Apr 5, 2017

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Terapia dell’osteoporosi

Terapia dell’osteoporosi

L’osteoporosi è la riduzione della densità ossea (massa/unità di volume) per diminuzione della componente proteica e minerale. Può essere localizzata, conseguenza di lunghi periodi di inattività per esempio dopo fratture, distorsioni ecc. e generalizzata, come quella senile. Da questa seconda forma la donna è interessata in maniera prevalente rispetto all’uomo, poiché la fine delle ovulazioni (menopausa) comporta una serie di modificazioni ormonali che incidono negativamente sia sull’assorbimento intestinale del calcio sia sulla sua utilizzazione a livello dell’osso.

Qiiando i conti non tornano
L’osteoporosi senile, cioè legata all’età (anche nel maschio), si spiegherebbe col fatto che dalla terza decade di vita si verifica una diminuzione del numero dei recettori intestinali per la vitamina D attivata, con conseguente riduzione dell’assorbimento intestinale di calcio. Questo porta all’instaurarsi di un iperparatiroidismo secondario, cioè una aumentata produzione di paratormonc da parte delle paratiroidi (che serve per prelevare calcio dalle ossa grazie all’attività dei “cannibali” distruttori delle ossa, gli osteoclasti, in modo da non far abbassare il livello di calcio nel sangue).
La concomitante riduzione dell’attività degli ostcoblasti, le cellule che invece fabbricano l’osso, legata all’età, porta inevitabilmente a una riduzione della massa ossea.

Terapia convenzionale
La medicina convenzionale propone una scric di farmaci e in particolare i cosiddetti
bìfosfonatì che agiscono inibendo il riassorbimento dell’osso da parte degli osteoclasti
(distruttori dell’osso).
Ricordo che l’osso è la risultante della sua produzione da parte degli ostcoblasti e riassorbimento da parte degli osteoclasti.
Movimento e carico: marcia e passo veloce favoriscono produzione di osso e deposizione di calcio secondo lince di sollecitazione fìsica legata a fattori di forza gravitazionali. Tanto è vero che uno dei problemi dei lunghi viaggi spaziali con assenza di gravità è proprio questo.

Fitoterapia
• Equisetum: estratto secco, 1 compressa per 2 volte al dì.

Omeopatia
• Silicea D 6 (sali di Schùssler): 1 compressa per 3 volte al giorno.

Organoterapia
Si possono utilizzare in associazione organoterapici per i quali è opportuna una va-
lutazione globale medica.
• Meditila ossis: 1 fiala 1 volta alla settimana.
• Testis Suis: 1 fiala una volta alla settimana anche per via sublinguale.
• Ovarium: solo nella donna, secondo indicazione medica, posologia come sopra.
• Complessi quali Osteobios: 15 gocce tre volte al giorno.

Dieta
Occorre seguire una dieta volta a diminuire la tendenza all’acidosi tessutale tipica dell’alimentazione moderna, favorita da un’eccessiva assunzione di alimenti acidificanti.

L’acidosi persistente, una volta esauriti i sistemi tampone di emergenza, si compensa con il riassorbimento di calcio dalle ossa. E quindi opportuno ridurre il consumo di proteine animali, che non vanno abolite ma limitate, di zuccheri semplici, di frutta specie se poco matura, pomodori crudi, uova, cacao, melanzane, lieviti, oli vegetali, bibite gassate e zuccherate, dolciumi, limoni, aceto, miele, pane, formaggio, yogurt, insaccati, cereali integrali.
Favoriscono invece un aumento dell’alcalinità patate, latte, latte di mandorle, banane, verdure, fagiolini verdi, mandorle, prugne, uva secca.

