Lug 7, 2017

0
Terapia dell’insuficienza venosa degli arti inferiori e varici

Terapia dell’insuficienza venosa degli arti inferiori e varici

Le varici sono sfìancamenti della parete venosa alla cui formazione concorrono due ordini di fattoria) fattori legati alla parete che tende a sfiancarsi per debolezza spesso su base costituzionale/genetica; b) fattori di aumento della pressione del sangue all’interno delle vene che a lungo andare provoca indebolimento e cedimento della parete venosa stessa e dei vasi capillari; la sintomatologia è caratterizzata da gonfiore, senso di pesantezza-rottura dei capillari che si fragilizzano per l’aumento della pressione dovuta al peso della colonna di sangue venoso che sta sopra di loro; nei casi più gravi formazione di ulcere sulla pelle, oltre al fatto che la stasi, o rallentamento del flusso del sangue, favorisce la sua coagulazione all’interno della vena con formazione del cosiddetto trombo e infiammazione della parete della vena (flebite), da cui tromboflebite.
Per trombo si intende un coagulo di sangue all’interno di una vena, di un’arteria, o addirittura di una camera cardiaca (per lo più l’atrio sinistro). L’embolo è un frammento di trombo che può staccarsi dalla massa principale e seguire il circolo sanguigno venoso o arterioso, fino ad arrestarsi nel punto più stretto provocando occlusione, con conseguenze diverse a seconda della sede: se si tratta del circolo polmonare embolia polmonare, se è l’arteria cerebrale ictus e se è il circolo coronario (le
coronarie sono le arterie che portano sangue al cuore) infarto del miocardio.
A differenza delle arterie, che apportano sangue ricco di sostanze nutrienti e ossigeno agli organi per il loro nutrimento e respirazione, le vene sono vasi di “deflusso”, cioè portano via dall’organo sangue carico di prodotti di scarto e anidride carbonica. C’è un’eccezione a questa regola che riguarda il piccolo circolo o circolo polmonare. Infatti le arterie polmonari, che partono dal ventricolo destro e arrivano al polmone trasportano sangue povero di ossigeno; i vasi che dal polmone portano sangue ossigenato alla parte sinistra del cuore (atrio e ventricolo) si chiamano vene polmonari e portano sangue ossigenato dal polmone.
Anche la medicina convenzionale ci propone vari rimedi provenienti dalla natura quali la centclla asiatica (Centelase)> la oxerutina (Venoruton)y la diosmina (Arvenum, Dajlon)y l’estratto secco di mirtillo (Tegens) che hanno soprattutto un’azione rinforzante la parete venosa e capillare con conseguente minore trasudazione cioè fuoriuscita di siero dai capillari sanguigni nel tessuto connettivo e miglioramento della sintomatologia.

Fitoterapia e Gemmoterapia
• Sorbus domestica D 1 gemme: 50 gocce in poca acqua alle ore “8.00”; “decongestionante” venoso per tonificazione delle pareti venose.
• Castanea vesca D 1 gemme: 60-100 gocce al dì; anche drenaggio linfatico, per cui è molto consigliabile l’associazione con il precedente, e/o con il successivo.
• Aesculus hyppocastanum D 1 gemme: 60-100 gocce al dì; “rinforza” la parete venosa.
• Vaccinum mirtillus (il mirtillo nero) TM: 35 gocce per 3 volte al dì; azione astringente, indicato nelle situazioni di fragilità capillare.
• HamamelisTM: 60-100 gocce al dì.
• CupressusTM: 60-100 gocce al dì.
• Aesculus TM (50 gocce al dì) + Arnica TM (50 gocce al dì); può essere utile nella prevenzione della formazione delle chiazze violacee che si producono nelle donne che soffrono di “capillari”.
• Salvia TM: 50-100 gocce al dì; acrocianosi, cioè colorazione bluastra delle dita delle mani o dei piedi, associata a sensazione di freddo, che si presenta a crisi parossistiche.
Tale fenomeno, se stabile, deve orientare verso una verifica pneumologica e/o cardiologica.
• Olio di Achillea Raemil (composto)’. 2-4 cucchiaini o 6 perle al giorno; tonico di vene
e capillari, cicatrizzante le ulcere (anche uso locale).
• CP/1 Cipresso Composto Raemil: 20 gocce per 2 volte al dì;
• CP/2 Ippocastano Composto Raemil: 20 gocce al dì, anche associati. Entrambi contengono ginkgo biloba.
A parte gli ultimi due, che sono composti già precostituiti, in caso di tinture madri si possono fare associazioni estemporanee delle varie tinture madri e fìtogemmoterapici, consigliando di non superare le 70-80 gocce giornaliere in totale.

