Ott 29, 2014

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Terapia di esofagiti, gastriti e duodenti

Terapia di esofagiti, gastriti e duodenti

Esofagiti da reflusso
È una patologia oggi sempre più facilmente diagnosticata, data restrema facilità con cui si ricorre all’esame endoscopio) detto gastroscopia. Una causa molto comune di questa patologia è la cosiddetta ernia iatale (cioè una parte di stomaco che viene stirata e attratta verso il torace attraverso il foro per il quale l’esofago passa dal torace nell’addome). In ogni caso il risultato è una alterazione del meccanismo a valvola per cui in condizioni normali il succo gastrico (che è acidissimo), non può (e non deve) refluire dallo stomaco (che è attrezzato per non subire le conseguenze di questa acidità in quanto ha una sua protezione naturale rappresentata dal muco) all’esofago. L’esofago, che non ha una sua protezione naturale, è estremamente sensibile a questa situazione. Tale reflusso si verifica soprattutto nelle ore notturne, favorito anche da una sovradistensione dello stomaco (per cui si raccomandano pasti leggeri) e si manifesta con senso di bruciore, più o meno intenso (a volte come un ferro rovente o con un dolore sordo rodente), e come già abbiamo avuto occasione di dire può determinare anche solo crisi di tosse secca e talora di asma non facilmente spiegabili.

Si raccomandano pertanto pasti quantitativamente non esagerati. Anche l’aiuto del falegname può contribuire a risolvere il problema: un paio di spessori di legno sotto le gambe del letto dalla parte della testa di circa 7-8 cm possono essere d’aiuto.

Gastrite
È l’infiammazione-irritazione della mucosa, cioè del rivestimento interno dello stomaco, e può riconoscere cause legate a:
– Diminuzione dello strato di muco che la protegge dall’acido cloridrico contenuto normalmente nello stomaco stesso (favorita questa dai farmaci antinfiammatori, i cosiddetti FANS, di cui spesso si fa abuso);
– Un aumento dell’acidità stessa dovuta allo stress o all’assunzione di cibi troppo acidi.
Lo stomaco infatti riceve influssi nervosi dal cervello che attraverso la mediazione del nervo vago possono determinare aumento dell’acidità con conseguenti sintomi quali: nausea, vomito, rallentamento digestivo e dolori, senso di pesantezza, crampi, bruciore.

Duodenite
È l’infiammazione della prima parte dell’intestino detta duodeno, che può essere sede di ulcera peptica (cioè da auto-“digestione”) come quella dello stomaco. A differenza di quest’ultimo, in cui i disturbi si manifestano prevalentemente dopo i pasti e da cui sono aggravati, con localizzazione centrale o spostati verso sinistra, quelli di origine duodenale insorgono per lo più a digiuno, migliorano dopo i pasti, riprcsentandosi quando Io stomaco è vuoto, e possono essere localizzati un po’ più a destra.

Auricoloterapia
Trattare la zona all’inizio dell’elice, a cavallo fra l’emiconca superiore e inferiore.

Riflessologia
• Riflessologia plantare’, sulla pianta del piede zone del plesso solare e dello stomaco e sull’arco plantare interno zona dell’innervazione dello stomaco.
• Riflessologia palmare, zona palmare fra secondo e terzo raggio.
• Riflessologia toracica posteriore: punto dello stomaco 2,5 cm lateralmente a D 12.
11 punto D 12 è quello contrassegnato come V 21 (assentimento di stomaco) che si trova appunto a circa 2,5 cm lateralmente ali apofìsi spinosa della dodicesima vertebra toracica.

La linea punteggiata rappresenta il segnale nervoso (centripeto) che, veicolato da fibre nervose, parte dal viscere malato (in questo caso lo stomaco, ma potrebbe essere l’intestino, la colccisti, un bronco ecc.) e arriva al ganglio simpatico latcrovcrtcbralc (stazione di incontro e di passaggio delle fibre nervose). Da qui può seguire vari destini:
1) raggiungere il piede e determinare il “cristallo” (cioè quella piccola zona puntiforme simile a un granello di sabbia che blocca lo scorrere dell’unghia dell’esaminatore).
2) Arrivare alla pelle del tronco, dove determina la dermalgia riflessa, anteriore e posteriore.
3) Raggiungere le mani, dove può determinare zone di sensibilità dolorosa se l’esaminatore esercita una leggera pressione col polpastrello delle sue dita in quella zona.
4) Raggiungere l’iride determinandone modificazioni nella colorazione e disposizione delle fibre.
5) Raggiungere l’orecchio e determinare zone puntiformi di dolorabilità alla pressione (dctcttabili esercitando una piccola pressione con la punta di una penna a sfera).