Integratori
Carbonato di calcio da solo o in associazione con vitamina D

Altri suggerimenti
Bisogna fare attenzione a un eventuale sovraccarico da allenamento fisico che va evitato assolutamente. Esso infatti favorisce la produzione di acido lattico. È preferibile un’attività fisica aerobica la quale purtroppo non fa parte di una visione sana dello sport vissuto invece come competizione esasperata ai limiti della fisiologia. Anche lo stress andrebbe evitato perché realizza una ipcrattività de! sistema ortosimpatico, condizione favorente l’acidosi. Utile l’individuazione e correzione dei focolai infiammatori cronici e in particolare delle parodontopatie, cioè le infiammazioni delle strutture legamentarie che fissano i denti all’osso di mascella e mandibola e di cui le tasche gengivali e la piorrea (emissione di pus dalle gengive) sono le manifestazioni visibili. In realtà le più recenti acquisizioni di psiconeuroendocri no immunologia (PNEI) orientano verso una correlazione fra infiammazione cronica del periodonto, riassorbimento osseo sistemico, deposizione di grassi nella parete delle arterie, fenomeni depressivi, il tutto mediato dalle citochine infiammatorie e in particolare dall’intcrleuchina-6.
Pertanto l’infiammazione acuta e un fenomeno transitorio, limitato nel tempo, programmato per spegnersi automaticamente, un utile allenamento del sistema immunitario che favorisce la detossicazione della matrice. La matrice, o sostanza fondamentale del tessuto connettivo, e zona di transito di tutte le sostanze in entrata e in uscita dalle cellule, e dalla sua “pulizìa” dipende la loro salute in tutti gli organi e tessuti.
Anche in condizioni normali, la matrice, nel corso delle ventiquattro ore, va incontro a una alternanza fisiologica del suo livello di acidosi e alcalosi. Nella fase di acidosi, delta di sol, la sua consistenza fisica favorisce i fenomeni di solubilizzazione ed eliminazione delle tossine. In quella di alcalosi o gel si ha una serie di fenomeni che favoriscono la sua ristrutturazione attraverso le sintesi proteiche che la riguardano. Si tratta di una specie di ginnastica a cui il tessuto connettivo si sottopone quotidianamente. Nell’infiammazione acuta si verifica un’amplificazione ed esaltazione
di questi processi.
Quando si parla di acidosi e alcalosi lo si intende in modo “relativo”, nel senso che il pH del tessuto connettivo è sempre normalmente leggermente alcalino, con un valore all’ine ina di 7,36. Quindi per acidosi e alcalosi si intendono leggere variazioni sopra e sotto questo valore. Riassumendo, le varie fasi dell’alternanza fisiologica acido-base è la seguente:
• ore 3: pH 7,40, relativo equilibrio;
• ore 9: pH 7,36, massima acidità;
• ore 15: pH 7,40, di nuovo relativo equilibrio;
• ore 21: pH 7,44, massima alcalinità;
• ore 3: pH 7,40, di nuovo relativo equilibrio.

E così via, all’infinito…
Da queste considerazioni appare chiaro che il famoso proverbio “un’arancia al mattino è doro, a pranzo d’argento, a sera di piombo”, deve essere riveduto e corretto e questa è un’osservazione interessante, che va oltre la biochimica: i proverbi non aiutano a crescere…
L’infiammazione cronica è una situazione che non deve essere lasciata solo alla forza di guarigione della natura, ma richiede necessariamente provvedimenti e interventi terapeutici, in quanto crea le condizioni per la manifestazione di malattie autoimmuni, degenerative, di alcune forme depressive e cardiocircolatorie.
Mi piace immaginare il ruolo del medico come quello dell’arbitro di una partita di calcio che lascia giocare la partita a giocatori preparati a interpretare ciascuno il proprio ruolo, ma è sempre pronto anche ad assegnare calci di punizione, rigori e a espellere i più indisciplinati intervenendo anche con molta decisione prima che la partita stessa degeneri.

Psicosomatica
L’osteoporosi è un indebolimento della struttura dell’osso, perché manca il calcio.
Ma se manca il calcio e l’osso è più debole vuol dire che ce un conflitto di autosvalutazione; è la classica sindrome della donna che non essendo più come prima, come una volta, non si sente all’altezza.

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