore disponibilità, può influenzare la capacità patogena dei funghi nel canale vaginale, provocando la malattia.
    Gli antibiotici riducono la carica dei lattobacilli vaginali e sovvertono l’equilibrio della flora batterica intestinale da cui dipende anche il controllo delle candide patogene.

    Inoltre i cortisonici sono immunodepressori e quindi indeboliscono la reazione immunitaria che tiene sotto controllo le specie patogene di Candida. Le persone che sono soggette a candidosi recidivanti spesso hanno ricadute in seguito a cicli di terapie antibiotiche. La logica conclusione è che il ricorso alle terapie suddette debba essere sempre frutto di una accurata valutazione medica. L’errata convinzione da parte della gente comune che gli antibiotici rappresentino una panacea per tutte le forme infiammatorie e infettive, può favorire iniziative di automedicazione scorretta e pregiudizievole per la salute.
    Ad ogni buon conto, giova ricordare che gli antibiotici sono efficaci solo nelle forme batteriche, mentre sono assolutamente inefficaci nelle infezioni virali come l’influenza, l’herpes e il raffreddore comune. La sintomatologia è caratterizzata da prurito, irritazione più o meno diffusa, bruciore vulvovaginale, rapporti dolorosi ed emissione di urine con difficoltà. Il bruciore è particolarmente frequente durante la minzione a causa delle escoriazioni da grattamento. Il pH vaginale è quasi sempre acido, con valori inferiori a 4,5, mentre la tendenza a valori superiori riguarda in genere le infezioni da vaginosi batterica,
    Tricbomonas o flora mista.

    Vulvovaginiti da Tricbomonas
    Il Tricbomonas vaginalis è un protozoo flagellato.
    Il prurito vaginale nel 25-50% dei casi di chi vi è affetto è spesso severo. Può essere altresì riferita una sintomatologia soggettiva di dolorosità dei rapporti, stimolo frequente a urinare e minzione difficoltosa e dolorosa, leucorrea maleodorante schiumosa, grigia in circa i tre quarti delle pazienti e gialla o verde in meno della metà dei casi. Altri possibili agenti di vulvovaginiti sono mycoplasmi, ureaplasma urcalitica, clamidie, forme microbiche elementari intracellulari (cioè che vivono dentro le cellule umane), la cui presenza cronicizzata viene associata a una riduzione della fertilità.

    Fitoterapia
    • Pseudowintera colorata (Ko/orex): 1-2 compresse al dì.
    • Acido caprilico: acido grasso a lunga catena (acido ottanico) che si estrae dalle noci di cocco. La sua azione si esplica favorendo il buon equilibrio della microflora batterica intestinale che determina condizioni sfavorevoli allo sviluppo sia dei batteri patogeni che delle candide. Il dosaggio medio giornaliero è di circa 350 mg.
    • Aglio crudo. Il suo utilizzo alimentare unisce lutile al dilettevole. Si effettua una velocissima e rapida (in modo da non alterare l’olio) soffrittimi spenta con acqua, vino o passata di pomodoro, cuocendo il tutto per 2-3 minuti, in modo che l’aglio non venga completamente cotto (la cottura ne riduce le proprietà) oppure sotto forma di bruschettà o in capsule come estratto secco. Non è però tollerato da tutti e non bisogna dimenticare possibili azioni di potenziamento con anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici.
    • Ribes nigrum D 1: dosaggio giornaliero 50-75 gocce; gemmoterapico noto per la sua azione antiallergica e antiprurito.

    Altri trattamenti locali
    • Tea tree oil (olio essenziale di melalcuca): emulsionare 10 gocce in un cucchiaio di yogurt bianco, versare in una tazza di acqua da 200 mi circa e fare irrigazioni vaginali per 10 sere, senza risciacquare dopo l’ultima irrigazione.
    • Lavanda per ripristinare l’acidità vaginale: miscelare 200 ce o mi di acqua, 20 gocce di succo di limone, 40 gocce di Calendula TM, 20 gocce di estratto alcoolico di propoli al 20%.
    • Calendula TM: 20 gocce in mezzo bicchiere d’acqua per dei lavaggi locali esterni.
    Per un rapido sollievo del bruciore vulvare.

    Omeopatia
    • Kreosotum 5 CH: bruciore e prurito intollerabili e leucorrea gialla molto abbondante, irritante e maleodorante.
    • Borax 5 CH: perdite bianco-gialle come “chiaro d’uovo”, abbondanti, calde (tricomoniasi, candidosi vaginali) ma non dolorose.
    • Bovista 5 CH: leucorrea abbondante e viscosa, dolorosa. Il dosaggio dei suddetti rimedi è di 3 granuli per 3 volte al giorno per i giorni necessari ad attenuare o risolvere la sintomatologia.

    Omotossicologia
    Effettuare una terapia di drenaggio dei principali emuntori (fegato e rene) mediante:
    • Nux vomica Homaccord (drenaggio epato-biliare e digestivo) o Bio H complex (drenaggio fegato-intestino) o So/idago cosmoplex (drenaggio renale): 10 gocce per 3 volte al giorno.