Omeopatia
• Sepia 5 CH: 3 granuli per 2 volte al giorno; congestione e dilatazione venosa di gambe e bacino, migliora con le gambe sollevate, forte pesantezza di queste specialmente al risveglio; donne tristi e solitarie, inclini al pessimismo, a vedere sempre tutto nero, spesso sofferenti di prolassi, cioè abbassamenti di visceri (utero, vescica, retto).
• Vipera berus 7 CH: 3 granuli per 2 volte al giorno; vene dolenti, fastidi lungo l’arto, per una flebite (che va curata anche coi farmaci classici). I veleni di serpente e della vipera sono dei coagulanti e di conseguenza per il principio della similitudine possono curare a dose omeopatica (cioè diluita e dinamizzata) quei disturbi simili a quelli che provocano a dose ponderale. Questo non significa, sia ben chiaro, che il morso di un serpente velenoso si curi con l’omeopatia!
• Hamamelis 7 CH: 3 granuli per 2 volte al dì. Congestione venosa con sfiancamenti della parete e tendenza alle emorragie. Varici della gravidanza.
• Pulsatilla 7 CH: 3 granuli per 2 volte al giorno. Varici della donna timida che è intollerante ai luoghi chiusi, caldi, affollati.
• Zincum 7 CH: 3 granuli per 2 volte al giorno. Varici alle gambe e zone genitali; gambe “nervose” che devono essere mosse continuamente {restless legs syndrome o sindrome delle gambe senza riposo).
• Aesculus hyppocastanum 5 CH: 3 granuli per 3 volte al dì.
• Arnica 5 CH: 3 granuli per 3 volte al dì; fragilità capillare, emorragie. Utile l’associazione col mirtillo.
• CalcareaJluorica e Fluoricum acidum 5 CH: 3 granuli al dì di ognuno; sono rimedi costituzionali per la lassità del tessuto connettivo della parete venosa e della tendenza alle ulcere della pelle.

Omotossicologia
• R42: 10 gocce per 3 volte al giorno.
• Hamamelis Homaccord: 10 gocce per 3 volte al giorno.
• Hamamelis: pomata.
• Arnica compositum: pomata.
• Aesculus Heel: 10 gocce per 3 volte al giorno.
• Lymdiaral: 10 gocce per 3 volte al giorno. Fiale: utili per trattamenti mesoterapici, che vengono effettuati dal medico mediamente una volta alla settimana.

Organoterapia
• Vene 4 CH: 1 fiala al giorno sublinguale.
• Vasi linfatici 4 CH: 1 fiala al giorno sublinguale.
• Hepatine 4 CH: 1 fiala al giorno sublinguale.
Possono essere associati tutti e tre, in quanto spesso l’insufficienza venosa si associa a insufficienza del circolo linfatico. Tonificano la funzione del fegato e inoltre favoriscono una utile disintossicazione dell’organismo.

Litoterapia
• Blende D 8: 1 fiala la sera sublinguale; minerale di zinco e zolfo, influenza lo stato varicoso.
• Erytrite D 8: 1 fiala il mattino sublinguale; sale di arsenico e cobalto, molto attivo sulla sindrome infiammatoria acuta.

Altri suggerimenti
a. Evitare di rimanere fermi in piedi in posizione eretta per lunghi periodi.
b. Da fermi tenere le gambe in posizione sollevata su un poggiapiedi.
c. Camminare: la marcia infatti determina attraverso i muscoli una spremitura delle vene che essendo dotate di valvole unidirezionali spingono il sangue dalla superficie verso l’interno e poi verso l’alto.
d. Usare collant elastici a contenzione graduata, cioè con pressione della calza che decresce gradualmente via via che si sale lungo l’arto in modo da esercitare una specie di “spremitura” meccanica progressiva dal basso verso l’alto.

Seguire e come noi:
follow subscribe - Terapia dell'insuficienza venosa degli arti inferiori e varici

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *