Apr 29, 2016

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Terapia di raffreddori e sinusiti

Terapia di raffreddori e sinusiti

Posted in : Malattie di Orecchie, Naso e Gola on by : admin
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  • Terapie base
    Le cosiddette rinosinusiti sono le infiammazioni della mucosa, il rivestimento che tappezza internamente il naso e i seni paranasali, che comunicano con le fosse nasali. Dal punto di vista delle cause una prima grossa distinzione è quella di:
    – Riniti infettive (raffreddori virali o batterici);
    – Riniti non infettive o vasomotorie, le quali riconoscono nella maggior parte dei casi una causa “allergica”. La terapia è diversa dall’uno all’altro tipo.

    Nelle forme infettive cercheremo di portare un’azione di sostegno alla linea difensiva antibatterica e antivirale, con prodotti quali:
    • Oligoton, 40 gocce per 3 volte al giorno.
    • Echinacea compositum, 1 fiala sublinguale al giorno per 10 giorni.
    • Engystol, 1 compressa 3 volte al giorno.

    Nello stesso tempo si può provare a svolgere un’azione sintomatica e trofica locale con: Euphorbium compositum o R96 Pulsatilla compositum: entrambi sotto forma di spray nasale per nebulizzazioni. 2 spruzzi di ognuno per narice 3-5 volte al giorno.
    Nonché un’altra azione decongestionante linfatica con:

    • Lymphomyosot. 10 gocce per 3 volte al giorno nei soggetti sopra i 10 anni.

    Nelle forme allergiche, l’ideale sarebbe evitare il contatto con gli allergeni, obiettivo non sempre facile da realizzare. In questi casi i risultati hanno tanto maggiore spessore quanto più si lavora su un terreno e su un connettivo il più possibile “pulito” cioè detossicato.
    A tale scopo è utile la pratica omotossicologica del “drenaggio connettivale” il cui fine è quello di migliorare la funzionalità della zona di transito della matrice ossia quella zona di connettivo compresa fra capillari e cellule, dove spesso sono stoccate tossine, aggregati macromolecolari potenzialmente immunogeni (cioè in grado di indurre una risposta anticorpalc anche autoanticorpalc).
    Non si tratta di una tecnica, ma di una strategia di intervento con complessi omotossicologici e adeguata idratazione, finalizzata, per i motivi che ho elencato, a rendere la matrice (sostanza fondamentale del tessuto connettivo) più “pulita” e quindi più funzionale.
    Nella sua forma più semplice e più comune un buon drenaggio della matrice si compone di tre fasi “contemporanee”:
    • Distacco delle tossine dalla matrice: Gaìium Heel o Aspecific, 15 gocce per 3 volte al giorno.
    • Attivazione dei vasi linfatici che trasportano le tossine distaccate dalla matrice fino al circolo sanguigno generale: Lymphomyosot o Lymphomyosoti, 15 gocce per 3 volte al dì.
    • Potenziamento della funzione eliminatoria di organi come i reni e il fegato: complessi omotossicologici a base di Solidago, Lycopodium, Nux vomica.
    Si può unire l’utile al dilettevole versando per esempio 30 gocce di Gaìium, Lymphomiosot e Solidago cotmoplex in una bottiglia da 1,5 litri di acqua minerale naturale a basso residuo fìsso a 180° (leggere l’etichetta) da bere gradualmente nell’arco della giornata.
    Nella forma di rinite allergica più semplice si può intervenire con prodotti quali:
    • Galium Heel, Lymphomyosot e R7: 10 gocce di ognuno per 3 volte al giorno per periodi di un paio di mesi, magari ripetuti due volte l’anno.
    Una zona di transito della matrice pulita (ricordiamo che la matrice è la sostanza fondamentale del connettivo dove sono immerse tutte le cellule) permette migliori condizioni di respirazione, di scambio nutrizionale e di eliminazione delle scorie cellulari.