La linea continua è il segnale terapeutico centripeto che noi produciamo sulla pelle di tronco, mani, piedi, orecchio (non dell’iride su cui non possiamo portare stimoli fisici ma che ci è utile solo per le diagnosi) con varie modalità di stimolazione (aghi, calore, massaggi, magneti, correnti, frequenze). Segnale terapeutico che partendo dalla stessa sede o vicina alla zona infiammata, ritorna al ganglio laterovertebrale e al midollo spinale passando da una cellula sensitiva (1) attraverso l’intermediazione possibile di un interneurone (2) al neurone effettore (3). Da questo neurone effettore (3) parte un segnale nervoso, che va dal centro verso la periferia, veicolato dalle fibre di un nervo simpatico (linea tratteggiata) il quale arriva al ganglio da cui può seguire tre strade:
• Andare allo stomaco agendo su motilità e infiammazione (effetto curativo);
• Salire a orecchio e mano risolvendo la dermalgia locale (effetto curativo legato anche alla risoluzione dell’infiammazione del viscere che pertanto non manda più segnali riflessi di malattia).
• Andare alla pelle del tronco risolvendo la dermalgia riflessa (effetto curativo legato anche al fatto che dal viscere guarito non partono più segnali patologici).

Indologia
I disturbi gastroduodenali si possono riconoscere in alcune caratteristiche anomalie della zona ciliare, rispettivamente alle ore “16.00” e “20.00” di occhio sinistro c destro; nell’ernia iatale si può avere anche un decentramento pupillare verso la parte supcriore e interna dell’iride stessa.

Fitoterapia
• Fycus carica D 1 gemme: 50 gocce 1-2 volte al giorno.
• Lavanda composta Raemil: 1-3 cucchiaini da tè dopo i due pasti principali.
• MA/1 Menta composta Raemil: 20 gocce per 3 volte al giorno.
• Melissa composta Raemil: 20-30 gocce per 2 volte al giorno.

Omeopatia
• Argentum nitricum: dolore gastrico dopo i pasti con aerofagia ed eruttazioni brucianti con senso di “stomaco gonfio da scoppiare”, frettoloso, intollerante al calore, a disagio nei luoghi chiusi e alti.
• Nux vomica: gastrite nell’individuo stressato, spesso fumatore e consumatore di alcolici, che si rigenera dopo un sonnellino postprandiale.
• Arsenicum album: dolori specie brucianti postprandiali, aggravati da bevande fredde e migliorati da cibi caldi.
• Antimonium crudum: il farmaco del “maiale”, utile per diarrea, indigestione, intossicazione digestiva dei grossi mangiatori, lingua bianca, emorroidi.
• Bryonia: digestione lenta, con sensazione postprandiale di “pietra sullo stomaco”, legata alla secchezza delle mucose, compresa quella gastrica, caratteristica del rimedio; altra caratteristica di questo rimedio sono i versamenti delle cavità sierose (pleurica, pericardica, articolare).
• Bismutbum: gastralgia violenta che si estende dal davanti fino alla spina dorsale, l’acqua è rigettata violentemente non appena ingerita, migliora con le bevande fredde.
• Garbo vegetalis: gastrite con avversione per carni grasse, grassi e latte (eruttazioni
dopo il burro).
• Garbo artimalir. eruttazioni con gusto di alimenti ingeriti da molto tempo, oltre a flatulenze spiccate.
• China: digestione lenta da dilatazione gastrica, eruttazioni, flatulenza, sete per abbondanti quantità di acqua fredda che sembra amara.
• Cyclamen: gastrite con diarrea postprandiale.
• Ferrum mctallicum: digestione lenta, fermentazione con gonfiore.
• Iris versicolor. iperacidità del tubo digerente con forti bruciori, vomito di latte acido nei bambini piccoli.
• Kreosotum: gastrite caratterizzata da senso di bruciore (caratteristico del rimedio).
• Kali bichromicum: gastrite o ulcera gastrica con dolori brucianti postprandiali, specialmente nei grandi bevitori di birra.
• Ornitogallum: dolori gastrici notturni da ulcera gastrica o duodenale.
• Sulpburic acidum: gastrite acida 0 ulcera gastrica, molto bruciante, provocata dall’abuso di alcool, aggravata dalle bevande fredde e migliorata da quelle calde.