    Per micoplasmi e ureaplasma urcalitica:
    • Lamiojlur. 20 gocce prima dei tre pasti; composto omotossicologico per vulvovaginiti e leucorrea.
    • Exmykehl (Sanimi): 1 supposta 5 giorni alla settimana, 3 settimane al mese, per 2
    mesi.
    • Citomix: 2 granuli mattina e sera; un microimmunoterapico per stimolare il sistema

    Per le vulvovaginiti da Candida:
    • Natur 1 ovuli vaginali: 1 mattina e sera le prime 2 settimane poi 1 la sera per 2 mesi. Aggiungere:
    • Transfactor 2: il contenuto di 1 capsula sublinguale per 5 giorni alla settimana da 1 a 4 mesi in relazione alla gravità dell’infezione.

    Immuno-isopatia Sanum
    Si tratta di una tecnica-visione terapeutica che utilizza diluizioni decimali di funghi
    o miceti per favorire il riequilibrio della flora batterica intestinale e ridurre la patogenicità di alcune forme fungine come per esempio le candide.
    • Pefrakehl D 5:1 compressa sublinguale per 20 sere poi
    • Pefrakehl D 5 gocce: 10 sublinguali per altre 10 sere poi dal lunedì al venerdì:
    • MucokebI D 5: 1 compressa il mattino
    • Nigersan D 5: 1 compressa la sera.
    Il sabato e la domenica si prende Fortakehl D 5 1 compressa la sera. Poi di nuovo dal lunedi al venerdì i soliti Mucokebl e Nigersan ripetendo questo schema ciclico di assunzione anche per un paio di mesi.
    Oppure, in una semplificazione estrema per una azione più superficiale, ma che può essere comunque efficace, si può assumere solo Exmykehl (che contiene Candida albicata. Candida parapsihsis e Penicillium roqueforti in diluizione decimale): 1 supposta alla sera per 20 giorni.

    Microimmunoterapia
    • lnterleuchina-2 4 CH e Interferone gamma 4 CH: 10 gocce dell’uno e dell’altro 2 volte al giorno (candidiasi).
    • lnterleuchina-12 4 CH: 10 gocce per 2 volte al giorno; utile per le forme intracellulari (clamidie, micoplasmi).
    • Interferone gamma 4 CH: 10 gocce per 2-3 volte al dì.
    • 2LUERP. 1 capsula al giorno per 2 mesi. Efficace per le vulvovaginiti herpetiche, caratterizzate da grappoli di vescicole che si rompono e lasciano spazio a ulcerazioni molto dolorose (sono dovute più spesso al virus Herpes simplex di tipo 2).

    Microimmunoterapia
    • ìnterleucbina-2 4 CH c Interferone gamma 4 CH: 10 gocce dell’uno e dell’altro 2 volte al giorno (candidiasi).
    • Interleucbina-12 4 CH: 10 gocce per 2 volte al giorno; utile per le forme intracellulari (clamidic, micoplasmi).
    • Interferone gamma 4 CH: 10 gocce per 2-3 volte al di.
    • 21J IERI* 1 capsula al giorno per 2 mesi. Efficace per le vulvovaginiti herpetiche, caratterizzate da grappoli di vescicole che si rompono e lasciano spazio a ulcerazioni molto dolorose (sono dovute più spesso al virus Herpes simplex di tipo 2).

    Floriterapia
    Fiori australiani del bush
    • Spinifhr. problemi della pelle come acne, bruciori, punture, psorìasi, candidosi cutaneo-mucosc, herpes, infezioni da clamidie. Uso locale: 7 gocce in un bicchiere di acqua e applicare una garza imbevuta sulla zona mattina e sera per via interna. A differenza di Green Esserne si può fare contemporaneamente trattamento esterno e interno. Secondo l’interpretazione psicosomatica le problematiche della pelle e delle strutture di derivazione ectodcrmica rappresentano la somatizzazione di conflitti legati alla paura dell’abbandono, della separazione, alla mancanza di “contatto” e carezze. Quanti casi di herpes, orale o genitale, si associano a sensi di colpa o vergogna verso il sesso, oppure a rapporti sessuali vissuti in maniera “traumatica”!
    • Billy goal p/um: 7 gocce della preparazione diluita mattina e sera. Se il problema è vissuto con senso di vergogna, imbarazzo, disgusto e repulsione verso se stessi.

    Probiotici
    Si possono utilizzare batteri “buoni” per correggere la disbiosi intestinale che sostiene le forme da Candida (non necessari mentre si usa Eortakeht) ed eventualmente facendo precedere la loro somministrazione a giudizio del medico da un trattamento di preparazione/drenaggio del colon con prodotti specifici.

    Dieta
    Si consiglia di seguire una dieta alcalinizzante e ipoproteica, ossia che preveda una riduzione delle proteine animali perché esse favoriscono la tendenza all’acidosi tessutale. L’alcalinizzazione può essere conseguita con sali basificanti come Basenpulver, Guna-Bask,Alkimo, Regobasic ecc. Eliminare dalla dieta: zuccheri semplici (saccarosio) cibi e bevande che li contengono, latte e lattoderivati, lieviti, eccitanti e stimolanti (tè, caffè, alcoolici). Cercare di ridurre lo stress perché favorisce l’acidosi.

    Psicosomatica
    La vaginite corrisponde a un conflitto che è quello di una donna che ha difficoltà a entrare in un rapporto intimo col suo uomo. C’è un rifiuto espresso non con le parole, ma con il linguaggio del corpo.

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