Feb 27, 2018

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Terapia non convenzionale della BPCO

Terapia non convenzionale della BPCO

Mio figlio Alessandro ricorda ancora quando bambino di appena 3 anni, nel bel mezzo della notte mi chiamò angosciato perché vittima di un attacco d’asma, di cui soffriva in quei primissimi anni della sua vita, e ancora oggi mi chiede: «Babbo, ti ricordi di quella notte che mi facesti passare l’asma toccandomi i piedi e gli orecchi?». Certo, avevo a portata di mano anche la compressina di Bentelan e l’aerosol col Broncovaleas e il Clenilt e li avrei sicuramente usati nel caso che la situazione non fosse migliorata, ma dopo 15-20 minuti di massaggio delle corrispondenti zona della pianta del piede e delle zone dell’orecchio e dopo avergli insegnato la respirazione a labbra socchiuse, il bimbo stava meglio, e l’ascoltazione del torace col fonendoscopio confermava questa sua sensazione.

Psicosomatica
Rispetto ai polmoni sono due le emozioni da tenere presenti: – Mancanza di serietà, cioè dire una cosa e poi farne un’altra e quindi mancanza di congruenza, il non essere coerenti fra quello che diciamo e quello che facciamo; – Tristezza; con la tristezza la prima cosa che si blocca è il respiro. Da questo punto di vista quale è la migliore terapia per un disturbo polmonare? Respirare. In caso di problemi di respiro, asma o atelettasie o bronchiti enfisematose, la terapia di base più importante che faccio fare è rendersi conto del respiro. Più la persona non si rende conto di come respira, più rischia di ammalarsi per capire che deve respirare e deve essere consapevole del respiro

Attenzione a questa differenza.
Per quanto riguarda gli alveoli polmonari normalmente si dice: «Mi manca l’aria, non riesco a respirare». Mentre se il problema è «mi tolgono il fiato, gli altri mi fanno mancare il respiro» il conflitto dipende da un mio rapporto con il complesso mondo esterno (e quindi ectoderma) e sono i bronchi ad ammalarsi, non più gli alveoli polmonari, proprio perché i bronchi hanno un’origine ectodermica. L’asma, quindi, come problematica dei bronchi, deriva da un rapporto conflittuale con gli altri, non con se stessi. Pensiamo che gli altri col loro modo di fare ci tolgano il respiro, non ci facciano respirare, o perché sono troppo esigenti, o perché hanno delle aspettative.

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