Tutti questi rimedi omeopatici unitari sono generalmente utilizzabili alla diluizione 5 CH in dose di 3 granuli ripetuti per 3 volte al giorno, sciolti per via sublinguale lontano dai pasti.

Omotossicologia
• Nux vomica Homaccord: 10 gocce per 3 volte al giorno; utile soprattutto per l’aspetto funzionale.
• Nux vomica Heel: una compressa per 3 volte al giorno; utile soprattutto per l’aspetto organico.
• Bioacid: 2 capsule da sciogliere in bocca 3 volte al giorno, o 1 compressa ripetuta anche a distanza più ravvicinata in caso di sintomatologia acuta.
• R5: 10 gocce per 3 volte al giorno.

Floriterapia
Questa disciplina terapeutica può essere un buon ausilio, data la notevole componente psicosomatica delle problematiche gastroduodenali.

Floriterapia australiana
Crowea: spasmi gastrici, gastriti ipo- e ipcrcloridichc (cioè con diminuzione e aumento dell acidità gastrica) spesso accompagnate a una forte componente di paure-ansia. 7 gocce per 2 volte al giorno, direttamente in bocca, di una soluzione così preparata: in una boccetta da 30 millilitri con contagocce si versano 7 gocce dell’essenza originale a cui si aggiungono 40 gocce di cognac o brandy e si finisce di riempire con acqua minerale naturale.

Fiorì di Bach
Rimandiamo a un trattato specifico sui fiori di Bach in quanto la dinamica di questi disturbi è strettamente legata al tipo di emozionalità perturbata, che va analizzata caso per caso.

Medicina tradizionale cinese
Secondo la MTC, stomaco e duodeno appartengono all’insieme funzionale o loggia della Terra, corrispondente al periodo di transizione fra estate e autunno che i cinesi chiamano “quinta stagione”, quando per l’appunto (anche secondo la fisiopatologia occidentale) tendono a riacutizzarsi i disturbi digestivi. La stessa MTC attribuisce allo stomaco anche una funzione psichica di “digestione” degli stimoli psicoemotivi.Tanto è vero che in conseguenza di una sua rallentata o difficoltosa digestione delle emozioni, si determinerebbe una tendenza alla elucubrazione ripetitiva dei pensieri, finalizzata alla “digestione”dei cibi psichici “indigesti” (con l’ausilio della Milza). E non dimentichiamo come anche nel nostro linguaggio popolare sia molto comune l’espressione di “non digerire un evento o una persona”, o di “avere una persona sullo stomaco”.

Psicosomatica
Stomaco
L’unico cibo che digerisce lo stomaco sono le proteine; quindi esso è un organo che non digerisce, ma sminuzza, frammenta, trasforma i bocconi complessi in bocconi piccoli. Se allo stomaco non spetta la digestione, ma l’introduzione delle sostanze per essere poi sminuzzate è come se in esso ci fosse una predigestionc.
Quando introduco una bistecca di 100 g di carne, avrò una quantità di IIC1 proporzionale e adatta per quella bistecca di 100 g; ma se io introduco una bistecca di 500 g devo introdurre più acido e compare la gastrite, la quale è causata proprio dall’introduzione di troppo cibo. Il cervello però non fa differenza tra una cosa reale e una cosa intensamente immaginata. Se introduciamo simbolicamente troppe cose nella nostra vita compare la gastrite.
Lo stomaco è considerato un organo psicosomatico perche ha questa caratteristica.
La gastrite e l’ulcera vengono perché facendo o “ingerendo” troppe cose da digerire sono costretto ad aumentare la secrezione di HC1. Ciò comporta erosione e ulcerazione della parete dello stomaco perche esso per poter digerire è costretto a creare una ipersecrezione acida. Devo allora chiedermi quante cose, quante troppe cose sto facendo o mi fanno fare e quante ne sto mettendo in cantiere e senza rendermene conto.

Pancreas
E il pancreas il vero organo della digestione, attraverso i vari enzimi digestivi quali proteasi, lipasi, amilasi. Pan-creas significa che crea tutto. Il pancreas a livello digestivo rappresenta Dio/lo Spirito che ha la funzione di permettere di assimilare le esperienze della vita. Tutto quello che riguarda l’esperienza può avvenire se abbiamo un ottimo pancreas. Chiaramente, quando siamo chiusi a queste esperienze, quando noi non riusciamo a digerire in maniera forte queste esperienze, il pancreas si ammala.

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