    Desensibilizzazione specifica: sono diluizioni omeopatiche di associazioni di vari allergeni ambientali (polveri di casa, peli di animali, pollini, alimenti) che possono essere assunte a scopo curativo o preventivo con frequenza media settimanale. A discrezione
    possono essere richiesti ai laboratori specializzati mix più specifici come ad esempio dermatophagoides, Graminacee, polveri di casa ecc.
    Desensibilizzazione aspecifìca
    • Uova di quaglia (Ovix): si sono rivelate dotate di attività antiallergica sembra per inibizione della sintesi dei leucotricni, molecole responsabili delle reazioni allergiche; utilizzare a dosaggi variabili a seconda della fase (preventiva o acuta) e dell’età:
    da 1 compressa al giorno (prevenzione nel bambino fra 3 e 12 anni) a 12 al giorno (trattamento di una fase acuta molto veemente dell’adulto).
    • Engystol: perché orienta la bilancia immunologica verso la linea Thl e consente quindi una stimolazione in funzione antiallergica. 1 compressa sublinguale al giorno a cicli periodici.
    • Luffa compositum: in compresse, è utile nelle manifestazioni allergiche a prescindere dalla sede. 1 compressa sublinguale per 3 volte al dì.
    • Luffa compositum: spray, può portare un’azione sintomatica e desensibilizzante alla mucosa nasale. Due spruzzi per narice per 3-4 volte al giorno, riduccndo la frequenza a miglioramento.
    • R97 Hystaminum compositum: spray nasale, 2 spruzzi per narice 3-4 volte al giorno riduccndo man mano che si migliora. Questo spray non presenta quegli inconvenienti legati a vasocostrizioni ripetute quali abitudine e sofferenza della mucosa nasale.

    Agopuntura
    GI4.
    Gl 20.
    S 4: sotto l’orbita dell’occhio sull’osso mascellare in caso di sinusite mascellare.
    V 2: margine interno del sopracciglio in caso di sinusite frontale.
    V 64: sul bordo esterno del piede dietro la base del quinto osso metatarsale.
    P 7: sul lato flessorio dell’avambraccio sull’osso radio circa tre dita trasverse dalla piega di flessione del polso (per tutti questi punti si veda la).

    Auricoloterapia
    Punto di polmoni: al centro dcll’emiconca inferiore (vedi Fig. 15).

    Oligoelementi
    • Manganese: forme allergiche.
    • Manganese-Cobalto: forme vasomotorie non allergiche.
    • Rame: forme infettive.

    Il dosaggio è di 1 fiala sublinguale a digiuno a mattine alterne mediamente a cicli di 2 mesi.

    Omeopatia
    Dei seguenti rimedi, tutti alla 5 CH, il dosaggio medio è di 3 granuli per via sublinguale (sciogliere sotto la lingua lontano dai pasti) 3 volte al dì.
    • Allium cepa (cipolla): ipersecrezìone nasale acquosa e irritante, lacrimazione non irritante.
    • Euphrasia: secrezione nasale non irritante e lacrimazione irritante.
    • Arsenicum album: raffreddore chiaro e irritante con prostrazione e bisogno di caldo, soggetto freddoloso, avaro, ossessivamente meticoloso.
    • Kali bìchromicum: rinosinusite con dolori che interessano la mascella e la faccia, muco giallo denso appiccicoso, forma tappi duri di difficile espulsione e croste sanguinanti.
    • Kali iodatum: si aggrava all’aria fresca, in fase acuta scolo acquoso e abbondante, in fase cronica (sinusite) scolo denso, verdastro, maleodorante.

    • Hydrastis: rinosinusiti soprattutto croniche, secrezioni gialle, vischiose, aderenti, filanti.
    • Natrum muriaticum: raffreddore cronico aggravato alle ore 10 del mattino.
    • Natrum carbonicum: corizza densa e maleodorante con perdita del gusto e dell’odorato.
    • Natrum suffuricum: rinite, con catarri mucosi o verdastri, abbondanti, viscosi.
    • Pulsatilla: secrezione nasale gialla e densa che peggiora al caldo e al chiuso e migliora all’aperto e col fresco e tarda a risolversi.
    • Rhumex: rinite secca alla comparsa.
    • Sambucus: rinite con naso secco e completamente ostruito (per esempio il lattante che per questo motivo non può poppare).
    • Sticta: infiammazione prima secca poi catarrale delle prime vie aeree. Il catarro è di difficile emissione, scarso, denso e si accompagna a dolore alla radice del naso che migliora quando scompare lo scolo.

    Omotossicologia
    In omotossicologia, oltre ai rimedi già citati, si possono utilizzare anche:
    • R49: 10 gocce 3 volte al giorno, sublinguali.
    • Cistus Heel: 10 gocce per 3 volte al giorno, sublinguali.

    Avvertenza
    E consigliabile evitare l’abuso di spray nasali contenenti vasocostrittori e cortisonici, soprattutto nel caso delle riniti infettive acute, che si risolvono spontaneamente nell’arco di 4-5 giorni. I cortisonici vanno evitati perché abbassano le difese, e i vasocostrittori perché innescano un circolo vizioso per cui, una volta finito l’effetto, sono seguiti da una vasodilatazione riflessa che determina nuovamente ostruzione con disagio respiratorio. A questo punto si è allora “indotti” a ripetere la somministrazione più e più
    volte, con conseguente rischio di insufficiente irrorazione sanguigna e sofferenza della mucosa nasale.

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