Dic 27, 2017

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Terapia dell’insuficienza cardiaca

Terapia dell’insuficienza cardiaca

Posted in : Malattie Cardiocircolatorie on by : admin
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  • L’insufficienza cardiaca, detta anche scompenso cardiaco, consiste nell’incapacità o del ventricolo sinistro o del ventricolo destro, o di entrambi, di spingere, nei vasi a valle (aorta nel primo caso e arterie polmonari nel secondo) altrettanto sangue di quanto ne arriva dagli atri. Quando ciò si verifica, ed è una situazione patologica, ne consegue un accumulo di sangue (o stasi o ingorgo) nel distretto a monte. Nel primo caso si parla di scompenso o insufficienza ventricolare sinistra (stasi di sangue nel polmone) nel secondo si parla di scompenso o insufficienza ventricolare destra (stasi di sangue nei visceri e negli arti, soprattutto quelli inferiori).
    Il risultato in tutti i casi e un aumento della pressione all’interno dei capillari a monte che determina una fuoriuscita di liquido dai capillari sanguigni stessi. Nel primo caso nello spessore della parete dei hronchioli o negli alveoli |>olmonari; nel secondo, nel tessuto connettivo interposto fra le cellule della pelle e di organi importanti come fegato, reni, cervello, compromettendo la buona funzione delle cellule di tali organi.
    Il processo può essere cronico oppure acuto: quest’ultimo può avere conseguenze spesso drammatiche come nel caso dell’edema polmonare acuto (che riguarda la parte sinistra) perché in tal caso il liquido (dal sangue) può inondare gli alveoli polmonari che si trovano a monte e l’individuo “annegare” nel suo liquido (si tratta di siero, parte liquida del sangue senza quella corpuscolata).

    Sintomi di insufficienza ventricolare sinistra con:
    • Dispnea parossistica notturna, ossia affanno che si verifica di notte quando il soggetto e coricato.
    • Asma cardiaco, come il precedente e in più ce tosse.
    • Edema polmonare, con grave affanno; il soggetto rischia di soffocare nei suoi liquidi se non si interviene tempestivamente con opportune terapie.

    Sintomi di insufficienza ventricolare destra:
    • Edemi periferici con gambe gonfie che alla passione del dito conservano l’impronta.
    • Versamento pleurico o nel cavo peritoneale.
    • Turgore delle vene giugulari, perché trovano difficoltà a scaricare il sangue dalla testa nell’atrio destro.
    • Insufficienza funzionale di organi: fegato, reni, per imbibizione edematosa da parte di liquido fuoriuscito dai capillari.

    Cause
    • Ipertrofìa cardiaca nei gradi estremi, la (juale può essere causata da ipertensione arteriosa grave e protratta e non curata.

    Altre cause che determinano ipertrofìa:
    • Alterazioni delle valvole cardiache come insufficienza della valvola mitrale, insufficienza della valvola aortica, stenosi (restringimento) della valvola aortica, stenosi della valvola mitrale.
    • Miocardiopatia o cardiomiopatia dilatativa da:
    a. Cause congenite;
    b. Cause acquisite:
    • Ischemia coronarica cronica;
    • Cause tossiche tipo alcoolismo;
    • Infarto del miocardio che può determinare un’insufficienza acuta della pompa ventricolare sinistra con edema polmonare acuto;
    • Insufficienza renale acuta.

    Omotossicologia
    Questi rimedi, uno o più di loro, possono trovare spazio solo nelle forme croniche, integrando e non sostituendo i farmaci e solo su indicazione medica. Mentre per le forme acute di scompenso, si rimanda inderogabilmente alle terapie ufficiali classiche attuate soprattutto con diuretici, digitalici, morfina.
    • Strophanthus compositum: 1 fiala 1-3 volte alla settimana.
    • Strophanthus OTI composto: 20 gocce per 3 volte al giorno.
    • Aurumheel: 10 gocce per 3 volte al giorno.
    • Crahnin: 10 gocce per 3 volte al giorno (contiene biancospino e Kali carbonicum) aventi azione favorente la contrazione muscolare.

    Altri suggerimenti
    • Rimozione delle cause.
    • Dieta iposodica (povera di sodio): perché il sale trattiene liquidi facendo aumentare la massa di sangue che il cuore “spompato” deve spingere.
    • Uso di diuretici: perché riducono la massa di sangue riducendo la fatica del cuore.
    • Morfina: nel caso dell’edema polmonare acuto.
    • Cardiotonici: digitalici, i quali aumentano la forza della contrazione cardiaca e riducono la frequenza cioè il numero di battiti al minuto, soprattutto digossina e metildigossina. Questi farmaci, oggi diventati di sintesi, sono derivati da piante quali la Digitalis lanata e la Digitalis purpurea, piante che vivono in montagna, da cui il detto “bisogna avere male al cuore per cogliere la digitale che fa bene al cuore”.
    La digitale ha un margine terapeutico – cioè la distanza fra dose terapeutica e dose tossica – molto basso, e anche i suoi dosaggi, molto bassi (dai 62,5 ug [microgrammi] ai 250 ug/die), devono mantenere una concentrazione nel sangue compresa fra 0,7 e 1,7 ng (nanogrammi)/ml. Per dare un’idea dell’esiguità di queste dosi voglio ricordare che 1 nanogrammo è la millesima parte di un microgrammo il quale a sua
    volta è la millesima parte di 1 milligrammo.
    L’acido acetilsalicilico che deriva dal Salix alba, l’aspirina che prende il suo nome dalla Spiren ulmaria, la vincristina, la vinblastina, il tassolo; la colchicina dal Colcbicum autunnale, la stessa morfina dal Papaver somniferum sono un interessante esempio di come la chimica abbia spesso imitato la natura. Interessante notare che farmaci di così largo impiego sono stati utilizzati per secoli sulla base del solo criterio empirico, senza che ne fosse conosciuto il meccanismo d’azione.

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