Lug 11, 2017

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Terapia dell’ipotensione

Terapia dell’ipotensione

L’ipotensione è esattamente il contrario della pressione alta. Spesso si tratta di forme costituzionali in giovani donne e si accompagna a senso di debolezza, stanchezza, sonnolenza. Nei casi più gravi si può arrivare a vere proprie sincopi o svenimenti. Per sincope si intende una perdita di coscienza associata alla impossibilità di mantenere la posizione eretta.
Particolarmente frequente soprattutto nei mesi estivi in cui la perdita di liquidi e sali dovuta al sudore è particolarmente marcata è la cosiddetta “ipotensione ortostatica”, cioè un brusco e transitorio abbassamento della pressione arteriosa dovuto a lentezza o insufficienza dei meccanismi di aggiustamento pressorio, che normalmente si verificano quando passiamo dalla posizione sdraiata o seduta a quella eretta troppo velocemente.
In tale circostanza per effetto della forza di gravità si verifica un “sequestro” di sangue venoso a livello delle vene degli arti inferiori le quali non vengono “spremute abbastanza validamente e tempestivamente per favorire il ritorno di sangue dalla periferia al cuore (che poi lo ripompa nell’arteria aorta mantenendo la pressione su livelli di normalità).
In attesa di una necessaria visita medica tenere il paziente sdraiato con le gambe sollevate, per aumentare il ritorno di sangue al cuore, e intervenire con una delle procedure riflessologiche descritte alla voce “agopuntura”.

Oltre a queste forme di ipotensione arteriosa cronica che, come abbiamo visto, può avere delle riacutizzazioni di breve durata e prontamente reversibili, esistono forme più gravi acute che configurano il quadro di collasso o shock. In sostanza si tratta di una forma di ipotensione gravissima generalizzata, con conscguente mancanza di ossigeno a livello di tutti gli organi, che per sua natura tende all’irreversibilità. Si manifesta con brusco abbassamento della pressione arteriosa che può non essere più misurabile, aumento del numero dei battiti del cuore, impercettibilità del polso, pallore cutaneo, sudorazione fredda, compromissione dello stato di coscienza, modificazioni del ritmo del respiro. È una vera e propria emergenza che richiede un intervento medico di tipo rianimatorio immediato, con le cure classiche della medicina ufficiale.

Le cause possono essere:
• Cospicue emorragie acute esterne o interne;
• Insufficienza acuta del cuore/ventricolo sinistro (può essere una complicanza dell’infarto del miocardio). Vediamo alcune terapie delle forme croniche costituzionali.

Fitoterapia
• Rosmarino composto Raemil: 20-30 gocce per 2 volte al giorno; azione antidepressiva anche sul tono dell’umore, favorisce l’aumento della pressione.
• Liquerizia fitoterapia: cioè succhiare la radice o assumerla per bocca; azione mineralcorticoide sovrapponibile a quella dell’aldosterone (cioè fa trattenere sale e acqua dal rene).
Da evitare quindi nel caso opposto, cioè se si è ipertesi; sono possibili, infatti, crisi ipertensive nei grossi consumatori di liquirizia.
Laldostcronc è una sostanza prodotta dalla zona corticale della ghiandola surrenale, e ha lo scopo di favorire il riassorbimento di sodio e di acqua a livello del tubulo renale e quindi nell’organismo con l’effetto di far aumentare la pressione arteriosa.

Cenni di anatomia
Il rene è costituito dai glomeruli che filtrano il sangue: ne deriva un liquido chiamato preurina che viene successivamente modificato dal tubulo nel senso che alcune sostanze vengono riassorbite, altre immesse per secrezione attiva. L’urina è il risultato finale di queste complesse operazioni.
Il surrene è una ghiandola che si trova sopra il rene. In esso si distingue una parte centrale detta midollare che produce adrenalina e una periferica detta corteccia che produce il cortisolo (cortisone naturale) e l’aldosterone.

Oligoelementi
• Oro-Rame-Argento: in caso di diatesi anergica (cioè una persona che soffre di stanchezza estrema con ridotte capacità di reagire).
• Manganese-Rame, con diatesi ipostenica (manifestazioni legate a riduzione di reattività a tutti i livelli, ma meno marcate che nel caso precedente).
• Manganese-Cobalto: con diatesi distonica (manifestazioni legate a un alterato equilibrio del sistema neurovegetativo o simpatico).
1 fiala di uno, o di ognuno, anche a rotazione per via sublinguale, a mattine alterne. Se se ne usa uno solo si assume a giorni alterni; se due un giorno l’uno e il giorno dopo l’altro; se tutti e tre un giorno il primo, il giorno dopo il secondo e il giorno ancora successivo il terzo.

Omeopatia
• Pulsatilla 5 CH: 3 granuli per 3 volte al giorno; tendenza agli svenimenti in ambienti affollati, chiusi e caldi, spesso in giovani donne timide che arrossiscono facilmente.
• Sepia 5 CH: 3 granuli per 3 volte al giorno; tendenza agli svenimenti in una persona depressa che vede tutto “nero” e può soffrire di prolassi (uterino, rettale, vescicale) (quando una parte del viscere esce dalla sua sede e si rende visibile dalla vagina o dal retto, per una debolezza legamentaria costituzionale) e/o abbassamento di visceri (ptosi) spesso renale.
• Moschus 5 CH: 3 granuli per 3 volte al giorno; tendenza agli svenimenti in una persona che ama la teatralità e essere osservata.
• Tabacum 5 CH: 3 granuli per 3 volte al giorno; per la sua azione ortosimpaticotonica che aumentando il tono di base del sistema ortosimpatico (adrenalina e noradrenalina) fa salire la pressione.

Omotossicologia
• R44: 10 gocce per 3 volte al giorno, o anche più ravvicinate in caso di necessità. Il composto omotossicologico può essere associato a uno o più dei rimedi omeopatici precedenti.

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